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MILANO -
FORMIGONI PROPONE UN CONTRATTO INTEGRATIVO REGIONALE SULLA
PRODUTTIVITA' PER ADEGUARE AL CARO-VITA I SALARI DEGLI
INFERMIERI
MILANO -
(regioni.it)
Un contratto integrativo regionale sulla produttivita', che
porti a un livello adeguato gli attuali salari degli
infermieri, troppo bassi per il costo della vita a Milano e in
Lombardia. Questa la proposta che il presidente della Regione
Lombardia, Roberto Formigoni, presenterà l'8 novembre durante
il primo incontro indetto tra Regione e sindacati per
affrontare il problema della carenza di infermieri negli
ospedali lombardi e verificare possibili soluzioni.
"Il contratto integrativo regionale sulla produttivita'
- ha spiegato oggi Formigoni in una conferenza stampa - e'
un'ipotesi innovativa che va al di la' di quanto previsto dal
contratto collettivo nazionale di lavoro".Quest'ultimo,
infatti, "ha il grave difetto di non riconoscere quello che
succede al Nord e in particolare in Lombardia - ha
sottolineato - e finisce col penalizzare il nostro sistema
sanitario e quindi i nostri malati".
LOMBARDIA
- INFERMIERI,FORMIGONI:PRONTI A CONTRATTO INTEGRATIVO
IL PRESIDENTE: SALARI TROPPO BASSI, L'8 NOVEMBRE TAVOLO CON
I SINDACATI - ALTRI 40 MLN PER OSPEDALI LEGNANO,BRONI,NIGUARDA,COMO
E VARESE
MILANO - Un contratto integrativo regionale sulla
produttività, che porti a un livello adeguato gli attuali
salari
degli infermieri, troppo bassi per il costo della vita a
Milano
e in Lombardia. E' questa la proposta che il presidente della
Regione Lombardia, Roberto Formigoni presenterà il prossimo 8
novembre, nel corso del primo incontro tra la Regione e i
sindacati per affrontare il problema della carenza di
infermieri
negli ospedali lombardi e verificare le possibili soluzioni.
"Il contratto integrativo regionale sulla produttività - ha
spiegato oggi nel corso di una conferenza stampa il presidente
Formigoni - è un'ipotesi innovativa che va al di là di quanto
previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro.
Quest'ultimo ha però il grave difetto di non riconoscere
quello
che succede al Nord e in particolare in Lombardia, e finisce
con
il penalizzare il nostro sistema sanitario e quindi i nostri
malati". Formigoni ha spiegato di avere convocato l'incontro
di
concerto con gli assessori alla Sanità, Luciano Bresciani, e
alla Famiglia e Solidarietà sociale, Gian Carlo Abelli.
La carenza di infermieri in Lombardia è dovuta
essenzialmente a due ragioni: la non risposta del Ministero
dell'Università alla richiesta di aumentare le frequenze nei
corsi infermieristici
("Nel 2006 - ha ricordato Formigoni - avevamo chiesto 2.700
posti, ma il Ministero ne ha concessi solo 1.700"), e il
livello retributivo decisamente inadeguato al costo della vita
("Il 40% dei vincitori di concorso si dimette dai nostri
ospedali per andare a lavorare al Centro e al Sud, dove la
vita costa decisamente meno, oppure nella vicina Svizzera,
dove i salari sono decisamente più alti").
Dal canto suo, la Regione Lombardia è già intervenuta
stanziando risorse aggiuntive proprie, il massimo di
quanto permesso dal contratto nazionale (non oltre il 2% dello
stipendio), e cioè 550 euro pro capite per il 2006 e 640 euro
pro capite per il2007.
"Nonostante ciò, i salari dei nostri infermieri restano
inadeguati al tenore di vita delle nostre città - ha
aggiunto il
presidente lombardo - Ecco quindi la decisione, mia e degli
assessore Bresciani e Abelli, di convocare i sindacati per
discutere tutti i possibili interventi e strumenti da attivare
e
in particolare la possibilità di sottoscrivere un vero e
proprio
contratto integrativo regionale, che aumenti in maniera
adeguata il premio di produttività per tutto il personale che
lo merita".
Sempre in tema di Sanità, la Giunta regionale ha approvato
oggi una delibera con la quale vengono stanziati altri 40
milioni di euro per l'edilizia sanitaria. Si tratta di un
finanziamento
straordinario per i nuovi ospedali di Legnano, Broni-Stradella,
Niguarda, Como e Varese, che va ad aggiungersi a quanto già
stanziato.
Formigoni ha infine annunciato che la Regione Lombardia
ha vinto ieri in appello la causa di un ex direttore generale,
licenziato alcuni anni fa "per non aver rispettato il
contratto che prevedeva il raggiungimento di determinati
obiettivi di qualità". "Possiamo dire di essere l'unica
regione in Italia - ha commentato Formigoni - che sanziona, e
nel caso licenzia, un proprio dirigente che sbaglia".
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