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SIENA -
Arrestato il rapinatore del Monte dei Paschi, è l'ex Br
Cristoforo Piancone che godeva del regime di semilibertà
Un colpo da 170mila euro. Piancone, terrorista condannato
all'ergastolo per sei omicidi. Nel tentativo di fuga ha
provato a sparare contro gli agenti che lo inseguivano, è
stato arrestato per aver svaligiato il Monte dei Paschi
insieme a un complice tuttora ricercato Con sé aveva
quattro pistole e parecchie munizioni

Cristoforo Piancone L'irriducibile, giudicato per l'omicidio
di Moro Avviate indagini per scoprire possibili contatti con i
nuovi gruppi eversivi
SIENA - Un ex brigatista,
Cristoforo Piancone, è stato arrestato dalla polizia di Siena
con l'accusa di essere uno dei due autori di una rapina messa
a segno ieri nella sede centrale del Monte dei Paschi a Siena.
Piancone, con un complice di cui non sono note le generalità,
era riuscito a portare via 170 mila euro. Piancone, ex
brigatista rosso condannato all'ergastolo per concorso in sei
omicidi e due tentati omicidi, aveva ottenuto la semilibertà
dal tribunale di sorveglianza di Torino all'inizio del 2004.
Non si era né pentito né dissociato.
Dure critiche dall'opposizione
Dure critiche dall'opposizione, con il vice presidente di
Forza Italia, Isabella Bertolini che chiede che il ministro
della giustizia Clemente Mastella, "invece di tentare di
bloccare la scomoda inchiesta di Catanzaro, mandi
immediatamente gli ispettori ministeriali al tribunale di
sorveglianza di Torino per comprendere perché Cristoforo
Piancone, un pericoloso brigatista condannato all'ergastolo
per concorso in sei omicidi e due tentati omicidi, sia stato
inopportunamente premiato con la semilibertà".
Piancone, 57 anni, membro della direzione strategica delle
vecchie Brigate Rosse, dopo 25 anni di carcere era stato
ammesso al regime di semilibertà: di giorno faceva il bidello
in una scuola a Torino. Di sera dormiva in carcere a Vercelli.
L'ex brigatista ha compiuto una rapina nella sede della Banca
Montepaschi di Siena nella tarda serata di ieri. Ha tentato di
sparare ad un giovane poliziotto che si è trovato davanti: ma
la sua pistola, una Beretta, si è inceppata. "Se la pistola
avesse funzionato - ha affermato il questore di Siena Massimo
Bontempi - avrei avuto delle difficoltà a dare spiegazioni ai
familiari sul perché fosse libero. Siamo stati fortunati,
sarebbe potuto accadere di tutto".
La rapina, che stava fruttando un bottino di 170mila euro poi
in gran parte recuperato, è stata compiuta insieme ad un
giovane complice, senza l'aiuto di fiancheggiatori: i due
hanno parcheggiato davanti all'edificio una moto rubata, si
sono fatti dare il denaro e sono fuggiti verso la periferia
della città. La Polizia, grazie alla segnalazione di un'agente
in borghese, è stata però da subito sulle loro tracce, fino
alla cattura. Piancone è stato trovato con 4 pistole addosso,
non ha fornito le sue generalità agli agenti.
Amato: "Giudici avete responsabilità enormi"
Amato: "Giudici avete responsabilità enormi". Anche il
ministro dell'Interno Giuliano Amato non ha nascosto le sue
perplessità sulla concessione della semilibertà all'ex
irriducibile delle br: "I giudici devono essere consapevoli di
esercitare una responsabilità enorme", quando concedono simili
permessi. "Non voglio parlare del caso specifico", ha
sottolineato il ministro. "I magistrati devono tener conto del
comportamento in carcere del detenuto - ha detto ancora il
responsabile del Viminale - certo però che i giudici debbono
essere consapevoli di esercitare una responsabilità enorme".
L'ultima volta che Piancone aveva ottenuto il beneficio della
semilibertà fu il 5 aprile 2004 (quando il ministro era il
leghista Roberto Castelli).
Verifiche
del ministero Giustizia
Ministero Giustizia: "Verifiche su semilibertà". Disorientato
sulla concessione della semilibertà anche il ministero della
Giustizia che ha deciso di verificare la fondatezza del
provvedimento firmato dal Tribunale di sorveglianza. "Il
ministero - è scritto in una nota - provvederà a verificare
che la decisione di concedere la semilibertà all'ex br
Cristoforo Piancone sia stata assunta previa attenta e
completa valutazione delle condizioni richieste".
Rubati e recuperati 170 mila euro. Piancone ha colpito lunedì
pomeriggio, insieme ad un complice, nella filiale vicino a
piazza del Campo. Tenendo sotto la minaccia delle pistole i
dipendenti, i due malviventi si sono fatti consegnare 170 mila
euro. Nella foga della rapina, uno dei due banditi ha urtato
una vecchietta in coda davanti allo sportello. "Ma che: sei
matto?", gli ha chiesto indispettita la pensionata. "Ma come:
non avete ancora capito che questa è una rapina?", le ha
risposto altrettanto irritato il malvivente. La fuga in moto
dei due è durata poco: una volante avvertita con il cellulare
da una poliziotta che aveva incrociato i rapinatori, ha
inseguito i fuggitivi costringendoli a proseguire la corsa a
piedi.
Uno degli agenti ha sparato in aria a scopo intimidatorio;
l'ex brigatista gli ha puntato contro la pistola ma l'arma si
è inceppata ed è stato raggiunto e arrestato. In tasca aveva
quattro pistole, due calibro 9, una a tamburo calibro 38, ed
un calibro 9 rubata ad un vigile urbano di Piacenza qualche
mese fa. Recuperato l'intero bottino. Aperta la caccia
all'altro bandito: indossava un casco ma alcuni testimoni
raccontano che fosse molto giovane.
L'ex brigatista condannato per concorso in sei omicidi e in due
tentati omicidi, "fu arrestato nel '78 e già nel '95 ha
iniziato a godere dell'opportunità di lavorare all'esterno del
carcere".
Contro i benefici concessi agli ex terroristi si leva
anche la voce di Giovanni Berardi, figlio del maresciallo
Rosario Berardi (ucciso in un agguato al quale partecipò
Piancone) e segretario dell'associazione delle vittime del
terrorismo Domus Civitas.
Piancone l'irriducibile. Confermando la reputazione da "duro",
Piancone non ha voluto rivelare né il suo nome né quello del
complice. "Abbiamo impiegato due ore per dare un'identità
all'arrestato", hanno detto gli agenti. L'ex brigatista ha
spiegato solo che la via di fuga avrebbe dovuto essere la
ripida strada di Fontebranda, ma il rione era chiuso per
celebrare la festa della contrada dell'Oca, e con il complice
sono stati costretti ad abbandonare la moto - rubata nel mese
di giugno in una strada alla periferia di Siena - per fuggire
a piedi.
Indagini sono state avviate per verificare se il colpo in
banca sia stato un gesto di criminalità comune o se Piancone
avesse stabilito contatti con le cosiddette "nuove br" e se la
rapina servisse per autofinanziare l'attività politica
clandestina secondo modalità consuete tra i brigatisti di
prima generazione.
Piancone l'Irriducibile
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