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RIMINI -
MORTO PER UN INFARTO DON ORESTE BENZI "L'ANGELO DELLE
PROSTITUTE: La camera ardente sarà allestita oggi da
mezzogiorno nella parrocchia La Resurrezione, in via della
Gazzella. Il funerale lunedi' alle 10.30 nel Duomo di Rimini
di Enza Garipoli

RIMINI -
Lo
abbiamo forse visto tante volte in TV, la proposta di don
Oreste è davvero originale. Don Oreste, questo anziano prete
romagnolo, alto e grosso, un telefonino cellulare per tasca,
rosario sempre fra le mani, lunga veste nera e lisa, sguardo
trafiggente e parlantina sciolta, passa per le strade della
sua terra, raccoglie i tossici della piazza, incontra
personalmente le prostitute mentre "lavorano" per strada,
entra serenamente nelle discoteche domandando al discjockey 3
minuti di intervallo per predicare il Vangelo, ovunque e
comunque, non importa la fatica e gli ostacoli frapposti a
bloccare la sua "missione".
E tutto questo per creare delle "case-famiglia" dove delle
coppie di sposi accolgano uno, due figli naturali e gli altri
comperati già fatti e grandi, "acquistandoli"
dall'orfanotrofio, dal manicomio, dalla piazza dei tossici o
dal marciapiede. A queste persone non basta dare pane e
lavoro: bisogna dare una famiglia. Ai Poveri non più servizio
ma condiVisione!
Don Oreste Benzi è nato il 7 settembre 1925
a S. Clemente (FO), un paesino nell'entroterra collinare
romagnolo a 20 Km da Rimini, da una povera famiglia di operai,
settimo di 9 figli. All'età di 12 anni (nel 1937) entra in
seminario a Rimini e viene ordinato Sacerdote il 29 giugno
1949. Il 5 luglio 1949 viene nominato cappellano della
parrocchia di San Nicolò a Rimini. Nell'ottobre 1950 viene
chiamato in seminario a Rimini quale insegnante e nella
medesima data nominato Vice Assistente della Gioventù
Cattolica di Rimini (ne sarà poi Assistente nel 1952).
E' in questo periodo che matura in lui la convinzione
dell'importanza di essere presenti ai giovani adolescenti (la
fascia dei cosiddetti teen-agers) nei quali si formano i metri
di misura definitivi dei valori di vita. Riteneva
fondamentale, infatti, realizzare una serie di attività che
favorissero un "incontro simpatico con Cristo" per coinvolgere
la maggior parte di adolescenti che venivano ad avere incontri
decisivi per la loro formazione con tutti ad eccezione di
Cristo.
Nel suo progetto rientra anche la costruzione di una casa
alpina ad Alba di Canazei (TN) per soggiorni di
adolescenti, realizzata dal 1958 al 1961. Migliaia di
adolescenti hanno potuto fare e fanno tuttora un'esperienza
liberante per scegliere i valori cristiani facendoli rientrare
nel proprio ciclo vitale.
Mantenendo l'impegno fra gli adolescenti, nel 1953 è stato
chiamato ad essere Direttore Spirituale nel seminario di
Rimini per i giovani nella fascia di età dai 12 ai 17
anni. Attraverso tale compito (protrattosi fino al 1969) ha
potuto approfondire più intensamente la conoscenza dell'animo
giovanile. Nel frattempo, dal 1953, oltre al seminario,
insegnava religione alla scuola Agraria "S. Giovanni Bosco" di
Rimini, frequentata dagli adolescenti nei primi tre anni dopo
le elementari. Questo ruolo costituiva per lui un ulteriore
punto di osservazione e campo di azione nel mondo degli
adolescenti.
Nel 1959, continuando l'ufficio di padre spirituale in
seminario e la presenza fra gli adolescenti in Diocesi , viene
trasferito al Liceo Classico "Giulio Cesare" di Rimini,
poi nel 1963 al Liceo Scientifico "Serpieri" di Rimini, ed
infine nel 1969 al Liceo Scientifico "Volta" di Riccione. Tale
esperienza gli ha permesso di portare numerose attuazioni sul
piano educativo tendenti a migliorare l'insegnamento di
religione nella scuola, con il coinvolgimento dei giovani
nella propria vita e nella presenza ai più poveri.
Ed è proprio in questi anni che è avvenuto il reclutamento
di giovani volenterosi che si prestavano a fare vacanza
animando i soggiorni montani per gli adolescenti in
difficoltà.
Nel 1968, con questo gruppetto di giovani e con alcuni
altri sacerdoti da vita all'di Associazione Papa Giovanni
XXIII, che ottenne poi il riconoscimento della personalità
giuridica con DPR 5/7/72. Dall'incontro con persone che "nella
vita non riuscirebbero a cavarsela da sole" e grazie alla
disponibilità a tempo pieno di alcuni giovani, Don Oreste
Benzi guida l'apertura della prima Casa Famiglia
dell'Associazione Papa Giovanni XXIII a Coriano (FO) il 3
luglio 1972.
DON BENZI ERA SOLITO DIRE CHE: "Se non ci fosse la domanda,
non ci sarebbe l’offerta. Se gli italiani non chiedessero
prestazioni sessuali a pagamento, non ci sarebbe la tratta
delle donne che vengono schiavizzate e forzate, da criminali
singoli o associati, a dare le prestazioni sessuali
richieste". Questa ingente quantità di persone colpite dalla
schiavitù, dalla disoccupazione, dalla fame, dalla guerra,
sono le vittime di una società disumana, di una società
in cui l'uomo è una "cosa" accanto alle altre.
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