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PALERMO - I dipendenti della Pubblica Amministrazione sono
tutti fannulloni?
PALERMO - Considero un privilegio avere frequentato
nell'ambito del programma triennale di Empowerment,
innovazione e ammodernamento delle Pubbliche Amministrazioni,
la 1° Edizione del corso di eccellenza denominato
“Progettazione e gestione dei processi formativi”, che la
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della
Funzione Pubblica, ha affidato alla SSPA di Acireale.
Per il mio lavoro (presso un Assessorato della Regione
Siciliana), l'esperienza di studio, di confronto con colleghi
che provenivano da altre Pubbliche Amministrazioni e quindi da
contesti culturali e lavorativi diversi, è stata importante,
molto seria, impegnativa, con continue verifiche, team work in
classe, la presentazione di un project work finale individuale
ed di un esame con tutta la commissione. Ho potuto constatare
di persona che la scuola di Acireale, rappresenta un centro di
nevralgica importanza per il rilancio delle politiche di
sviluppo regionale della Pubblica Amministrazione, per la
qualità dell'accoglienza, per il personale qualificato ed
attento alle esigenze dei corsisti, per lo spessore culturale
dei docenti esperti della comunicazione, dell'economia
aziendale e della formazione di Aziende leader, per la ricca
biblioteca a disposizione che mi ha permesso la consultazione
di testi specifici sulla Pubblica Amministrazione, management,
diritto internazionale e naturalmente con materiali di
approfondimento dei contenuti inerenti e coerenti con il ruolo
professionale che svolgo all'interno di un assessorato
regionale.
L'esperienza vissuta, mi ha convinta profondamente di
quanto siano indispensabili la funzionalità e l'efficienza
delle Pubbliche Amministrazioni per dare immediate e
inequivocabili risposte ai cittadini. In un periodo sociale in
cui le persone sono demotivate e diffidenti, oggi più di
prima, occorre puntare sulle Risorse Umane e sulla motivazione
del Personale, unica forza pulsante che muove gli ingranaggi
della macchina produttiva. Occorre un vero cambiamento di
strategia , basato su fatti chiari e leggibili, più che su
protocolli, circolari e opinabili valutazioni.
Questo, è proprio il nostro impegno quotidiano. E' la
nostra esperienza di tecnici specializzati, di promotori di
nuove idee, ad indicare una nuova via verso l'efficienza
dell'azione amministrativa, la qualità dei servizi, la
sburocratizzazione e soprattutto la legalità. Su quest'ultima
la Corte dei Conti si è soffermata, dichiarando che proprio la
corruzione è la malattia più grave della Pubblica
Amministrazione e che pertanto, nell'ottica di una maggiore
trasparenza, occorre partire da una più attenta gestione delle
risorse finanziarie. Ben vengano, dunque, le misure per
responsabilizzare la dirigenza, premiare il merito e la
produttività dei bravi dipendenti e punire corrotti e
disonesti, ma non basta....
E' necessaria una rotazione degli incarichi e della gestione
della spesa: si realizzi un Osservatorio delle competenze del
personale, per porre le professionalità al posto giusto; si
attui un monitoraggio continuo delle attività degli Uffici e
si metta a punto un vero piano di eccellenza dell'azione
amministrativa e di contenimento della spesa. E
chissà...forse, partendo da questi presupposti, riusciremo
anche a togliere la diffusa, e per i tanti lavoratori onesti,
anche spiacevole, fama del dipendente pubblico fannullone.
Bisogna riformare, e invece ci si limita a fare proclami
E' ovvio che i fannulloni e gli assenteisti sono uno scandalo
pubblico e che sui ritardi e le storture, si debba
intervenire. Le possibilità non mancano. Bisogna riformare, e
invece ci si limita a fare proclami e ad annunciare
provvedimenti punitivi o, peggio ancora, a decurtare le buste
paga di chi ha la colpa di ammalarsi “onestamente”.
Dobbiamo combattere contro un' impostazione sbagliata, che
tende a dipingere i lavoratori pubblici come bugiardi o
qualunquisti.
Oggi si tende molto a generalizzare, a puntare solo sulle
statistiche, a mostrare in prima pagina sul web, grafici e
tabelle con le assenze in diminuzione dei dipendenti pubblici:
insegnanti, agenti di polizia, impiegati dei ministeri, degli
enti locali, delle regioni, sono nel mirino del governo,
vittime spesso di un sistema frustrante che li definisce solo
un numero e un costo, invece di considerarli come risorse
umane e professionali da rispettare, valorizzare, incentivare
ed intelligentemente organizzare.
Molti dipendenti pubblici sono stanchi di essere additati come
parassiti di un apparato pubblico, (persino oggetto di
divertenti sketch cabarettistici), che accoglie prima e spesso
senza criteri curriculari ed obiettivi di selezione e che
lamenta poi assenteismo ed inefficienza. E allora? Come
muoversi? Innanzitutto dando modo al capitale umano di
riacquistare potere e valore di risorsa, trasformando il
dipendente in un “cliente interno”, cogliendone e
monitorandone il livello di soddisfazione, valutandone e
premiandone i potenziali e creando quotidiane occasioni di
arricchimento e di empowerment, alla ricerca di un punto di
equilibrio tra soddisfazione dei bisogni personali ed
aziendali. Tale ricerca dovrebbe includere progetti ed azioni
finalizzati al rafforzamento delle conoscenze e delle capacità
tipiche del ruolo, potenziandone così la motivazione a
ricoprirlo e sviluppando consapevolezza e sicurezza connessi
ad esso. Sarebbe opportuno creare migliori condizioni emotive
dell’ambiente di lavoro, far sussistere un clima organizzativo
che stimoli la creatività e l’apprendimento. L’ergonomia e la
sicurezza costituirebbero elementi di ulteriore importanza ai
fini dello sviluppo e dell’efficienza delle Amministrazioni
Pubbliche.
Ma soprattutto, è necessario che i nuovi scenari economici e
sociali richiedano alla Pubblica Amministrazione riforme,
nuove risposte, nuove modalità di intervento, nuovi modelli
organizzativi, basati meno su protocolli e manuali e più su un
ottimale utilizzo delle leve a disposizione, affinché la
professionalità del dipendente pubblico emerga dal fango in
cui è stata sommersa in tutti questi decenni.
Gabriella Lupinacci
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