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Presto a Reggio Calabria l’Agenzia per i
beni sequestrati e confiscati alla mafia , Lo ha annunciato
Maroni al termine del Consiglio dei ministri riunito nella
città calabrese. Presentato il ‘Piano straordinario contro le
mafie’: potenziata la Dia, lotta alle ecomafie, più sostegno
alle vittime, maggiori controlli sugli appalti, altre norme di
contrasto. I dati sulla lotta all’immigrazione clandestina
ROMA
- È stato già individuato l’immobile da destinare all'Agenzia
per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla
criminalità organizzata. Il ministro Maroni ha annunciato, al
termine del Consiglio dei ministri straordinario che si è
svolto oggi a Reggio Calabria, che sarà possibile insediare
l’agenzia «entro 15 giorni al massimo».
Il ruolo della struttura sarà quello di censire, amministrare,
custodire e destinare i beni sequestrati e confiscati alla
criminalità organizzata.
«Aggredire i patrimoni mafiosi - ha ribadito in conferenza
stampa il ministro Maroni - significa mettere in crisi la
struttura organizzativa dei clan mafiosi» e questa attività è
diventata «lo strumento più efficace di lotta alle mafie».
Nei 20 mesi del governo Berlusconi, ha riferito in particolare
Maroni, sono stati sequestrati 12.111 beni mobili e immobili
alle organizzazioni criminali, per un controvalore di 7
miliardi di euro (+100% rispetto allo stesso periodo
precedente) e sono stati confiscati 3.122 beni per un
controvalore di circa 2 miliardi di euro (un incremento del
345%).
«Sono dati impressionanti», ha osservato il ministro
dell’Interno, «una massa enorme non ancora del tutto nota e
censita».
Il ‘Piano straordinario contro le mafie’
Il ministro Maroni ha spiegato che il pacchetto contro la
criminalità organizzata, presentato insieme al ministro della
Giustizia Angelino Alfano, si compone di un disegno di legge e
di un decreto legge. Nel decreto si prevede la costituzione
dell'Agenzia che, per prima cosa, si occuperà del censimento
dei patrimoni sequestrati e confiscati alla mafia in modo da
avere per ciascun bene una scheda, «perché abbia una visione
complessiva su tutto il territorio nazionale». Sarà una
«grande mappa, strumento fondamentale per rendere più
efficiente la gestione e l’utilizzo di questi beni» ha detto
Maroni.
Gli altri punti del ‘Piano straordinario contro le mafie’,
elencati dal ministro dell’Interno e per la gran parte
contenuti nel disegno di legge, sono:
codice delle leggi antimafia
nuovi strumenti di aggressione ai patrimoni mafiosi, sul
‘modello Caserta’, con potenziamento della Direzione
Investigativa Antimafia (Dia)
nuove misure di contrasto all’ecomafia
nuove misure a sostegno delle vittime del racket e dell’usura
mappa informatica delle organizzazioni criminali, con il
‘sistema Macro’
potenziamento dell’azione antimafia nel settore degli appalti
nuove iniziative sul piano internazionale per contrastare la
criminalità transnazionale
altre norme di contrasto alla criminalità organizzata
I punti sono complessivamente nove. A questi se ne aggiunge un
decimo, proposto del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, un
‘Piano straordinario di controllo e di contrasto al lavoro
nero’ per il 2010, concentrato nelle regioni Calabria,
Campania, Puglia e Sicilia. «Contrastare il lavoro nero in
queste regioni - ha affermato - vuol dire contrastare la
criminalità».
I dati sulla lotta all’immigrazione clandestina
Il ministro Maroni ha riferito sull’efficacia delle misure
adottate nella lotta all’immigrazione clandestina illustrando
i dati presentati ieri al question time alla Camera dei
deputati.
Maroni ha annunciato una diminuzione complessiva degli sbarchi
del 74%, rispetto all’anno precedente.
I clandestini sbarcati sulle coste italiane passano da 36.951
a 9.573, ma se il periodo preso in considerazione è quello in
cui è attivo l’accordo sui respingimenti con la Libia (dal 5
maggio 2009), il decremento raggiunge il valore del 90%. Dal
1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2009 (due anni), inoltre, sono
stati effettivamente rimpatriati 42.595 immigrati clandestini.
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