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ROMA -
DECRETO TURCO ANNULLATO DAL TAR DEL LAZIO: RESTA DI 500mg IL
LIMITE DI DETENZIONE DELLA CANNABIS
ACCOLTI I RICORSI DEL CODACONS, ARTICOLO 32 E AIDMA

ROMA
- Annullato il Decreto Turco dal Tar del Lazio, che ha
bocciato solennemente il provvedimento che aveva innalzato, da
500 milligrammi a 1 grammo, la quantità massima di detenzione
di cannabis, dopo di che scattavano le sanzioni penali.
La decisione è venuta dai giudici della III sezione quater
del Tar del Lazio, che oggi hanno depositato le
motivazioni della sentenza cui è stato accolto il ricorso
proposto dal Codacons, dall'Associazione Articolo 32
e dall'Aidma (Associazione italiana per i diritti del
malato). Pertanto, con tale decisione i giudici hanno
annullato "il provvedimento impugnato - recita la motivazione
- costituito dal decreto del ministro della Salute, di
concerto con il ministro della Giustizia, del 4 agosto 2006".
"Il decreto del ministro della salute del 4 agosto 2006 -
riporta la sentenza - deve essere annullato in quanto la
motivazione dell'atto, peraltro esclusivamente orientata
nell'ambito delle ragioni sanitarie, non spiega le ragioni
delle scelte operate, né esse vengono adeguatamente
giustificate sulla base di approfondimenti tecnici specifici
sugli effetti dannosi delle sostanze stupefacenti in
questione".
Secondo il Tar, il provvedimento impugnato, dopo aver
genericamente constatato che il principio attivo delle
sostanze oggetto del decreto "é diverso da quello di altre
sostanze stupefacenti, àncora la scelta al minore potere di
indurre alterazioni comportamentali e scadimento delle
capacità psicomotorie, senza considerare che per il secondo
dei suddetti parametri è prevista un'alta incidenza ed
intensità di effetti disabilitanti, intesi proprio come grave
scadimento della performance pisco - motoria nell'esecuzione
di compiti complessi. In relazione a tale parametro il
raddoppio del fattore moltiplicatore, da 20 a 40, non appare
certo congruo".
Ricordiamo che già il 15 marzo scorso, il Tar aveva già
sospeso il Decreto Turco, in quanto aveva ritenuto che tale
Legge "non conferisca un potere politico di scelta in ordine
alla individuazione dei limiti massimi delle sostanze
stupefacenti o psicotrope, che possono essere detenute senza
incorrere nelle sanzione penali"; bensì "un potere di scelta
di discrezionalità tecnica, soprattutto per quanto attiene
alle competenze del Ministero della Salute".
Da Taranto giunge la soddisfazione di don Luigi Larizza,
- il parroco del Sacro Cuore di Taranto e fondatore della
'Comunita' Terapeutica Giovanni Paolo II - Il risorto di
Martina Franca.
Proprio dalla Puglia, nei mesi scorsi, ha avuto inizio la
battaglia contro il decreto del ministro Turco che innalzava
da 500 milligrammi a un grammo la quantità massima di cannabis
per uso personale. Don Luigi Larizza ripete che il
Decreto, ora annullato, favoriva solo il mondo dello spaccio:
nessuno esce da casa con 30-40 canne; chi esce da casa con
quel quantitativo è uno spacciatore e il decreto, quindi,
copriva lo spaccio".
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