ROMA - La presidenza della Repubblica ha reso noto che il capo
dello Stato, Giorgio Napolitano, ha respinto le dimissioni di Prodi, che
aveva convocato per le 11 al
Palazzo del Quirinale.
STAMATTINA
Dopo due giornate di consultazioni al Quirinale, da parte del presidente
della Repubblica Napolitano e dopo la breve pausa di riflessione,
dall'incontro di oggi con Prodi ci si attende una soluzione duratura della
crisi di Governo, apertasi mercoledì scorso con le dimissioni del governo
Prodi, dopo il voto al Senato, e accettate con riserva dal capo dello
Stato.
Il presidente Napolitano non aveva nascosto le sue
preoccupazioni per gli effetti della crisi di governo, e sembra orientato
a respingere le dimissioni del governo Prodi, e a rinviare l'esecutivo
alle Camere, per ottenere un nuovo voto di fiducia, e continua a chiedersi
se non sarebbe meglio una soluzione meno impegnativa: quella del
reincarico, che farebbe nascere un Prodi-bis, un nuovo esecutivo, con una
messa a punto più ampia del programma e della maggioranza.
Per farsi un'idea personale delle posizioni di ciascun Gruppo parlamentare
della Camera e del Senato, Napolitano ha voluto sentire tutti questi
gruppi separatamente, tutti e ventidue. Successivamente, per le stesse
ragioni, ha convocato anche i leader politici alle consultazioni.
Il rinvio alle Camere la soluzione più probabile, anche
perché non si farebbe altro che accogliere la richiesta dei partiti del
centrosinistra, che gli hanno assicurato di aver risolto i problemi
all'interno della coalizione, che hanno assicurato al Governo dell'Ulivo
una maggioranza "certa, consolidata e autosufficiente". L'ipotesi che il
capo dello Stato volesse bruciare i tempi, spinto dall'urgenza di
rimettere in pista un governo nella pienezza dei poteri si era fatta
strada in serata, quando Piero Fassino, dopo l'incontro con Napolitano, ha
parlato a nome dell'Ulivo di "immediato rinvio alle Camere".
Per essere autosufficiente, la maggioranza dovrà essere tale anche
senza l'apporto cioè dei senatori a vita: questo avrebbe raccomandato
Napolitano.
Tale raccomandazione è stata riformulata da Gianfranco Fini, ma
come condizione irrinunciabile e della quale Napolitano deve farsi
garante.
Con Napolitano, tuttavia, in questi giorni le altre componenti
della Casa delle Libertà hanno mostrato ancor meno disponibilità sul
ritorno allo stesso Governo Prodi.
Ieri sera, a La7, Berlusconi ha chiesto di passare ad un
altro premier, o meglio, a nuove elezioni.
Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa di affidare il governo ad
"un'alta personalità per dare vita a un governo di responsabilità
nazionale".
Per Roberto Castelli (Lega Nord): l'unica soluzione, ha detto, è
sciogliere subito le Camere e convocare le elezioni a maggio.
Napolitano ha preso nota. Probabilmente lo ha chiesto direttamente a
Silvio Berlusconi: sottoscrive questa richiesta della Lega, come si
capisce da alcune notizie di stampa?
Berlusconi, uscendo dallo Studio alla Vetrata davanti ai
giornalisti, ha smentito tutte le dichiarazioni che gli sono state
attribuite negli ultimi due giorni. In serata, ospite in Tv di Giuliano
Ferrara, si è limitato a dire, con toni sobri, che riterrebbe opportuno
il ritorno alle urne. Nel pomeriggio, nello studio di Napolitano, si
sono avvicendati i leader del centrosinistra, reduci da un vertice con
Prodi alla Camera.