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ERBA - Arrestati un vicino e la moglie con l'accusa di omicidio plurimo
pluriaggravato dell'11 dicembre scorso
Il superstite della strage, Mario Frigerio, ha riconosciuto in fotografia il
vicino Olindo Romano quale partecipante al massacro
8 gennaio 2007
ERBA - Arrestati un vicino e la moglie con l'accusa di omicidio plurimo
pluriaggravato dell'11 dicembre scorso.
Il superstite della strage, Mario Frigerio, ha riconosciuto in fotografia
il vicino Olindo Romano quale partecipante al massacro. Romano è stato
fermato con l'accusa di omicidio plurimo pluriaggravato con la moglie, la
quale è accusata di concorso in omicidio.
Il riconoscimento è stato effettuato dall' unico sopravvissuto, Mario
Frigerio, che avrebbe in un primo momento dato una sommaria descrizione
dell'aggressore, corrispondente a Romano, suo vicino di casa. Ma
successivamente, dopo esser migliorato tanto da non correre ora pericolo
di vita, ancora ricoverato in ospedale ha identificato da una foto Olindo
Romano. Con la moglie Rosa Bazzi, Olindo Romano, netturbino che in passato
aveva litigato spesso con Raffaella Castagna, e poi stato arrestato.
Romano avrebbe anche alzato le mani
contro Raffaella Castagna: lo ha dichiarato stasera a Porta a Porta
Azouz Marouk, il marito della donna uccisa a Erba con altre quattro
persone.
Invece, Rosa Bazzi al ritorno dal lavoro del marito Olindo Romano ha
urlato alle numerose persone che si trovavano davanti all'abitazione di
via Diaz: "Noi non siamo assassini, non siamo assassini. Non siamo niente!
Lasciateci in pace".
Raffaella Castagna e suo marito Azouz Marouk avevano denunciato i vicini,
per le liti furiose, e la cosa avrebbe dovuto essere discussa davanti al
giudice di pace il 13 dicembre scorso.
L'arma usata per compiere la strage
è stata una sola
E l'incendio è stato appiccato con quattro o cinque focolai
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3 gennaio 2007
COMO - Per la strage di Erba dell'11 dicembre non c'e' ancora alcun
indagato. Oggi i Carabinieri del Ris di Parma consegneranno gli esiti di
alcune analisi. Si riferiscono ad alcuni reperti raccolti nell'appartamento
di via Diaz dove sono stati uccisi Raffaella Castagna, il figlioletto
Youssef, la madre Paola Galli e la vicina Valeria Cherubini. Si tratterebbe
di analisi su tracce di sangue, impronte digitali e di scarpe trovate sul
luogo della strage, dalle quali gli inquirenti si attendono indicazioni
utili.
3 gennaio 2007
ERBA - Il marito di Valeria Cherubini, la vicina rimasta uccisa, è l'unico
testimone oculare
COMO
Ore che potrebbero essere decisive, o comunque importanti, per dare una
accelerata alle indagini per risalire a chi, la sera di lunedì 11 dicembre,
ha compiuto la strage di via Diaz a Erba, dove sono state uccise tre donne e
un bimbo di due anni, oltre al grave ferimento di un uomo tuttora ricoverato
in ospedale anche se da qualche giorno considerato fuori pericolo. Il pool
di cinque magistrati della Procura di Como che sta seguendo l’inchiesta,
dovrebbe ricevere oggi la relazione scientifica dei Ris di Parma.
L’importante documento dovrebbe essere consegnato al luogotenente Luciano
Gallorini, comandante dei carabinieri di Erba che, subito dopo, incontrerà
il procuratore capo Alessandro Maria Lodolini e i sostituti Simone Pizzotti
(ufficialmente titolare del fascicolo d’inchiesta), Mariano Fadda, Massimo
Astori e Antonio Nalesso. «Siamo in un momento molto delicato - dice
Lodolini - e il nostro lavoro non si è fermato neppure durante questi giorni
di festa. La gente esige da noi che l’autore, o gli autori, del massacro,
siano consegnati alla Giustizia e massimo è il nostro impegno per farlo».
Tra le piste che sembrano aver acquisito maggior spessore, quella che ad
agire possano essere state persone vicine a Raffaella Castagna, una delle
vittime, e dalla relazione dei Ris si spera di trovare importanti punti di
riferimento per poterla avvallare o scartare. Intanto ieri l’avvocato Pietro
Bassi, il legale di Azouz Marzouk, marito di Raffaella, ha deciso di tornare
in Procura per sollecitare il rilascio dei nullaosta per i funerali delle
vittime: i corpi Raffaella e il figlioletto Youssuf verranno portati in
Tunisia e sepolti con rito islamico, la suocera di Marzouk, Paola Galli, a
Erba per funerali con rito cattolico e Valeria Cherubini a Montorfano, pure
lei per funerali cattolici. Il bilocale dove si è consumato l’eccidio,
invece, continua a rimanere sotto sequestro, mentre Mario Frigerio, l’unico
scampato, resta piantonato, per motivi di sicurezza, all’ospedale Sant’Anna
di Como in attesa che possa fornire la sua versione dei fatti: l’uomo,
marito di Valeria, è l’unico testimone oculare.
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