ROMA - Si sposta nella capitale, la protesta del fondatore e
leader del Movimento per l'autonomia, Raffaele Lombardo, che oggi ha
iniziato il quarto giorno dello sciopero della fame "contro l'uso del pet
coke come combustibile inquinante nel petrolchimico di Gela".
Lombardo, che riveste anche la carica di presidente della Provincia
di Catania, incontrerà a Roma nel pomeriggio il ministro per
l'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio.
Lombardo ha dato vita alla protesta contro l'Eni , "che nella
raffineria di Gela, unica in Italia, utilizza ancora come combustile il
pet coke che, secondo dati citati da Lombardo, "provoca un indice
elevatissimo di malformazioni neonatali, tumori e infertilità maschili".
Al ministro Pecoraro Scanio, Raffaele Lombardo rappresenterà con
forza "la questione ambientale nei poli petrolchimici siciliani di
Augusta e Priolo, Milazzo e Gela, per costringere l'Eni ad attuare la
riconversione nell'uso del combustibile mettendo finalmente da parte il
catrame, a favore del gas, meno nocivo e anche meno inquinante".
"Al ministro - ha affermato Lombardo - chiederemo spiegazioni del
comportamento del governo che per il Ponte utilizza un severo criterio di
giudizio sull'impatto ambientale mentre sui poli petrolchimici non
interviene, nonostante l'esecutivo sia azionista fondamentale dell'Eni che
in Sicilia utilizza un vergognoso ricatto occupazionale. Attendiamo
segnali concreti per questa situazione che non esitiamo a definire
scandalosa, simile allo sfruttamento della Nigeria e che provoca morte e
disperazione in cambio di qualche centinaio di posti di lavoro che
peraltro ogni anno si riducono sempre di più". Dopo il dibattito sulla
politica estera al Senato, i parlamentari nazionali del Movimento per
l'autonomia hanno effettuato un volantinaggio davanti Palazzo Madama e a
Montecitorio per "denunciare lo sfruttamento del territorio gelese da
parte dell'Eni".