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OMICIDIO
FRATELLINI DI GRAVINA DI PUGLIA - PADRE ARRESTATO PER
L'OMICIDIO DEI FIGLI SCOMPARSI IL 5 GIUGNO 2006
BARI - Dopo oltre un anno, dalla scomparsa
misteriosa dei due fratellini di Gravina di Puglia, i
magistrati inquirenti sono arrivati ad una macabra
convinzione: "Siamo giunti alla conclusione - ha dichiarato ai
giornalisti il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio
Marzano - che i due ragazzini siano morti, morti purtroppo
secondo la nostra ipotesi per mano del padre".
Emilio Marzano, nel corso della conferenza stampa in
questura, ha aggiunto che "Pappalardi era un padre violento" e
nella serata del 5 giugno 2006 ''voleva dare una lezione'' ai
suoi figli, che erano in punizione, avevano tardato, si erano
bagnati giocando con un amico.
"I figli non li sopportava più", ha continuato il
magistrato riferendosi a Filippo Pappalardi, presunto omicida
dei due fratellini di Gravina in Puglia. Pappalardi, secondo
il procuratore della Repubblica, ''a dispetto dei finti
contenziosi civilistici con la ex moglie Rosa Carlucci'' non
voleva piu' quei due figli. La nuova famiglia - ha aggiunto
Marzano - quella formata da Pappalardi con Maria Ricupero, era
gia' gravata da altri tre figli, Ciccio e Tore davano
fastidio, disobbedivano, mentre Pappalardi voleva che
rispettassero le regole. In questo contesto - secondo il
procuratore - s'inserisce anche l'ipotesi del reato di
maltrattamenti nei confronti dei due ragazzini poi scomparsi,
formulata mesi fa per la compagna di Pappalardi.
PAPPALARDI INCHIODATO DALLE INTERCETTAZIONI
Anche le intercettazioni fatte dagli inquirenti sembrano
inchiodare il feroce "padre padrone" alle sue responsabilità:
''Non lo dire a nessuno dove stanno i bambini. Come e' vero
Iddio, mi uccido". Questo è l'eloquente stralcio di
un'intercettazione ambientale, che riporta un colloquio in
dialetto pugliese avvenuto, secondo gli investigatori,
nell'auto di Filippo Pappalardi tra lui e la sua convivente,
Maria Ricupero. L'intercettazione e' riportata nel
provvedimento restrittivo di circa 200 pagine notificato a
Filippo Pappalardi, accusato di aver ucciso i suoi due figli
di 13 e 11 anni e di aver occultato i loro corpi. L'uomo e'
stato arrestato all'alba con l'accusa di sequestro di persona,
duplice omicidio volontario, aggravato dal vincolo di
parentela, e di occultamento di cadavere.
'Tra due giorni esco'. Queste le parole di Filippo Pappalardi
al momento dell'arresto con l'accusa di aver ucciso i figli,
Francesco e Salvatore, scomparsi da Gravina di Puglia il 5
giugno 2006. L'autotrasportatore, 41 anni, e' anche accusato
di aver nascosto i corpi dei figli, mai ritrovati ma si
proclama innocente.
La richiesta di misura cautelare e' stata avanzata dal
procuratore della Repubblica, Emilio Marzano, e dal pm
inquirente Antonino Lupo che ritengono di aver raccolto una
serie di indizi ritenuti ''gravi, precisi e concordanti'' a
carico dell'indagato. Sulla vicenda della scomparsa dei
fratellini la squadra mobile della questura di Bari, il primo
ottobre scorso aveva depositato in procura un'informativa
multimediale nella quale accusava il padre di aver ucciso
(senza specificare come) i suoi due figli e di aver
''occultato o distrutto'' i loro cadaveri.
L'uomo avrebbe ucciso i figli subito dopo averli sequestrati
per punirli di non avergli obbedito per l'ennesima volta.
Mentre metteva in atto la punizione - e' l'ipotesi
investigativa - la sistuazione gli sarebbe sfuggita di mano.
L'accusa sottolinea il carattere ferreo e irascibile
dell'uomo, che imponeva sia a 'Ciccio' e 'Tore', avuti dal
precedente matrimonio con Rosa Carlucci, sua ai tre figli
della sua convivente, Maria Ricupero, lunghi periodi di
punizione per non aver rispettato le regole imposte.
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