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Sanità: Sacconi
preannuncia cambiamenti per l'intramoenia

Il ministro Sacconi
ROMA - (regioni.it) Sembra proprio che si debba
“cambiar passo” sul terreno della libera professione dei
medici in intramoenia (esercitata cioè dentro le strutture
pubbliche dove operano, con spazi appositi per poter visitare
e operare a tariffa): un istituto che non decolla.
Arriveranno quindi nuove regole: a preannunciarle è il
ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Per il ministro una
medicina di base che sia in grado di fornire un servizio
aperto 7 giorni su 7.
E il percorso delineato dal ministro passa per contratti,
convenzioni, finanziaria, riforma dei Lea (livelli essenziali
di assistenza) che probabilmente dovrà essere rivista:
La sanita' pubblica, che dovrà affrontare lo scoglio della
finanziaria, spiega Sacconi, non dovrebbe affrontare
particolari sacrifici in un contesto di contenimento generale
delle spese pubbliche. Ma proprio ieri nella sede
istituzionale della Conferenza Unifica il Sottosegretario
Vegas ha annunciato il taglio di un miliardo per il 2009.
''E ' in corso - spiega - una trattativa''. Partendo
dall'intramoenia Sacconi spiega che il sistema di fatto non ha
funzionato: le regole sono state troppo rigide e sara' molto
difficile riuscire a rispettare il termine del primo gennaio
2009 per vedere realizzati in tutte le Asl gli spazi necessari
per far lavorare i medici pubblici in libera professione
intramuraria. Oggi i camici bianchi del servizio pubblico
visitano privatamente emettendo una ricevuta per conto della
propria struttura e ricevendo una parte di questo compenso e
lo fanno anche nei propri studi, fatta qualche rara eccezione
di alcune Asl nelle regioni piu' virtuose. Per Sacconi, che
invita al pragmatismo, evitando il ''sistema italiano delle
deroghe '' o un ritorno alle norme del passato, bisognerà
trovare una terza soluzione. L'altro aspetto che riguarda più
direttamente i cittadini sara' il potenziamento della medicina
del territorio.
Il progetto, condiviso di fatto da tutti i governi visto il
ruolo strategico dei medici di famiglia per la salute dei
cittadini, prevedera' infatti la nascita di unita'
territoriali per dare continuita' all'assistenza medica anche
durante la notte e i giorni in cui gli studi dei medici di
famiglia sono chiusi, cioe' il sabato e la domenica.
Sperimentazioni in questo senso sono state realizzate in
questi ultimi anni dalle Case della Salute volute dall'ex
ministro Livia Turco. Lo strumento per realizzare questa
riforma attesa ed annunciata da molto tempo potra' essere la
nuova convenzione della medicina di base.
Il ministro ha infine citato il Libro Verde in preparazione
nel suo dicastero sul 'buon vivere': poche pagine con
l'intento di indicare le migliori pratiche per una politica a
360 gradi della salute ma piu' in generale della qualita' del
vivere, dalla culla alla bara.
La Farmindustria., per voce di Sergio Dompe', presidente
dell'Associazione che rappresenta le industrie del farmaco si
e' rivolta ai medici: ''l'industria ha bisogno di una buona
medicina, siamo qui a testimoniare che sappiamo di essere
parte del problema ma anche pronti a trovare una soluzione''.
Un invito generale che evoca la necessita' di trovare
un'alleanza nel percorso di riforma che l'intero settore
sembra dover affrontare.
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