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CATANIA -
MEDICI: TANASI E RIZZO ANNUNCIANO 945 LETTERE PARTITE ALLA
VOLTA DI CAMERA E SENATO PER LA VICENDA DEI MEDICI
SPECIALIZZATI PRIVATI DEL COMPENSO STABILITO DALLE LEGGI
EUROPEE
MIGLIAIA PRONTI A FARE CAUSA ALLO STATO NELLA PRIMA MEGA CLASS
ACTION CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
NELL'AZIONE SI CONTESTA IL MANCATO RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA
82/76 CEE
CATANIA - La vicenda dei medici specializzati, privati
del compenso loro spettante, finisce sui tavoli di ogni
singolo parlamentare italiano. Francesco Tanasi Segretario
nazionale CODACONS e Nino Rizzo Direttore Medico dei
Consumatori Italiani hanno reso noto che è stata inviata una
lettera a tutti i Deputati e Senatori, nella quale si chiede
un interessamento alla questione e provvedimenti mirati a
tutelare i diritti dei medici specializzati nel rispetto delle
norme costituzionali ed europee.
Allegata alla missiva anche una proposta di legge, redatta
dall'associazione e firmata da migliaia di medici, che
consentirebbe di sanare la grave disparità senza intasare la
giustizia con migliaia di ricorsi che in passato hanno visto,
nella quasi totalità dei casi, pienamente riconosciuti i
diritti dei ricorrenti.
Come noto in Sicilia oltre 10.000 medici e 120.000 in Italia,
specializzatisi in varie discipline mediche, iscritti ai corsi
tra gli anni 1982 e 1991, durante l'espletamento di tali
attività di formazione ed in dipendenza della stesse e delle
correlate prestazioni mediche, non hanno percepito alcuna
remunerazione. Tale situazione deriva dal fatto che lo Stato
italiano ha scorrettamente attuato le direttive comunitarie,
venendo meno a quelli che erano gli intenti perseguiti dal
legislatore comunitario, finalizzati a riconoscere in capo
agli specializzandi la titolarità di un vero e proprio
rapporto di lavoro subordinato ed una remunerazione adeguata.
Abbiamo deciso affermano Tanasi e Rizzo così di predisporre un
disegno di legge – già firmato da migliaia di medici -
finalizzato ad offrire una soluzione alla questione, soluzione
che deve essere adeguata alle indicazioni provenienti dalle
direttive e dalle sentenze comunitarie e, contestualmente, che
rappresenta una risposta concreta ad un problema che interessa
migliaia di cittadini medici che hanno prestato il loro
servizio durante il periodo di formazione e che con tale
attività hanno contribuito sensibilmente ed in maniera
positiva allo svolgimento dell'attività sanitaria.
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