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Malpensa: Sea
chiede risarcimento di 1,25 miliardi di euro
Bonomi un "atto dovuto" per il ripensamento di Alitalia
MILANO
- (regioni.it) Mentre Marini intravede piccoli margini per
risolvere la crisi, pur riconoscendo che il compito resta
gravoso, sul tavolo del governo arriva un’altra questione
“ingombrante”. Infatti per "gravi inadempimenti su
Malpensa, Sea e la propria controllata Sea Handling hanno
deciso di "agire legalmente nei confronti di Alitalia per
ottenere il risarcimento dei gravi danni derivanti dal
comportamento del vettore che, modificando la propria
strategia, ha rinunciato all'utilizzo dell'aeroporto di
Malpensa come proprio hub violando, in questo modo, l'accordo
di business partnership in corso con Sea".
Per questi motivi - ha annunciato il presidente di Sea
incontrando i giornalisti - chiederemo un risarcimento di 1,25
miliardi di euro".
L'azione legale "e' da parte degli amministratori di Sea -ha
spiegato Bonomi - un atto dovuto che rientra nei loro obblighi
di responsabilita' nei confronti dell'azienda e dei suoi
azionisti". Tale intenzione era stata, tra l'altro,
pubblicamente annunciata agli inizi di settembre.
I presupposti del "procedimento civile contro l'ex compagnia
di bandiera - ha sottolieato il Presidente di Sea - si fondano
sul fatto che Malpensa e' stata sviluppata come aeroporto hub
a seguito della volonta' di Alitalia di divenirne l'hub
carrier. Di conseguenza, l'aeroporto e' stato progettato e
sviluppato in costante contatto con la compagnia aerea al fine
di recepire le concrete esigenze del vettore in termini di
infrastrutture, impiantistica e organizzazione con ingenti
investimenti da parte di Sea. Tali investimenti, pertanto, con
l'attuazione del piano di Alitalia vengono vanificati".
"L'esistenza dell'accordo di business partnership – ha
proseguito Bonomi - emerge con evidenza ripercorrendo la
storia di Malpensa: il progetto di fare di Malpensa un
aeroporto hub e' nato nei primi anni '90 per soddisfare una
precisa esigenza di Alitalia, la quale, a differenza delle
principali compagnie internazionali, non disponeva allora di
un vero aeroporto hub; tale circostanza rappresentava un forte
elemento di penalizzazione per Alitalia, in quanto, in assenza
di un hub, il pregiato traffico dell'Italia del Nord in
partenza per le destinazioni internazionali ed
intercontinentali si rivolgeva, per lo piu', alle compagnie
straniere, le quali riuscivano agevolmente ad 'attirare' nei
propri hub i passeggeri italiani".
"In questo contesto, Sea e Alitalia - ha ricordato
Bonomi - hanno lavorato insieme per anni per fare di Malpensa
l'hub di Alitalia: in particolare, Sea ha costruito d'intesa
con Alitalia tutte le strutture aeroportuali necessarie per
realizzare l'hub, tra cui il completamento dell'aerostazione e
il sistema BHS per lo smistamento bagagli, ed ha modificato la
propria organizzazione del lavoro, assumendo personale
dedicato alle esigenze dell'hub carrier".
In questo quadro - ha proseguito il presidente di Sea -
"ingenti investimenti sono stati realizzati da Sea,
secondo precise indicazioni di Alitalia e sul presupposto,
condiviso dai due partners, che Alitalia avrebbe sviluppato il
proprio traffico a Malpensa secondo il modello hub" E inoltre,
Sea e Alitalia hanno sottoscritto, in attuazione, del piu'
generale accordo di business partnership tra vettore e
aeroporto, specifici contratti, in virtu' dei quali, tra
l'altro Alitalia ha acquisito in esclusiva la disponibilita'
dell'hangar ed ha assunto specifici impegni di sviluppo del
traffico finalizzati a fare decollare l'hub". "Alitalia e Sea
- ha sottolineato Bonomi - hanno quindi sempre operato nella
convinzione, formalizzata dalle due societa' in un documento
congiunto del 2002, che lo sviluppo dell'hub di Malpensa fosse
subordinato a due condizioni entrambe necessarie: la presenza
di un hub carrier che faccia di Malpensa il nodo focale della
propria architettura di rete e una infrastruttura aeroportuale
adeguata e coerente con i requirements caratteristici di un
aeroporto hub e con le esigenze dell'hub carrier. Di fronte
all'improvvisa decisione di Alitalia di cambiare la propria
strategia, Sea ha deciso di agire nei confronti del vettore
per ottenere il risarcimento dei gravi danni derivanti da tale
comportamento, facendo valere sia la responsabilita'
contrattuale di Alitalia, per avere quest'ultima violato
l'accordo di business partnership concluso in relazione a
Malpensa e per avere agito in spregio ai doveri di buona fede,
sia la responsabilita' extra-contrattuale di Alitalia, per
avere quest'ultima violato il legittimo affidamento di Sea e
di Sea Handling che il vettore nazionale avrebbe mantenuto a
Malpensa il proprio aeroporto hub".Da qui la richiesta di un
risarcimento danni, quantificato da Sea in 1,25 miliardi di
euro.
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