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PALERMO -
IN SICILIA PREVISTI 16.150 CASI DI TUMORE NEL 2010, CI SI
AMMALA MENO CHE AL NORD, MA CI SONO PIU' MORTI
PALERMO
- Oncologi di tutta la Sicilia, epidemiologi e tecnici
dell’assessorato regionale Sanità hanno fatto il punto a
Palermo sulla situazione dei tumori nell’Isola, dove sono
circa 90.000 i malati di tumore e i nuovi casi supereranno i
16 mila nel 2010, secondo un trend in costante aumento.
Le patologie tumorali rappresentano la seconda causa di
mortalità dei siciliani, dopo le malattie
cardiovascolari, con un numero medio annuale di oltre
10.000 decessi.
L’aumento dell’incidenza tumorale nella popolazione
siciliana viene attribuito all’abbandono della dieta
mediterranea, all’inquinamento crescente, a una
percentuale di obesi che supera la media europea.
Ciononostante, il numero delle persone annualmente colpite dal
cancro in Sicilia resta minore rispetto alle regioni del Nord.
Ma il dato allarmante è che a ciò corrisponde una maggiore
letalità della malattia: insomma, in Sicilia si muore di
più, a causa di una diagnosi tardiva dovuta ad
insufficienti attività di screening e prevenzione.
Secondo gli ultimi dati disponibili, in Sicilia, al primo
posto figura per gli uomini la mortalità per
tumori della trachea, dei bronchi e dei polmoni (26,6%).
Per le donne, della mammella (16,74%).
Al secondo posto, per entrambi i sessi, il tumore del
colon-retto (11,97% per le donne, 9,43% per gli uomini).
I maschi soccombono poi, nell’ordine, ai tumori della
prostata (8,97%), del sangue (8,13%), del
fegato (7,37%), della vescica (5,68%), dello
stomaco (5,15%), del pancreas (4,17%), dell’encefalo
(2,14%), della laringe (1,96%).
Le donne, ai tumori del sangue
(8,95%), di trachea, bronchi e polmoni (6,72%),
del fegato (6,42%), del pancreas (5,88%), dello
stomaco (5,66%), dell’utero (5,12%), dell’ovaio
(3,78%).
Dal 2000 al 2006 si sono ammalati di tumore 105.697
siciliani e di questi 66.364 sono morti. Alla
fine di quest’anno, i nuovi casi di tumore 2007 saranno
15.810, mentre le proiezioni al 2010 prevedono circa
16.150 casi.
“Con un numero sempre maggiore di casi di tumore e una sopravvivenza
sempre più lunga, occorre porre in essere una corretta
politica sanitaria per curare ed assistere i nuovi malati e i
lungo-sopravviventi o potenzialmente guariti”, ha sottolineato
Carmelo Iacono, presidente eletto dell’AIOM e
direttore dell’Unità Operativa di Oncologia medica
dell’Ospedale Civile di Ragusa.
Per l’assessore regionale alla Sanità, Roberto Lagalla,
tra le azioni prioritarie di prevenzione primaria, occorre
sviluppare interventi di promozione della salute e di
controllo dei fattori di rischio come fumo, abuso di
alcol, alimentazione scorretta, scarsa attività fisica,
accompagnate da idonee attività di formazione rivolte agli
operatori coinvolti. “La mission di chi opera in questo
campo – ha detto Lagalla - è l’attuazione di iniziative
per la prevenzione dei tumori attraverso una
strategia basata sulla ricerca scientifica, la formazione di
personale specializzato e la diffusione di informazioni sui
rischi cancerogeni ambientali e professionali”.
Il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, ha
rilevato che “la domanda di salute dei siciliani cresce di
giorno in giorno e, con essa, l’attenzione alla qualità delle
cure e dei servizi. I siciliani si accorgono che, pur tra
mille difficoltà, il lavoro svolto dalla Regione va incontro
alle esigenze di una sanità migliore. E della malattia
oncologica, del suo costo sociale, delle terapie, occorre
parlare molto e spesso. La corretta strada è proprio
quella del confronto e della collaborazione”.
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