ROMA -
Informazione: appello per la "bella televisione"
ROMA - (regioni.it) “Siamo
lavoratori, giornalisti, autori e operatori della RAI e
del mondo della televisione, dell’informazione e della
comunicazione. Vogliamo un’informazione libera, fondata su
valori e scelte che aiutino l’Italia a diventare un paese
moderno. La modernità non è sinonimo di cinismo e di crudeltà.
Un paese è moderno quando la libertà e la giustizia valgono un
po’ di più del mero consumo o dell’audience”, inizia così l’
“appello per la bella televisione”,sottoscritto fra gli altri
da Renzo Arbore, Giovanni Minoli, Luca Barbareschi, Ettore
Scola, Michele Mirabella e Maurizio Costanzo.
“Pensiamo – prosegue l’appello - che la televisione
pubblica debba essere sottratta a logiche burocratiche,
partitiche o sottomessa a interessi lobbistici e corporativi.
Pensiamo, tuttavia, che le televisioni commerciali debbano
competere nel mercato con valori che promuovano il merito e
non la forza. Per questo, intendiamo aprire una larga
discussione, senza rete e senza ipocrisie, sul ruolo della
televisione oggi in Italia, sul suo rapporto con il paese e
con la cultura italiana. Abbiamo l’impressione che la tv da
tempo sia stata lasciata sola . Così può andare alla deriva,
trascinando con sé la cultura del paese. Non lasciamo sola la
televisione, non abbandoniamo a se stessa – conclude l’appello
di cui è primo firmatario Roberto Cuillo - un pezzo della
cultura italiana”.