ROMA -
AMATO: "IL VIMINALE NON HA NASCOSTO NULLA SULLA VICENDA DEL
TIFOSO UCCISO"
ROMA
- Oggi, il ministro dell'Interno Giuliano Amato, sulla
uccisione di Gabriele Sandri, morto dopo essere stato
raggiunto da un proiettile sparato probabilmente ad altezza
d'uomo da un poliziotto presso l'area di servizio vicino
Arezzo, ha detto che: "Abbiamo vissuto ore difficili, non siamo stati in grado di dare
un'informazione tempestiva, ma il Viminale non ha occultato
nulla che sapesse".
Queste, infatti le parole del ministro Amato, nella sua
informativa alla Camera riguardo alla morte del tifoso laziale
e sugli incidenti seguiti in diverse città.
''Non so se qualche minuto prima Gabriele Sandri fosse
partecipe di una zuffa tra tifosi laziali e juventini. So
che morire così è comunque una cosa assurda e ingiusta. Oggi
il suo sorriso, la sua giovinezza e il dolore della sua
famiglia sono qui con noi". Ha aggiunto Amato
Le forze dell'ordine non hanno reagito come potevano ai
disordini di domenica sera a Roma, hanno deciso di ''controllare''
i violenti e così è "stata evitata una mattanza", ha
continuato il ministro dell'Interno, secondo il quale
l'uccisione di Sandri ha fornito ai tifosi violenti
"l'occasione cercata e trovata per rialzare le bandiere
ammainate dopo la morte dell'ispettore capo della polizia di
Catania Filippo Raciti". "C'e' stata rabbia cieca ed
eversiva", ha detto ancora Amato.