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ROMA -
Corsa ai saldi, variano da regione a regione
Si prospetta un accordo di autodisciplina
ROMA
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(regioni.it) E’ tempo di saldi? Un’occhiata alla tabella
seguente prima di darsi allo shopping e scoprire che il
periodo di saldi varia da regione a regione, ma secondo il
Coordinatore della Commissione commercio, Luciano Agostini,
potrebbe essere possibile un accordo di autodisciplina in
Conferenza delle Regioni proprio in relazione alle date di
inizio e chiusura dei saldi e sulle deroghe domenicali per le
aperture, soprattutto nelle aree di confine dove si registrano
i maggiori problemi. Due le date in esame per il via libera ai
saldi – ha dichiarato il vicepresidente della Regione Marche
(nel corso della
trasmissione radiofonica di Radio
1, “la radio ne parla”) –il 2 gennaio per quelli
invernali e il 2 luglio per i saldi estivi: “stiamo ragionando
– ha detto Agostini, secondo quanto riportato dal
Corriere Adriatico del 13 luglio
- – intorno a queste date ma la discussione verte sul fatto di
stabilire se fissare una data in maniera rigida o determinare
piuttosto un giorno ad esempio il primo sabato di gennaio o di
luglio”:
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REGIONI |
DATE |
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Abruzzo |
14 luglio - 27 agosto |
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Basilicata |
10 luglio - 10 settembre |
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Calabria |
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Campania |
2 luglio - 23 settembre |
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Emilia Romagna |
7 luglio -7 settembre |
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Friuli Venezia Giulia |
7 luglio - 30 settembre (max 9 settimane) |
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Lazio |
14 luglio - 24 agosto |
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Liguria |
6 luglio- 19 agosto (max 45 giorni) |
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Lombardia |
7 luglio – 4 settembre |
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Marche |
7 luglio - 1 settembre |
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Molise |
15 luglio - 14 settembre |
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Piemonte |
1 luglio - 25 settembre (max 8 settimane) |
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Puglia |
15 luglio - 15 settembre |
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Sardegna |
8 luglio - 8 settembre |
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Sicilia |
14 luglio - 8 settembre |
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Toscana |
14 luglio - 10 settembre |
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Umbria |
12 luglio - 10 settembre |
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Valle d'Aosta |
10 luglio - 30 settembre (max 50 giorni) |
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Veneto |
15 luglio - 31 agosto |
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Bolzano (provincia) |
15 luglio - 31 agosto |
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Trento (provincia) |
15 luglio - 31 agosto |
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Fonte: Sos consumatori |
La Commissione commercio della Conferenza delle Regioni è però
alle prese anche con altre importanti questioni di fondo:
entro il 2 settembre le autorità nazionali e regionali
dovranno conformarsi al parere motivato della Commissione
europea con il quale vengono fissate le condizioni per
l'apertura e la gestione di impianti di distribuzione di
carburante in Italia. La Commissione ha mosso rilevi alla
normativa nazionale e regionale in materia di distribuzione
carburanti perché tali norme non garantirebbero il pieno
rispetto dei principi di libera concorrenza, trasparenza e
liberalizzazione del mercato. “Proprio in questi giorni,
ricorda il vicepresidente della giunta regionale e assessore
al commercio e tutela del consumatore
Luciano Agostini, si stanno tenendo incontri a Roma con il
ministero per definire una linea di azione univoca con la
Commissione, anche se ''probabilmente sarà molto difficile
mantenere lo status quo''. Agostini, in veste di coordinatore
della Commissione Commercio per la Conferenza delle Regioni ha
convocato gli assessori per il 24 luglio, allo scopo di
verificare, insieme ai colleghi delle altre regioni, ipotesi
di adeguamento normativo allo spirito del parere motivato
della Commissione, e successivamente iniziare una serie di
incontri con la stessa Commissione europea per valutare se
esistano margini di trattativa.
In particolare la Commissione evidenzia alcuni punti di
stortura del mercato presenti sia nella normativa statale che
regionale. Essi riguardano, in particolare, l'apertura di
nuovi impianti subordinata alla conformità e alle condizioni
di programmazione del mercato (ad esempio, la chiusura
preliminare di un certo numero di impianti, la pianificazione
e alti parametri quantitatici); l'obbligo di superficie minima
e di attivita' commerciali integrative (non oil); le distanze
minime tra impianti; restrizioni relative agli orari di
apertura.
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