|
ROMA
- OMICIDIO SANREMO E SCARCERAZIONE PIROMANE DI FONDI: MASTELLA
CHIEDE GLI ATTI ALLA PROCURA PER VAGLIARE EVENTUALI CONDOTTE
RILEVANTI DAL PUNTO DI VISTA DISCIPLINARE ORGANI MAGISTRATURA

Luca Delfino al momento dell'arresto
ROMA
- "Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha dato
mandato ai suoi uffici di acquisire, per il tramite dei
competenti procuratori generali presso le corti d appello di
Genova e Roma, ogni elemento di informazione relativo ai
procedimenti trattati dalle procure della repubblica di Genova
e di Latina rispettivamente" per l'omicidio di Maria
Antonietta Multari, per mano di Luca Delfino, già indagato per
l'uccisione della sua precedente ex fidanzata, e per l'arresto
e la successiva scarcerazione del piromane di Fondi. "Ciò - si
legge in una nota del ministero di via Arenula - al fine di
valutare l'eventuale sussistenza di condotte rilevanti dal
punto di vista disciplinare da parte di magistrati del
pubblico ministero".
SMS A COLLEGARE I DUE DELITTI
I GENITORI: E' IL GIUDICE IL VERO ASSASSINO
Il 28 aprile sul telefono cellulare di Maria Antonietta
Multari, la giovane commessa uccisa a coltellate in strada
a Sanremo dal suo ex fidanzato Luca Delfino, indagato per un
analogo omicidio a Genova, giunse un agghiacciante messaggio
inviato da Luca: "Ricordati che giorno è oggi". Il 28 aprile
di un anno fa, nei vicoli del centro storico di Genova, era
stato trovato il corpo senza vita di Luciana Biggi. Sgozzata.
Per quel delitto Luca Delfino, ex compagno della donna, rimane
l'unico indiziato, a piede libero, nonostante i poliziotti
della squadra mobile avessero raccolto contro di lui una
grande quantità di indizi, non considerati sufficienti dal
magistrato inquirente.
A rivelare il particolare è Rosa Multari, mamma di Maria
Antonietta, che non sa darsi pace per un delitto che appare
sempre di più annunciato. "Prima ancora che con quel pazzo
criminale, devono fare giustizia con il giudice, perché è lui
il vero assassino di nostra figlia. Lanciamo un appello al
Ministro di Grazia e Giustizia, affinché mandi a casa quei
magistrati che lavorano soltanto per prendere lo stipendio a
fine mese". Parole piene di rabbia quelle di Rosa e Rocco
Multari, genitori di Maria Antonietta. "Luca continuava a
picchiarla, a molestarla e a minacciarla, tanto che
ultimamente mia figlia era stata costretta a cambiare casa, in
gran segreto, per sfuggire da quell'incubo - spiega mamma Rosa
-. Avevamo presentato più di un esposto ai carabinieri, ma
quando esprimevo i miei timori il maresciallo mi rispondeva di
stare tranquilla, di non esagerare o drammatizzare perché loro
gli stavano col fiato sul collo".
"Delfino me lo aveva detto a Natale - prosegue la donna -
quando lo cacciammo di casa, che me l'avrebbe fatta pagare.
Quel maledetto, però, l'ha fatta pagare a mia figlia. Oggi
alle 14 Maria avrebbe compiuto 33 anni; ieri, alla stessa ora,
l'hanno massacrata per strada come una bestia". Identica la
posizione di Rocco, il padre di Maria Antonietta. "E poi
dicono che bisogna avere fiducia nella giustizia. Io rispondo
che c'é solo da vergognarsi di essere italiani", commenta con
disperazione.
"Adesso - dice - non ha più senso l'intervento dei
magistrati". Maria Antonietta e Luca si erano conosciuti a
maggio dell'anno scorso all'ospedale Galliera di Genova, dove
era ricoverato Rocco Multari. "Era scesa a prendere un caffé -
racconta la mamma Rosa - e alla macchinetta ha incontrato Luca.Lui
le raccontò di essere stato ricoverato per un incidente e da
allora hanno iniziato a frequentarsi. La prima volta che l'ho
visto ho subito capito dai suoi occhi che c'era qualcosa che
non andava in quel ragazzo, ma lei mi diceva che era una brava
persona e che io mi sbagliavo. Così abbiamo incaricato alcuni
nostri amici di fare una ricerca su internet sul suo conto ed
è presto venuta a galla la verità. Noi abbiamo scoperto il suo
passato, non è stato lui a raccontarlo a nostra figlia".
"Da allora - continua la donna - abbiamo fatto di tutto per
allontanarlo, ma inutilmente. Era diventato un incubo nella
nostra vita e in quella di nostra figlia. Erano mesi che Maria
aveva smesso di frequentare Luca, ma lui insisteva nel voler
tornare per forza assieme. Era diventato morboso, le rubava il
telefonino, la pedinava ovunque, per strada e al lavoro, la
massacrava di botte e il giorno dell'anniversario della morte
della sua ex compagna di Genova, le mandò un sms con scritto
'ricordati che giorno e' oggì".
"La controllava di giorno e di notte - racconta ancora Rosa
Multari -. Spesso Maria tornava a casa piena di lividi e i
carabinieri ci dicevano di stare tranquilli. A questo punto,
noi ci domandiamo a cosa serva denunciare i fatti, se poi va a
finire tutto dentro un cassetto".
|