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A ROMA
L’ISTITUTO PER LA SALUTE DEGLI IMMIGRATI
ANCHE LA SICILIA HA ADERITO CON PUGLIA E LAZIO:
stanziati 25milioni fino al 2009
ROMA
- Contrasto alle malattie della povertà, che colpiscono le
popolazioni migranti e non solo, ricerca, formazione
professionale, attività assistenziali. Sono questi gli
obiettivi che si propone l"Istituto nazionale per la
promozione della salute delle popolazioni migranti e per il
contrasto delle malattie della povertà" (Inpm), che
nasce all'Ospedale San Gallicano di Roma, nel cuore di
Trastevere, con la direzione del professor Aldo Morrone.
Un’affollata inaugurazione alla presenza del Capo dello
Stato Giorgio Napolitano, del ministro della Salute
Livia Turco, di quello della Solidarietà Sociale Paolo
Ferrero e di rappresentanti delle tre regioni che
finora hanno aderito al progetto, cioè Sicilia, Puglia e Lazio.
L’Istituto si propone di contribuire all'attivazione di
strutture socio-sanitarie regionali per la diagnosi, la
prevenzione e la cura delle principali patologie legate alle
migrazioni, e per il contrasto alle malattie della povertà,
in stretta integrazione con i servizi territoriali, le Asl
delle Regioni, le associazioni di volontariato e del Terzo
Settore.
Un modello di offerta socio-sanitaria
multidisciplinare e interculturale per favorire la
tempestività dell'accesso ai servizi e l'efficacia delle cure
compatibili con l’identità socio-culturale delle popolazioni
di riferimento.
E, inoltre, formazione specialistica degli operatori
socio-sanitari e ricerca sanitaria e scientifica,
collegata a una rete internazionale di strutture esperte nella
medicina delle migrazioni e nelle malattie della povertà che
comprende Oms, il Centro delle Migrazioni di Ginevra,
l’Alleanza degli Ospedali italiani nel Mondo.
"Una struttura indispensabile, ha sottolineato il
professor Morrone, perché in Italia ormai oltre tre
milioni di persone sono stranieri (il 7 per cento) a cui
si aggiungono gli oltre sette milioni e mezzo di persone in
condizione di povertà relativa. L’istituto, ha spiegato
Morrone, intende contrastare “l’emergere della salute
diseguale”, ossia “il circolo vizioso che, a partire dalle
svantaggiate condizioni di vita e di lavoro, produce una
riduzione del livello di salute dei gruppi deboli della
popolazione che, a sua volta, aumenta il peso economico delle
spese sanitarie evitabili e peggiora il livello
socio-economico di questi gruppi”.
Per il nuovo istituto sono stanziati 5 milioni di
euro per il 2007 e 10 milioni di euro sia per il 2008 che per
il 2009. Oltre alla sede nazionale del San Gallicano,
le sedi regionali sono per ora fissate all’ospedale
‘Tatarella’ di Cerignola, in Puglia, e al San
Giovanni di Dio di Agrigento.
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