MILANO - Silvio Berlusconi è rientrato in Italia e è nella sua casa
di Macherio. L'ex presidente del Consiglio proviene da Cleveland, negli
Stati Uniti, dove ha subito l'impianto di un pace-maker per il cuore.
Berlusconi ha spiegato le ragioni del malore che lo ha colpito a
Montecatini. Troppi impegni nell'agenda, ma il leader di Forza Italia ha
rassicurato che l'intervento chirurgico non modificherà la sua vita e il
suo impegno politico
Berlusconi ha dichiarato: «Dico grazie di cuore a tutti coloro che mi
hanno mandato i loro auguri per telegramma, per sms o chiamando i
centralini di tutte le sedi di Forza Italia. Spero di meritarmi il vostro
apprezzamento continuando a lavorare per il bene di tutti». Adesso al
leader di FI trascorrerà le Feste insieme alla sua famiglia nella
villa di Arcore.
Appena ieri mattina, il nostro ex presidente del Consiglio,Silvio
Berlusconi, si trovava in America davanti alla grande vetrata con vista
sullo skyline di Cleveland e sul lago Erie.
Il leader indiscusso di Forza Italia fa colazione a base di
te. Al rientro, ormai, mancano poche ore. Andrea Natale, siciliano e
primario dell’Heart Center che lunedì scorso ha eseguito l’intervento, ha
già dato il suo via libera alle dimissioni dell'illustre paziente.
Cosa che puntualmente si è verificata in serata, nella notte tra giovedì e
venerdì in Italia. L’aereo privato - sul quale salirà anche la figlia
Eleonora che dal suo arrivo in clinica non l’ha lasciato un attimo - ha
poi atterrato direttamente a Milano, dove il Cavaliere trascorrerà il
Natale con la famiglia.
Anche la mattina di ieri, come la giornata di mercoledì, è andata
via tra la lettura della rassegna stampa, arrivata direttamente da Palazzo
Grazioli, e le molte telefonate con Roma.
Tantissimi i telegrammi di auguri, inviati anche dai leader
dell’Unione (Massimo D’Alema su tutti).
Non è mancato un lungo colloquio con il capo dello Stato
Giorgio Napolitano che si è voluto sincerare delle sue condizioni. Un
breve contatto c'è stato anche con il vicepresidente Usa Dick Cheney,
anche se la telefonata è stata rinviata ai prossimi giorni per impegni
sopravvenuti. Poco, invece, il tempo da dedicare al lavoro arretrato,
comunque smaltito in buona parte nei giorni scorsi. Perché prima di
pranzo, infatti, erano cominciati i preparativi per il rientro.
In una breve intervista telefonica a Tg1, Tg2 e Tg5 fa anche un po’ di
autocritica. «Probabilmente - dice - ho esagerato, soprattutto negli
ultimi tempi, perché non ho saputo dire no a tutti i club di Forza Italia
e ai Circoli della libertà che mi chiedevano di andare da loro la sera.
Dopo una giornata di lavoro, significa mettersi in macchina, arrivare,
salutare tutti, fare un discorso di un’ora o più, passare a tutti i
tavoli, stringere 500 o 800 mani, fare le foto con tutti, scrivere le
dediche e poi andare a letto alle tre o alle quattro di notte».
Insomma, ammette Berlusconi, «forse ho avuto un po’ di presunzione
sulla mia capacità di continuare in un trend lavorativo così impegnativo e
adesso mi sono dovuto arrendere di fronte all’evidenza. Ma ora, dopo
questo piccolo intervento, una specie di “tagliando”, mi sento bene e
spero di poter essere ancora utile al mio Paese e ai miei concittadini e
di poter operare soprattutto per chi è più debole e per chi ha più
bisogno». Poi, un’ultima occhiata insieme a Valentino Valentini a qualche
relazione arretrata e a un po’ di documenti da firmare. Ma ormai il
ritorno è imminente. Alla fine, la trasferta americana ha avuto gli
effetti sperati, visto che la distanza e il fuso orario hanno consentito
al Cavaliere di prendersi un po’ di riposo dalle cose italiane. Merito
anche di Valentini, che pur di tutelare al massimo la sua privacy ha
imposto alla reception dell’Intercontinental di non girare alcuna
telefonata nella suite del Cavaliere e dirottare quelle americane sul suo
cellulare.
Ancora ieri, Andrea Natale è andato ripetendo a lungo che Berlusconi è
stato un «paziente modello». «Abbiamo avuto a che fare con politici di
tutto il mondo - spiega il luminare italiano della Cleveland Clinic - e
tutti i membri del mio staff hanno notato la differenza e sono rimasti
colpiti dalla disciplina e dal rigore del paziente». Berlusconi, dice
Natale, «ha eseguito tutte le istruzioni alla lettera».