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DALL'ITALIA

27 novembre 2007

OMICIDIO FRATELLINI DI GRAVINA DI PUGLIA -  PADRE ARRESTATO PER L'OMICIDIO DEI FIGLI SCOMPARSI IL 5 GIUGNO 2006

 

BARI - Dopo oltre un anno, dalla scomparsa misteriosa dei due fratellini di Gravina di Puglia, i magistrati inquirenti sono arrivati ad una macabra convinzione: "Siamo giunti alla conclusione - ha dichiarato ai giornalisti il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano - che i due ragazzini siano morti, morti purtroppo secondo la nostra ipotesi per mano del padre".
Emilio Marzano, nel corso della conferenza stampa i
n questura, ha aggiunto che "Pappalardi era un padre violento" e nella serata del 5 giugno 2006 ''voleva dare una lezione'' ai suoi figli, che erano in punizione, avevano tardato, si erano bagnati giocando con un amico.

"I figli non li sopportava più", ha continuato il magistrato riferendosi a Filippo Pappalardi, presunto omicida dei due fratellini di Gravina in Puglia. Pappalardi, secondo il procuratore della Repubblica, ''a dispetto dei finti contenziosi civilistici con la ex moglie Rosa Carlucci'' non voleva piu' quei due figli. La nuova famiglia - ha aggiunto Marzano - quella formata da Pappalardi con Maria Ricupero, era gia' gravata da altri tre figli, Ciccio e Tore davano fastidio, disobbedivano, mentre Pappalardi voleva che rispettassero le regole. In questo contesto - secondo il procuratore - s'inserisce anche l'ipotesi del reato di maltrattamenti nei confronti dei due ragazzini poi scomparsi, formulata mesi fa per la compagna di Pappalardi.

PAPPALARDI INCHIODATO DALLE INTERCETTAZIONI
Anche le intercettazioni fatte dagli inquirenti sembrano inchiodare il feroce "padre padrone" alle sue responsabilità: ''Non lo dire a nessuno dove stanno i bambini. Come e' vero Iddio, mi uccido". Questo è l'eloquente stralcio di un'intercettazione ambientale, che riporta un colloquio in dialetto pugliese avvenuto, secondo gli investigatori, nell'auto di Filippo Pappalardi tra lui e la sua convivente, Maria Ricupero. L'intercettazione e' riportata nel provvedimento restrittivo di circa 200 pagine notificato a Filippo Pappalardi, accusato di aver ucciso i suoi due figli di 13 e 11 anni e di aver occultato i loro corpi. L'uomo e' stato arrestato all'alba con l'accusa di sequestro di persona, duplice omicidio volontario, aggravato dal vincolo di parentela, e di occultamento di cadavere.

'Tra due giorni esco'. Queste le parole di Filippo Pappalardi al momento dell'arresto con l'accusa di aver ucciso i figli, Francesco e Salvatore, scomparsi da Gravina di Puglia il 5 giugno 2006. L'autotrasportatore, 41 anni, e' anche accusato di aver nascosto i corpi dei figli, mai ritrovati ma si proclama innocente.


La richiesta di misura cautelare e' stata avanzata dal procuratore della Repubblica, Emilio Marzano, e dal pm inquirente Antonino Lupo che ritengono di aver raccolto una serie di indizi ritenuti ''gravi, precisi e concordanti'' a carico dell'indagato. Sulla vicenda della scomparsa dei fratellini la squadra mobile della questura di Bari, il primo ottobre scorso aveva depositato in procura un'informativa multimediale nella quale accusava il padre di aver ucciso (senza specificare come) i suoi due figli e di aver ''occultato o distrutto'' i loro cadaveri.

L'uomo avrebbe ucciso i figli subito dopo averli sequestrati per punirli di non avergli obbedito per l'ennesima volta. Mentre metteva in atto la punizione - e' l'ipotesi investigativa - la sistuazione gli sarebbe sfuggita di mano. L'accusa sottolinea il carattere ferreo e irascibile dell'uomo, che imponeva sia a 'Ciccio' e 'Tore', avuti dal precedente matrimonio con Rosa Carlucci, sua ai tre figli della sua convivente, Maria Ricupero, lunghi periodi di punizione per non aver rispettato le regole imposte.
 

 

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