ROMA - Assogenerici:
la cultura del generico si afferma in ospedale
Rimuovere gli ostacoli all’uso degli equivalenti in
corsia, significa sviluppare una maggiore consapevolezza del
loro ruolo per il medico ed il paziente
ROMA
- 26 settembre 2008 - La seconda giornata del Congresso
Assogenerici ha evidenziato quello che sembra un paradosso:
ancora si deve parlare di criticità del “farmaco generico” in
ospedale dove da sempre le pubbliche amministrazioni indicono
gare per la fornitura di farmaci, sulla base di liste di soli
principi attivi. È evidente ormai quanto l’impiego del farmaco generico in
ospedale sia stato ostacolato da “espedienti tecnici” atti
a rallentarne la penetrazione nel mercato, a conservare
situazioni di monopolio, a metterne in discussione qualità ed
efficacia.
Pertanto, se come è emerso nella giornata di ieri, le
opportunità derivanti dalla scadenza dei brevetti si andranno
esaurendo nei prossimi cinque anni, il dibattito ed ovviamente
l’interesse economico e sanitario si sposteranno sulle prime
scadenze brevettuali dei farmaci biotecnologici, farmaci che,
per inciso, vengono prescritti ed impiegati soprattutto in
ospedale. “Non bisogna dimenticare – spiega Francesco Colantuoni
Vice Presidente di AssoGenerici – il ruolo centrale
dell’ospedale pubblico all’interno del Servizio Sanitario
Nazionale e le opportunità che può offrire al territorio in
termini di cultura del farmaco e quindi del farmaco generico.
Solo se questa cultura sarà disseminata a partire dalle
strutture ospedaliere, si raggiungeranno gli auspicati
equilibri di economicità e sostenibilità dell’intero
comparto.”
“Siamo soddisfatti – prosegue Colantuoni - che anche l’AIFA
nella persona del suo Direttore Generale Prof. Guido Rasi, si
sia detto favorevole alla proposta di AssoGenerici di
utilizzare la prescrizione per principio attivo all’atto della
dimissione dall’ospedale. Questo è certamente un passo
fondamentale verso lo sviluppo di una prescrizione
“indipendente”, coerente con i meccanismi di acquisto del
Sistema Sanitario Nazionale, ma soprattutto un segnale
rassicurante per l’utilizzatore finale, il cittadino”.
Federalismo. Lombardo:
Manovra politico mediatica contro la Sicilia
PALERMO - “Sono indignato e mi ribello a questo
tentativo di appannare il ruolo della Sicilia come punto di
riferimento a favore delle regioni meridionali e di quelle a
statuto speciale nel dibattito in corso in queste ore sul
federalismo. Una manovra politico mediatica già avviata con
una raffica di articoli nell’ultima settimana di agosto e che
oggi, proprio nel momento in cui le regioni sono sedute a
discutere della bozza Calderoli sul federalismo fiscale, ha
raggiunto la sua punta massima, con la caduta di stile di
Repubblica”.
Lo ha dichiarato il presidente della Regione siciliana,
Raffaele Lombardo, che ha richiesto all’Avvocatura dello Stato
di intraprendere, con urgenza, presso le competenti sedi
giudiziarie le iniziative necessarie a tutelare l’immagine
dell’Amministrazione regionale, gravemente pregiudicata da
questa campagna di stampa.
“Offrire rappresentazioni della realtà così distorte e
fuorvianti – ha aggiunto Lombardo - inducendo l’idea che ogni
euro in più attribuito alla Sicilia col federalismo fiscale
servirebbe solo ad alimentare un ramificato sistema di
clientele e favoritismi, pone a carico di quanti alimentano e
diffondono tali inesattezze una grave responsabilità della
quale nell’interesse di tutti i siciliani intendo chiedere
conto, nella qualità di presidente della Regione, nelle sedi e
nelle forme che la legge mi consente”.