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DALL'ITALIA

17 novembre 2007

ROMA - Sanità: Disegno di legge su qualità e sicurezza del Servizio Sanitario Nazionale


LIVIA TURCO

ROMA - (regioni.it) Una sanità più vicina al cittadino e più qualità ospedaliera. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera ad un disegno di legge sulla qualita' e la sicurezza del sistema sanitario nazionale. ''E' una legge nata dall'ascolto e dal confronto per salvaguardare e migliorare la sanita' pubblica italiana'', ha commentato il ministro Livia Turco.

Su www.ministerosalute il testo integrale del disegno di legge.

“L’abbiamo fatto – spiega il ministro Livia Turco - scegliendo la politica del confronto permanente con le Regioni, i sindacati, il mondo degli operatori e delle associazioni dei cittadini e del volontariato.Da questa stagione di ascolto deriva questo testo, che rappresenta una forte e precisa assunzione di responsabilità della politica per la salvaguardia e il miglioramento del sistema sanitario nazionale”.

E’ ridefinito il Piano sanitario nazionale e la programmazione regionale degli interventi, fino alla determinazione di un vero e proprio “sistema nazionale di valutazione” delle cure per monitorare costantemente i risultati di salute in rapporto agli obiettivi fissati dai piani nazionali e locali.

Si riordina la medicina territoriale con un nuovo assetto delle cure e dell’assistenza extraospedaliera, basato sulla continuità dell’assistenza per tutto l’arco della settimana, “indirizzando gli interventi – spiega la Turco - verso i nuovi bisogni legati all’invecchiamento e alla crescita delle malattie croniche che richiedono risposte sempre più mirate sull’esigenza della persona”.

C’è l’integrazione tra servizi sociali e sanitari, in sintonia con l’altro ddl sulla non autosufficienza, per arrivare ad un vero e proprio “sportello unico assistenziale” dove il cittadino possa trovare tutte le risposte e le soluzioni indipendentemente dal soggetto erogatore (Asl, Comuni, ecc.).

Qualità e sicurezza significa anche dotare le Asl e gli ospedali degli strumenti giusti per gestire il rischio clinico per evitare errori e disorganizzazione che causano disservizi e malasanità.

“Insomma quello che stiamo disegnando con questo ddl - conclude Livia Turco - è un servizio sanitario nazionale sempre più amico, responsabile, accogliente, trasparente, capace di prendere in carico e interamente proiettato alla promozione e alla tutela della salute in qualità e sicurezza”.

Le sinergie tra Stato e Regioni saranno fissate nell’ambito di specifici accordi che rispondono ai macro obiettivi dettati dal Piano sanitario nazionale.
Gli accordi intervengono prioritariamente nelle aree definite dal disegno di legge: erogazione dei LEA, programmi di prevenzione, ricerca, sviluppo della qualità, formazione, linee guida ecc. (art. 2).

La programmazione regionale, in coerenza con il Piano nazionale e con gli accordi, definisce l’orizzonte di azioni, obiettivi e risorse delle singole Regioni.

La chiusura del sistema si realizza attraverso la verifica degli adempimenti previsti dagli accordi svolta dal Sistema nazionale di valutazione anche attraverso il network di soggetti che lo alimenta (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, all’Agenzia italiana del farmaco, al Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei LEA ecc.) (art. 3)…… nel caso di inerzia delle Regioni si attiva il potere sostitutivo: un accordo tra Stato e Regioni stabilisce a monte quali impegni sono soggetti a verifica e quindi all’attivazione del potere sostitutivo, a riprova che il raggiungimento degli obiettivi di salute e/o di gestione di una singola Regione è interesse non solo dello Stato nella sua funzione di garante dell’unitarietà del sistema, ma anche delle singole Regioni  (art. 3).

Ecco in sintesi le novità principali del ddl:

 

  • il riordino complessivo della medicina territoriale, finalizzato a creare una rete di assistenza extraospedaliera basata sulla continuità assistenziale per tutto l’arco della settimana e per 24 ore al giorno. A tal fine saranno istituite in tutte le Asl le Unità di medicina generale e le Unità di pediatria, dove convergeranno tutti i servizi e le prestazioni non ospedaliere, prevedendo anche nuovi compiti per la rete delle farmacie;
  • il governo clinico nelle aziende sanitarie, per la responsabilizzazione e il coinvolgimento degli operatori nella gestione della sanità, trasformando il Collegio di direzione (composto da manager e operatori sanitari) in organo dell’azienda che esprime pareri obbligatori sui principali atti gestionali;
  • nuovi criteri per la nomina dei direttori generali delle Asl e dei dirigenti di struttura complessa (ex primari) basati sulla trasparenza delle scelte attraverso nomine scaturite da una pre-valutazione da parte di commissioni indipendenti, prevedendo la pubblicazione su internet dei curriculum e il vincolo di scelta dei candidati tra la terna selezionata dalla commissione di valutazione;
  • l’istituzione di specifiche unità per la gestione del rischio clinico e di servizi di ingegneria clinica nelle Asl e negli ospedali per ottimizzare le attività e gli interventi di prevenzione degli errori e per il controllo costante della sicurezza delle apparecchiature;
  • nuove misure atte a favorire la soluzione extragiudiziale delle controversie conseguenti ad errori medici che consentano un rapido accesso agli indennizzi per i pazienti danneggiati;
  • l’esclusività di rapporto per i primari ai quali sarà comunque garantito il diritto alla libera professione intramoenia;
  • l’istituzione di un Sistema nazionale di verifica della qualità delle cure erogate dal Ssn, prevedendo la partecipazione dei cittadini nei processi valutativi;
  • istituzione di un Sistema nazionale di linee guida per l’appropriatezza, la qualità e la sicurezza in campo diagnostico, clinico e terapeutico;
  • cambia il Piano sanitario nazionale che diventerà quinquennale (oggi vale per un triennio) orientandolo maggiormente verso precisi obiettivi di riduzione dell’incidenza delle malattie evitabili intervenendo sui diversi determinanti di salute;
  • viene potenziato il tirocinio pratico per i medici specializzandi con nuovi accordi tra Università e Ssn;
  • specifiche sanzioni in caso di truffa ai danni del Ssn sono previste anche per le strutture sanitarie accreditate per le quali è prevista la decadenza della convezione con il Ssn in caso di reati di truffa o danni al patrimonio dello Stato, come già accade oggi per farmacie e operatori sanitari coinvolti in attività di truffa ai danni del Ssn (vedi legge finanziaria 2007). 

Pertanto nel provvedimento ci sono nuovi criteri per la nomina dei direttori generali delle Asl e dei dirigenti di struttura complessa (ex primari), all'insegna della ''trasparenza delle scelte'' e di un meccanismo di selezione delle ''migliori competenze''..

L'articolo 8 del ddl prevede, innanzitutto, che vengano rese tempestivamente pubbliche le vacanze degli incarichi di direttore generale delle aziende sanitarie (''Le regioni rendono nota, con congruo anticipo, anche utilizzando i propri siti internet, l'attivazione delle procedure per la copertura delle vacanze dei posti di direttori generali'').

 I direttori saranno scelti tra soggetti di ''comprovate capacita' tecnico-manageriali, documentate anche attraverso esperienze pregresse''. I requisiti sono valutati da una commissione composta da tre membri scelti dalla Regione. La commissione individua quindi una terna di aspiranti e la Regione nomina il direttore generale.
E' inoltre prevista la formazione obbligatoria per i direttori generali (l'onere dei corsi e' a carico dei partecipanti). E i direttori saranno anche valutati: le Regioni devono infatti definire preventivamente i criteri per la valutazione dei direttori, anche sentite le associazioni di tutela degli utenti. Inoltre, per diventare direttore di una asl l'esperienza necessaria aumenta: da cinque ad almeno otto anni.

 


 

 

 

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