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Lombardia,
Sanità di qualita' e appropriata
MILANO
- (regioni.it) Ancora al top la sanita' della Lombardia, che
oltre ad avere livelli di eccellenza europei è anche virtuosa.
E' quanto emerso dal convegno ''Valore della salute e governo
della sanita', un confronto a 10 anni dalla legge 31'', nel
quale sono stati illustrati i risultati di una ricerca
condotta da Ambrosetti - The European House.
La Lombardia, non solo si colloca al primo posto a
livello di analisi aggregata dei fattori generatori di
performance sanitaria (con 42 punti su 60, seguita dalla
Catalogna con 39, dal Baden-Wuerttenberg con 37 e dal
Rhone-Alpes con 32) ma presenta anche il piu' alto numero di
medici per abitanti (600 ogni 100mila abitanti) ed e' allo
stesso tempo la Regione che ha fatto lo sforzo maggiore nel
favorire il riequilibrio del rapporto tra ospedale e
territorio.
Principio cardine del 'modello lombardo' e' "la vera
liberta' di scelta dal cittadino" prevista dalla stessa
legge 31. E fra le tappe fondamentali del cammino percorso
dalla sua entrata in vigore c'e' "l'accreditamento
istituzionale" delle strutture di ricovero e cura.
Piu' prestazioni, meno attese. Queste ultime sono state
abbattute significativamente negli ultimi 10 anni. Se per una
mammografia nel 1998 l'attesa media per un paziente lombardo
era di 36 giorni, nel 2007 e' scesa a 11, mentre per un
elettrocardiogramma si e' passati da 18 a 5 giorni. Dati
abbattuti quindi di circa tre volte, a fronte di un aumento
delle prestazioni: da 221 a 636 mammografie erogate in un anno
dal 1998 al 2007, e da 479 a 937 l'anno per l'Ecg.
Qualita' e appropriatezza. La Lombardia negli ultimi 10
anni ha diminuito considerevolmente il tasso di incremento
della spesa sanitaria: a fronte di un tasso nazionale del
4,8%, la Lombardia ha un incremento annuo di spesa pari al 4%.
Quanto alla composizione della spesa, il 70% del totale
riguarda ricoveri e prestazioni ambulatoriali erogati da
strutture pubbliche, mentre il restante 30% interessa ricoveri
e prestazioni ambulatoriali nel privato.
Nei 10 anni dal 1997 al 2007, i ricoveri ordinari per i
non residenti sono cresciuti dell'11% (da 127.509 a 141.236) e
i day hospital del 21% (da 32.823 a 39.615). Con un aumento
piu' consistente nell'ambito delle patologie complesse come le
malattie oncologiche e cardiocerebrovascolari.
Nello stesso decennio, i ricoveri ordinari dei residenti sono
diminuiti del 14% (da 1.518.251 a 1.307.629) e i day hospital
del 7% (da 448.236 a 416.443), con una degenza media passata
da 8,1 a 7,6 giorni (-6,2%).
Quanto alla distribuzione dei finanziamenti per le
attivita' di ricovero negli ospedali del territorio, nel 2005
la quota destinata ai centri pubblici e' stata pari al 65% del
totale (contro il 71% del 1999) e quella al privato e' stata
del 35% (29% nel '99). Un andamento che riprende la
percentuale di distribuzione dei posti letto tra pubblico e
privato accreditato, rispettivamente pari per il 2006 al 66% e
al 34%.
''Il primato della nostra sanita' - ha commentato il
presidente Roberto Formigoni nel suo intervento - e'
dunque documentabile sul piano della contabilita' e
dell'efficienza, ma anche e soprattutto sul piano 'riformatore',
di chi cioe' e' capace di fare scuola, incrementando il
proprio e l'altrui sviluppo. E questo e' stato possibile
grazie all'introduzione fatta dieci anni fa del principio
della sussidiarieta', che ha reso la Lombardia un importante
laboratorio per l'elaborazione delle politiche anche in altri
campi''.
''Fu una scelta politica coraggiosa da parte nostra che
incontro' ostacoli e resistenze fortissime, soprattutto da
parte del Governo di allora, ma che ci ha permesso di dare
vita a un nuovo modello che si e' dimostrato vincente non solo
nel settore della sanita', ma potenzialmente in ogni settore
della societa'''.
Un modello che ha implicato alcune scelte di fondo
(partnership pubblico-privato, aziendalizzazione del sistema
sanitario, ricorso al modello della Fondazione, liberta' di
scelta, forte sistema di controllo, separazione tra Asl e
Aziende ospedaliere) e che ha portato la Lombardia a
raggiungere una serie di importanti risultati: ''Verso i
nostri ospedali si muove oggi il 20% della mobilita' sanitaria
nazionale - ha spiegato il presidente lombardo - con l'80% di
soddisfazione dei nostri pazienti, abbiamo abbattuto i tempi
di attesa di visite ed esami, vantiamo cinque ospedali
accreditati dalla Joint Commission e nove centri d'eccellenza
nei settori delle biotecnologie e della gnomica. Ancora,
abbiamo potuto investire moltissimo in edilizia sanitaria,
costruendo dieci nuovi ospedali all'avanguardia ed eseguendo
ben 532 interventi di ammodernamento''. Il tutto, mantenendo
negli ultimi cinque anni il pareggio di bilancio (''nonostante
siamo tra le Regioni meno finanziate dallo Stato'') e allo
stesso tempo un'alta qualita' dei servizi.
''Le sfide pero' non sono finite - ha concluso
Formigoni -. Oggi bisogna continuare su questa strada,
migliorando ulteriormente il modello per rispondere alle nuove
esigenze. Per farlo serve dare maggiore responsabilita' alle
Regioni, dando loro piena competenza organizzative in materia
sanitaria e dando allo stesso tempo piena attuazione al
federalismo fiscale''.
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