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ACIREALE (CATANIA) - Scuola Superiore della Pubblica
Amministrazione: Volàno moltiplicatore
Una scuola di eccellenza in Sicilia

ACIREALE (CATANIA) - “L'economia e il lavoro in Sicilia
arretrano, la Pubblica Amministrazione manca di innovazione ed
efficienza e si continua a sperare che il governo nazionale,
metta in campo strumenti sufficienti per aggredire i problemi
strutturali sul tappeto”.
In tutto questo marasma, ci sembra davvero importante
ricordare che in Sicilia, precisamente ad Acireale, esiste e d
opera sin dal 1987 la prestigiosa Scuola Superiore della
Pubblica Amministrazione, organismo del Consiglio dei
Ministri. Una scuola che da oltre vent'anni svolge il suo
ruolo con impeccabile rigore e trasparenza per fornire a
Dirigenti e Funzionari pubblici, oltre alle conoscenze
giuridico - amministrative, adeguate competenze manageriali,
intese come capacità operative, relazionali, professionali,
personali e sociali.
Il sindaco di Acireale, avv. Nino Garozzo, ha inviato al
Ministro Renato Brunetta, una accorata lettera con la quale
chiede il mantenimento ed il potenziamento dell’unica sede in
Sicilia della Scuola, in sintonia con quanto espresso dal
Consigliere Provinciale Santo Primavera e con lo stesso
Presidente della Provincia Regionale di Catania, Giuseppe
Castiglione. Tale iniziativa, giunge nel momento in cui è in
corso un riassetto normativo della Scuola e in virtù dei
precedenti tentativi di soppressione della sede che ha creato
vivo allarme in città.
Il sindaco tende così a ribadire l’impegno, fino ad oggi
sempre mantenuto dal Comune, per la concessione a titolo
gratuito dei locali del Collegio Pennisi e sottolinea che
l'attività della scuola si è svolta sempre con massima serietà
ed attenzione.
“La scuola”, scrive il primo cittadino, “rappresenta un centro
di alta cultura e formazione per dirigenti e funzionari dello
Stato, delle Regioni e degli Enti Locali; una ventennale
esperienza che ha dato ottimi risultati. Non vogliamo
iscriverci nell’elenco di chi non vuole le riforme, ma anzi,
riteniamo che riscrivere le regole si può e si deve,
rilanciando le attività della sede di Acireale, evitando
frantumazioni inutili e costose”. Il primo cittadino, in buona
sostanza, osserva come il mantenimento potenziato delle sedi
distaccate garantisca maggiore qualità nelle attività e
risparmio della spesa. Si legge ancora nella missiva:
“Onorevole Ministro, confidiamo che in questa stagione
virtuosa di riforme per la Pubblica Amministrazione, anche la
Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione di Acireale
possa trovare l’opportunità di nuovi e più prestigiosi
traguardi.
La soppressione della sede porterebbe a risultati opposti agli
obiettivi della Sua azione politica volta a modelli moderni di
burocrazia pubblica con minori costi, maggiore efficienza e
personale adeguato alle sfide alle quali la Pubblica
Amministrazione è chiamata a rispondere”.
La scuola infatti, ha sempre svolto il suo lavoro con massima
serietà ed ottimi risultati. In realtà proprio la mancanza di
verifica dei risultati è una delle pecche sottolineate
puntualmente dalla Corte dei Conti. Dunque più controlli e
meno tagli alla cultura, alla competenza, alla conoscenza e
capacità, proprio tutto ciò che la Scuola insegna ogni giorno
per formare e responsabilizzare i dipendenti della Pubblica
Amministrazione, per contribuire, nel suo piccolo, a
realizzare in concreto progetti e programmi finalizzati a
rafforzare la sensibilità dei dirigenti, a gestire iniziative
di miglioramento e di innovazione, destinate a caratterizzare
le strutture pubbliche in termini di dinamismo e
competitività, migliorare l’efficacia, l’efficienza, la
trasparenza e la qualità dell’azione amministrativa;
sviluppare capacità di governo e realizzazione del cambiamento
organizzativo delle Pubbliche Amministrazioni.
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