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PADOVA - Nuove BR, trovato deposito di armi nelle campagne padovane: fucili,
mitra, munizioni. Otto brigatisti arrestati
15 febbraio 2007
PADOVA - Un
consistente deposito di armi nelle campagne padovane è stato scoperto ieri
dalla Polizia di Stato nell'ambito delle indagini sulla colonna veneta e
milanese delle nuove Br. Lo ha rivelato il vice ministro, Marco Minniti
riferendo al Senato. "La Polizia coordinata dalla dottoressa Ilda Boccassini
- ha detto Minniti - ha scoperto un consistente deposito di armi nelle
campagne padovane dove durante le indagini, nel corso di pedinamenti degli
indagati, gli stessi erano stati visti nell'atto di occultare materiale".
"Sequestrati: un fucile mitragliatore kalashnikov con relativo
caricatore; un mitra Uzi con caricatore; una pistola mitragliatrice
Skcorpion; una pistola Sig Sauer; una pistola colt calibro 38; un
cannocchiale per fucile; due divise estive della Guardia di finanza; tre
giubbotti antiproiettile; varie fondine; una parrucca; numerose
munizioni di vario calibro in corso di repertazione". "Quanto sequestrato -
ha sottolineato Minniti - costituisce la dotazione delle cellule milanese e
padovana della formazione terroristica. Una dotazione di tutto rilievo che
testimonia da sola la pericolosità degli arrestati e il grado di efficienza
operativa raggiunta. Non ci può essere alcuna sottovalutazione. Kalashinkov,
mitragliatori Uzi, mitragliatrici Skorpion, pistole varie.. Francamente, un
po' troppo per essere soltanto l'armamentario di quattro sciagurati".
TROVATE LE ARMI A UN KM DALLA CASA DI ROSSIN
L' arsenale delle nuove Br si trovava sotterrato ad una profondità di trenta
centimetri, all' interno di un capiente bidone in plastica di color bianco,
in un casolare diroccato a Bovolenta (Padova) che dista meno di un
chilometro dalla casa di Valentino Rossin, il portalettere arrestato l'
altro ieri nella cui casa è stato trovato un revolver. Il casolare è situato
in mezzo a una vasta area agricola, circa un chilometro per un chilometro,
tutto piano, a circa venti chilometri dal luogo in cui i brigatisti si
andavano ad esercitare con le armi. Il Questore di Padova, Alessandro
Marangoni ha sottolineato la difficoltà incontrata per rintracciare il luogo
dove i brigatisti avevano nascosto il loro arsenale. Marangoni ha infatti
spiegato che è stato necessario incrociare l' orario in cui i brigatisti si
muovevano nella zona, tracciando un ipotetico percorso per restringere l'
area in cui effettuare la ricerca, alla quale ha partecipato anche l'
esercito. I militari, infatti, hanno lavorato per tre giorni sull' area
servendosi di un metal detector che è stato determinante per l'
individuazione dell' arsenale.
DALL'INDIA: PRODI SI DICE PREOCCUPATO PER LA CONTIGUITA' CON IL SINDACATO
Dall'India, Romano Prodi ha spiegato che esiste "preoccupazione" per alcune
contiguità che le nuove Brigate Rosse stanno trovando nel sindacato. Lo ha
riferito lo stesso premier incontrando i giornalisti a New Delhi. Prodi ha
anche sottolineato che bisogna essere "vigilanti adesso e forse anche a
lungo nel futuro". "Credo che la cosa sia giunta come una sorpresa ai
sindacalisti stessi".
"Guai, guai, guai ad abbassare la guardia: la preoccupazione - ha
aggiunto - deve essere sempre presente perché il fenomeno non è stato
completamente sradicato". "Per fortuna - ha aggiunto Prodi - c'é una
capacità di interdizione e di intervento", come hanno dimostrato gli arresti
preventivi. Secondo il premier, inoltre,m non si tratta di una vera e
propria recrudescenza ma di un fenomeno che esisteva con una certa
continuità". Una continuità - ha aggiunto "interrotta perché alcune persone
stavano all'estero ed è poi ripresa al loro rientro". Non si tratta quindi
di "uno scoppio di questi giorni, il fenomeno era sottoterra ma esisteva".
Il presidente del Consiglio ha poi fatto osservare come il gruppo dei
brigatisti arrestati sia composto "da persone di una certa età ", cosa che
dimostrerebbe "una continuità ".
PROCURA DI MILANO, ALTRI INTERROGATORI
E' prevista un'altra giornata di interrogatori davanti al Gip di Milano
Guido Salvini di persone arrestate nei giorni scorsi nell'ambito
dell'inchiesta milanese, condotta dal Pm Ilda Boccassini, riguardante il
Partito comunista politico-militare (Pcp-M). Compariranno davanti al giudice
per l'interrogatorio di garanzia i fratelli Alessandro e Massimiliano
Toschi, sospettati di aver messo a segno a Padova, la scorso 17 novembre, un
attentato contro la sede di Forza Nuova. Saranno quindi interrogati Federico
Salotto e Andrea Scatamburlo e Amarilli Caprio che, stando alle indagini,
avrebbe avuto il ruolo di contattare possibili aderenti al movimento nelle
università milanesi. Per questo, Amarilli Caprio, studentessa di Scienze
linguistiche alla Statale, sarebbe arrivata appositamente dal Veneto.
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