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SANITA' -
IPASVI, STUDIO SU CONDIZIONI DI LAVORO IN OSPEDALI:
gli errori in sanità si stimano in Italia intorno al 3%

ROMA - Ospedali ‘a rischio’ per la salute dei pazienti.
A lanciare l’allarme sono gli infermieri: gli errori in sanità
si stimano in Italia, ricorda la categoria, intorno al 3% e le
principali cause sarebbero da ricercarsi proprio nelle
condizioni di lavoro degli operatori. Sotto accusa doppi turni
e diminuzione del personale.
È questo il quadro che emerge da uno studio del
collegio Ipasvi di Roma e che ha coinvolto 94 infermieri
in servizio presso 9 strutture ospedaliere e universitarie del
territorio romano. La ricerca è stata presentata alla III
Conferenza Internazionale del Sapere Infermieristico svoltasi
a Roma, con la partecipazione di centinaia di infermieri da
tutta Italia ed i presidenti degli Ordini degli infermieri di
vari Paesi. Ma quanti sono i cosiddetti ‘avventi avversi’,
ovvero errori sanitari, in ambito ospedaliero? Le stime sono
varie e discordi, ma si calcola che essi rappresentino dal
3,7% al 16,6% dei ricoveri.
ERRORI AL 3%: sotto accusa sono la stanchezza, doppi turni
di lavoro, diminuzione del personale, aumento dei carichi di
lavoro, turn over del personale, comunicazioni errate od
omesse e interferenze ambientali.
In Italia non sono disponibili studi nazionali completi,
ma da alcune stime regionali, afferma l’Ipasvi, si può dedurre
che il dato degli errori si attesti attorno al 3%. Lo
studio Ipasvi ha quindi puntato i riflettori sulle
principali cause di errore rilevate: sotto accusa sono la
stanchezza, doppi turni di lavoro, diminuzione del personale,
aumento dei carichi di lavoro, turn over del personale,
comunicazioni errate od omesse e interferenze ambientali.
Dunque, ha commentato il presidente del Collegio Ipasvi di
Roma Gennaro Rocco, “le esperienze raccolte tratteggiano un
contesto ospedaliero a rischio per la salute dei pazienti, con
condizioni lavorative non sicure a causa di fattori umani e
organizzativi”.
In ambito ospedaliero, ha avvertito l’esperto, “la situazione
resta allarmante ed i problemi sono legati principalmente alla
mancanza di infermieri: solo nel Lazio ne mancano almeno
4.000 e in Italia abbiamo 5,4 infermieri ogni mille
abitanti; l’Irlanda ne ha 14, la Gran Bretagna 12 e l’Unione
Europea fissa il rapporto minimo a 9 infermieri per mille
abitanti”.
Il messaggio è preoccupante: “Costringere i nostri
infermieri ai doppi e tripli turni nella settimana – ha
affermato Rocco - significa indurli a compiere errori”. Da qui
le richieste della categoria: adeguamento degli organici,
investimenti sulla formazione, una legge chiara sul
risarcimento del danno, ma anche favorire l’ ‘outing’ degli
errori con l’obbligo della segnalazione ma garantendo la
riservatezza.
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