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EPDAYS IN SICILIA
DAL 25 AL 27 NOVEMBRE,
UNA “TRE GIORNI” PER VINCERE IL TABÙ DELL’EIACULAZIONE PRECOCE
MEDICI SPECIALISTI DI 13 CITTÀ SICILIANE INSIEME PER GLI “EPDAYS”:
TRE GIORNI DI VISITE GRATUITE SU
APPUNTAMENTO PER RISPONDERE AL PROBLEMA DELL’EIACULAZIONE
PRECOCE, UN DISTURBO CHE NELL’ITALIA DEL SUD INTERESSA IL 23%
DELLA POPOLAZIONE MASCHILE.
UN NUMERO VERDE DEDICATO (800.93.33.18) E IL SITO
WWW.EIACULAZIONEPRECOCESTOP.IT PER TROVARE IL CENTRO DOVE
PRENOTARE LA VISITA GRATUITA.
I RISULTATI DELLA PRIMA INDAGINE ITALIANA SUL PROBLEMA NEL
NOSTRO PAESE CONFERMANO LA NECESSITÀ DI QUESTE INIZIATIVE:
L’EP È UN PROBLEMA PER 3.5 MILIONI DI UOMINI ITALIANI. GENERA
FRUSTRAZIONE, UMILIAZIONE O ANSIA IN 7 UOMINI SU 10 CON UN
IMPATTO NEGATIVO SULLA QUALITÀ DI VITA (E DI COPPIA). SOLO 4
SU 10 NE PARLANO CON LA PARTNER MA NON CON IL MEDICO E SOLO
L’8% RITIENE CHE SIA UNA CONDIZIONE MEDICA, TRATTABILE CON
L’AIUTO DI UNO SPECIALISTA.
PALERMO
- Dal 25 al 27 novembre, 34 centri specialistici di 13
città siciliane partecipano agli epdays: una "Tre giorni"
di visite gratuite, su appuntamento, per chi soffre o teme di
soffrire di eiaculazione precoce (EP).
L’iniziativa si svolge anche in tutte le altre regioni
della Penisola e vede il coinvolgimento di oltre 580 tra
andrologi, urologi e sessuologi medici appartenenti alle tre
Società scientifiche promotrici: la Società Italiana di
Andrologia (SIA), la Società Italiana di Andrologia e Medicina
della Sessualità (SIAMS) e la Società Italiana di Urologia (SIU).
Telefonando al numero verde dedicato (800.93.33.18) o
visitando il sito www.eiaculazioneprecocestop.it è possibile
individuare il Centro più vicino a cui telefonare per
prenotare direttamente la visita gratuita. Un’ampia campagna
di sensibilizzazione su stampa, radio e web sta informando gli
uomini siciliani (e le loro partner) che si trovano alle prese
con il problema.
Ma perché una “Tre Giorni” di visite gratuite in Italia,
Sicilia compresa?
Per tre buone ragioni, confermate da una recentissima
indagine di GfK Eurisko, che per la prima volta ha fotografato
il problema nel contesto socioculturale italiano. (Bosio A. C.
La vita sessuale e il fenomeno dell’eiaculazione precoce in
Italia: una lettura socioculturale; Libro bianco Milano 2009)
1. Aiutare i molti uomini che soffrono del problema: si
tratta, infatti, del 22.3% della popolazione italiana secondo
le stime dell’indagine realizzata su un campione di 3.000
persone ambosessi, di età compresa tra 18 e 55 anni e
rappresentativo della popolazione italiana. Il risultato di
Eurisko è peraltro in linea con il dato di diffusione
dell’eiaculazione precoce relativo al sud Italia (Sicilia
compresa), che attesta i sofferenti di EP al 23%.
(Fonte SIA, Società Italiana di Andrologia)
2. Far conoscere il problema a chi ne soffre: chi è
alle prese con l’EP, evidenzia l’indagine, la conosce poco e
soprattutto non sa delle sue cause fisico/organiche
ritenendolo invece un problema solo psicologico.
3. Rompere il silenzio, facendo superare l’imbarazzo a
parlarne: gli uomini e le loro partner devono iniziare a
parlare del problema sia tra di loro sia, soprattutto, con il
medico.
Tre giorni di viste gratuite - le prime in Italia – possono
certamente aiutare a raggiungere questi importanti obiettivi,
avviando gli uomini e le loro compagne verso la risoluzione
del problema, oggi possibile, grazie a terapie da poco
disponibili anche in Italia.
Gli epdays per capire che cos’è l’EP, una condizione medica
con cause non solo psicologiche
Ma gli uomini e le donne alle prese con il problema, che
cosa ne sanno? In generale, pochi riconoscono l’EP come un
preciso disturbo della sessualità (solo il 28%) e più della
metà degli intervistati (il 52%) ritiene di saperne poco sul
problema. Per quanto riguarda le sue cause, il 92% degli
uomini con EP ritiene erroneamente che sia un problema in cui
i fattori psicologici giocano un ruolo fondamentale. Mentre
solo l’8% limita l’origine dell’EP a cause di natura
strettamente fisica. In realtà, diversamente da quanto emerge
dall’indagine, l’EP è una condizione medica e non solo
psicologica.
Ha infatti cause fisiche ed organiche, da trattare dal punto
di vista medico. “Infatti, studi recenti, - sottolinea il
dott. Bruno Giammusso, responsabile Unità Operativa di
Andrologia, Università di Catania – hanno dimostrato che è un
neurotrasmettitore, la serotonina, a controllare
l’eiaculazione e la risposta sessuale maschile: un aumento dei
livelli di serotonina a livello del sistema nervoso centrale
svolge un’azione inibitoria sull’eiaculazione, ritardandola.
L’eiaculazione precoce risulta, invece, associata a una
ridotta concentrazione di questa sostanza. I ridotti livelli
della serotonina sono all’origine della scarsa capacità
dell’uomo di controllare il proprio riflesso eiaculatorio
provocando così un accorciamento dei tempi del rapporto. L’EP
quindi, è principalmente e al contrario di quanto si pensa, un
problema di controllo e poi di ridotto tempo eiaculatorio. Di
certo – continua il dott. Giammusso - i risultati
dell’indagine confermano la necessità di far conoscere meglio
e più approfonditamente il problema a chi ne è affetto e, da
questo punto di vista, gli epdays rappresentano un primo e
importante passo verso questo obiettivo” Epdays: “Tre Giorni”
di visite gratuite per vincere il tabù, parlarne con il medico
e superare il problema.
Si tratta, quindi, di una condizione medica con origine
organica e fisica ma con un forte impatto sulla sfera
emotiva dell’uomo, della coppia e sulla qualità di vita. Il
32% degli uomini con EP avverte, infatti, un senso di
frustrazione dalla propria esperienza sessuale, il 24% si
sente umiliato e il 16% va in ansia. Lo stesso vale per le
partner: ben il 42% si sente frustrata mentre il 27% avverte
sentimenti di ansia. Gli uomini con EP, inoltre, sono meno
soddisfatti della loro qualità di vita in generale e sessuale
in particolare rispetto a quelli che non hanno “il problema”
(-19 punti percentuali).
Non va meglio per le donne partner degli uomini con EP,
meno soddisfatte della loro qualità di vita complessiva e
sessuale rispetto alle altre donne (-10 punti percentuali).
Nonostante la forte compromissione della qualità di vita, gli
uomini pongono però numerose barriere a parlare del problema.
Diverse le motivazioni. Prima fra tutte l’imbarazzo. Il 76%
degli uomini con EP, infatti, lo ritiene un problema
imbarazzante, ancor più imbarazzante della disfunzione
erettile. E solo il 42% degli uomini (il 35% delle donne) ne
ha parlato nell’ultimo anno. Si potrebbe ritagliare all’EP il
ruolo di convitato di pietra per molte coppie di sofferenti.
D’altra parte, quando se ne parla, è comunque il o la partner
il destinatario della comunicazione ma non il medico (il 62%
dei maschi e il 70% delle donne). E questo in controtendenza
rispetto a quello che sta avvenendo nella nostra società dove
c’è sempre una maggior attenzione alla sfera personale e
affettiva e dove è cresciuta la cultura del dialogo con i
medici.
L’eiaculazione precoce resta quindi ancora un tabù, un
tema di cui si deve dialogare con la partner e soprattutto con
il medico. La “Tre Giorni” degli epdays sarà l’occasione per
iniziare a rompere il silenzio con il medico, superando
l’imbarazzo per avviarsi verso un virtuoso percorso di cura.
Percorso che gli uomini e le loro partner auspicano: il 36%
auspica, infatti, per il futuro, un miglioramento della
propria condizione mentre oltre il 90% degli uomini (e oltre
l’80% delle donne) desidera che la medicina sviluppi
cure/trattamenti per la cura del’EP. ”E se fino a poco tempo
fa – conclude il dott. Giammusso - non erano disponibili
terapie farmacologiche approvate per l’EP, da luglio, anche in
Italia, è disponibile su prescrizione medica, il primo farmaco
approvato per il trattamento al bisogno di questo disturbo, a
base di dapoxetina”
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