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ROMA - Morta la trans Brenda, si indaga per omicidio
Era implicata nella vicenda di Piero Marrazzo

ROMA
- SE ne sta parlando anche a Matrix, in onda stasera su canale
5, della scioccante fine della trans implicata nel Caso
Marrazzo. Brenda, al secolo Wendy Wesley Alvis, è morta oggi
verso le quattro del mattino durante un incendio appiccato
nella sua modesta abitazione. La morte e' sopravvenuta per
asfissia, a causa del fumo prodotto dal fuoco che si sarebbe
sprigionato dalla sua borsa e che poi si sarebbe propagato a
tutto l'appartamento.
La procura indaga per omicidio, dal momento che non e' per
nulla chiara la morte di Brenda, definito a Matrix come un
vero e proprio "archivio vivente", e certamente come una
persona che non aveva dichiarato ancora agli inquirenti tutti
i retroscena del caso di ricatti, video e doppio video in mano
a possibili ricattatori ancora da individuare.
In base ad una ventina di interrogatori da parte degli
investigatori, che hanno sentito tra gli altri anche 15 trans
colleghi di Brenda, si e' stabilito che la trans era ancora in
vita fino alle 4 del mattino. In un primo momento l'ultimo
testimone, il tassista che aveva lasciato viva Brenda a casa
sua, alle 2.30 della scorsa notte in via dei Due Ponti, dove
poi è stata trovata carbonizzata; ma a Matrix, un altro trans
intervistato ha dichiarato di essere stato in compagnia della
vittima fino alle 4 del mattino.
L'autopsia su Brenda, si fara' tra domani e lunedì
prossimo, e gli esami tossicologici potranno fornire un quadro
più chiaro. Attualmente, il procuratore aggiunto Giancarlo
Capaldo ed il sostituto Rodolfo Sabelli esaminano gli elementi
acquisiti in una scena che gli inquirenti stessi definiscono
"equivoca": il computer nel lavandino, le fiamme che avevano
distrutto solo un borsone, il condizionatore e parte del
materesso, Brenda riversa in terra, completamente nuda.
Inoltre il portone d'ingresso era chiuso con una mandata, e
non sono state trovate tracce visibili di colluttazione e di
altre presenze in casa. Non ci sarebbero inoltre farmaci o
barbiturici. Comunque i magistrati faranno ulteriori
controlli.
Se chi ha messo il computer di Brenda sotto il getto d'acqua
del lavandino lo ha fatto sperando di distruggerne la memoria,
ha probabilmente commesso un errore. Perché anche se bagnato,
sottolineano fonti investigative, è possibile recuperare il
contenuto dell'hard disk: ed è quello che gli esperti faranno
nei prossimi giorni, quando la procura avrà deciso chi dovrà
eseguire i rilievi tecnici.
Secondo le sue conoscenze, Brenda non avrebbe voluto
sparire, né suicidarsi pertanto e' stata disposta una
consulenza tecnica sul computer per verificarne il contenuto.
Alla luce del nuovo fatto, i pm stanno ora valutando sotto
un'altra luce la fine di Gianguarino Cafasso, il pusher
dei transessuali che gravitano nella zona di via Gradoli,
morto all'inizio di settembre per un'overdose. A piazzale
Clodio sono attesi per i prossimi giorni gli esiti finali
degli accertamenti autoptici e non è escluso che anche per
quel decesso si possa configurare un'ipotesi di omicidio.
I vigili del fuoco sono stati chiamati per l'incendio
che si stava sviluppando all'interno delle cantine di una
palazzina in via Due Ponti alle alle 4:16 della notte scorsa.
Arrivati sul posto alle 4:33 hanno trovato il corpo della
viado ormai carbonizzato all'interno del suo appartamento.
"L'hanno ammazzata, non so chi. Stava male
psicologicamente, voleva tornare in Brasile: ora devono
trovare chi ha fatto tutto questo". A parlare, visibilmente
scossa, e' Barbara, un transessuale brasiliano amico di
Brenda. "Ieri con Brenda ci siamo incontrati in un parcheggio,
abbiamo bevuto un bicchiere di Ballantyne, poi lo abbiamo
lasciato in casa a vedere la televisione", dice Barbara. Il
trans brasiliano ha affermato inoltre che "né Polizia né
Carabinieri hanno fatto nulla" spiegando che "tutti i trans
che abitano in questa zona sono a rischio di morte, abbiamo
molta paura dei romeni".
Brenda era stata coinvolta il 9 novembre scorso in una
rissa con alcuni romeni in una strada della zona Cassia.
Brenda fu trovata in terra con alcune escoriazioni e in forte
stato di alterazione emotiva da una pattuglia dei carabinieri
chiamata da un passante. La transessuale, che urlava frasi
sconnesse ed era ubriaca, denunciò di essere stata derubata di
borsa e cellulare.
Al Tg2, alle 13, intervistata Natalie, che ha detto di
non aver paura e che forse Brenda era in possesso di un
secondo video con Marrazzo.
"Sono tranquilla. Non ho paura perché non ho fatto
nulla". Lo ha affermato il transessuale Natalie, coinvolto
nella vicenda Marrazzo, lasciando la sua abitazione in via
Gradoli a Roma. "Non ero amica di Brenda - ha aggiunto - non
l'ho mai conosciuta. Non so se l'hanno uccisa". A chi gli
chiedeva se stesse andando in questura, la trans ha risposto:
"no. Mi sto recando dal mio avvocato". Se credo al suicidio di
Brenda? Non lo so. Se è successo quello che è successo a lei,
può darsi che sia perché ha fatto qualcosa. Io non posso
dirlo. Nessuno sa la verità e io non posso dire una cosa che
non so".
Natalie ha aggiunto: "Può darsi che si è ammazzata, può
darsi che qualcuno... - si è interrotta - Ma questa non è una
cosa che mi riguarda, io non c'entro niente, bisogna vedere la
perizia". Alla domanda di un giornalista se avesse visto o
meno il secondo video di Marrazzo, Natalie ha risposto di no:
"Non l'ho visto, sono cose che si dicono in giro, però nessuno
sa la verità. Se il secondo video era sul computer di Brenda?
Dicono di sì". Due morti però sono troppi....: "Strano
è strano - ha aggiunto - però io non posso dire... Non è che
ho rapporti di amicizia con quelli... che abitano là sopra,
sono di qua, conosco qualche mia compaesana. Mi dispiace
veramente perché quello che è successo non si augura a
nessuno. Io non ho amicizia con lei, la conosco perché è mia
compaesana. Se lei si ubriaca come hanno detto la prima volta
i giornali quando la polizia l'ha presa è una sua cosa
privata. Se lei si droga o se lei è malata sono cose sue. A me
non me ne frega - ha concluso allontanandosi dalle telecamere
- A me importa di me stessa".
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