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ROMA - Scuola: un Rapporto sulla qualità
Dopo l'Emilia Romagna, si piazzano bene Lombardia (seconda)
seguita da Marche, Piemonte e Friuli. In fondo alla
graduatoria, Campania, Sicilia e Sardegna
ROMA
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(regioni.it) E’
stato presentato oggi,12 giugno il “Primo rapporto sulla
qualità nella scuola” realizzato dal mensile di settore “Tuttoscuola”.
Il volume è stato commentato, con grande prudenza, dal vice
ministro della Pubblica istruzione, Mariangela Bastico, e del
presidente del Censis, Giuseppe De Rita. Il ministero “terrà
conto dei dati elaborati da Tuttoscuola, assicura Bastico che,
pero', pur essendo soddisfatta per i risultati della sua
Emilia, prendo "con molta cautela la graduatoria. Si tratta di
un lavoro serio- osserva- ma, come tutte le classifiche, anche
questa si basa su indicatori che hanno forti elementi di
differenziazione, e derivano da varie annualita'". Il
rapporto, comunque, secondo Bastico "evidenzia che c'e' un
grande bisogno di collaborazione tra Stato ed Enti locali per
il rilancio della scuola che, se valorizzata, puo' fare passi
da gigante".
Dove si
trovano allora le scuole migliori d'Italia, secondo il
mensile “Tuttoscuola”? Sono nella provincia di Forli'-Cesena.
E' qui, infatti, che negli istituti scolastici si raggiungono,
complessivamente, i migliori risultati degli studenti e, alla
qualità dei livelli di istruzione, si sommano una corretta
gestione del personale, adeguate dotazioni didattiche ed
informatiche, interventi e politiche finanziarie virtuose
degli enti locali e una buona funzionalità dei servizi e degli
edifici scolastici. A ruota, seguono le province di Parma,
Biella, Piacenza e Savona. In fondo alla classifica, maglia
nera per Nuoro, Sassari, Oristano e, a sorpresa, le scuole
della provincia di Lucca. Per la prima volta comunque, “Tuttoscuola”,
ha messo in fila le Province italiane, in base al livello del
servizio scolastico erogato. La classifica, basata su 152
indicatori, tiene conto di rapporti ministeriali, della
ragioneria dello Stato e dell'Istat. In tutto, sono stati
messi insieme oltre 63mila dati che tracciano una radiografia
attenta del sistema scolastico italiano, un lavoro unico in
150 anni di storia della scuola pubblica.
E’
quindi la provincia di Forli'-Cesena a conquistare la vetta
della graduatoria, ma, complessivamente, tutta l'Emilia
Romagna segna un traguardo importante e ad essere promossa
a pieni voti, con Parma al secondo posto, Piacenza al quarto,
Reggio Emilia al nono, Savona al quinto, Ravenna al decimo.
Praticamente, la Regione occupa quasi tutta la top ten delle
province. Al terzo posto c'e' invece Biella, al quinto Savona,
al sesto Macerata, unica città non del nord tre le prime
dieci, all'ottavo Pavia.
Ma come se
la cavano, invece, le grandi citta' della Penisola? Milano va
molto bene: e', infatti, al settimo posto. Più sotto Bologna,
trentunesima. Per trovare Roma, bisogna scivolare giù, fino
alla quarantaseiesima posizione, ma la Capitale resta "al
di sopra della media nazionale". Ancora più giù ci sono
Palermo (93mo posto), Napoli (94mo) e Cagliari (95mo). Ma,
soprattutto, va male Firenze, 78ma dopo Teramo, Campobasso e
Reggio Calabria.
Un
risultato negativo che si riflette su tutte le scuole della
Toscana che, nella classifica delle Regioni, e' 14ma dopo
Abruzzo ed e', a sorpresa, sotto la media nazionale.
Dopo l'Emilia Romagna, si piazzano bene, invece, Lombardia
(seconda) seguita da Marche, Piemonte e Friuli. In fondo alla
graduatoria, Campania, Sicilia e Sardegna.
"Un dato
quest'ultimo- spiega il viceministro Bastico- che dimostra che
nel nostro sistema scolastico c'e' ancora bisogno di
perequazione: permangono squilibri territoriali, per quanto
riguarda la qualita' dell'edilizia, l'erogazione del tempo
pieno, l'attribuzione del personale e i servizi (trasporto,
mensa, ect.., ndr). Il Centro-Nord e' sopra la media
nazionale, il Centro Sud e le Isola restano sotto in quasi
tutti gli indicatori". Lo studio ha evidenziato anche che la
regione con la migliore dotazione informatica e' la Puglia,
mentre la citta' con gli studenti piu' brillanti e' Crotone.
Secondo le prove dell'Invalsi (Istituto che valuta il sistema
scolastico nazionale) gli alunni del Sud sono piu' bravi alle
elementari, quelli del Nord alle medie. Inoltre, il 64% delle
scuole primarie dispone della mensa anche se solo il 52% degli
alunni vi accede. Gli studenti del Nord-Est sono i migliori in
matematica e le Province riescono a pagare per l'istruzione
solo il 38% degli impegni di spesa assunti in bilancio. "La
scuola ha bisogno di motivazioni e fiducia nel proprio lavoro-
chiude il presidente del Censis- oggi c'e' stata una caduta
della sua mission, dobbiamo ricostruire il suo ruolo sociale.
La scuola dell'autonomia, pero', ha senso solo se c'e' una
valutazione, e questo rapporto puo' essere un primo strumento
per cominciare a valutare la qualità dell'istruzione".
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