torna a Sicilia Millennium - scrivi al direttore

notizie dall'italia

© sicilia millennium™ - www.siciliamillennium.it
quotidiano telematico diretto da Enza Garipoli
tutti i diritti riservati
sicilia millennium... e ti affacci al mondo

 

indice delle notizie 
nazionali

 
     vai al supplemento culturale Misura D'Amore - www.misuradamore.it  
 


STRAGE DI ERBA - L'orrenda mattanza e il racconto di Rosa Bazzi, una vipera assetata di sangue
La difesa chiede la perizia psichiatrica
di Enza Garipoli
12 gennaio 2007


RAFFAELLA CASTAGNA E YOUSSEF

COMO - L'orrenda mattanza era stata premeditata e infatti il netturbino Olindo Romano e la moglie Rosa Bazzi non avevano lasciato nulla all'improvvisazione e molto probabilmente, se non fosse stato per il ritrovamento di tracce di sangue della donna non si sarebbe già arrivati alla scoperta dei mostri assassini assetati di sangue innocente.
E ADESSO CHE GLI INQUIRENTI LI HANNO INCASTRATI CON PROVE SCHIACCIANTI Olindo Romano e la moglie Rosa hanno ammesso le loro gravissime responsabilità.
Ma i particolari, senza senso e terribili, provengono solo da Rosa Bazzi, che avrebbe spiegato ai magistrati cosa avvenne l'11 dicembre scorso nella cascina ristrutturata di via Diaz in quella sera di gelo a Erba.
Il racconto che lascia senza parole ed è tale da togliere il respiro mentre si immagina la scena dell'immonda vipera assatanata mentre afferra per il capino il piccolo Youssef, senza alcuna pietà, e gli taglia la gola.

Ma quale perdono per chi si è macchiato di questo sangue?

Un sangue scaturito da un odio covato da molto tempo, perché «facevano chiasso» i Castagna, che ha spinto i coniugi Romano a massacrare Raffaella Castagna il figlioletto di due anni Yuossef e altre tre persone, la madre una vicina e il marito di questa, Mario Frigerio, il solo che sopravvivrà dopo due settimane di coma.

LA CONFESSIONE
Rosa Bazzi racconta: «Avevamo la chiave del portoncino dei Castagna.
Abbiamo raggiunto il posto in silenzio, approfittando del fatto che il marito di Raffaella fosse all'estero. Era meglio presentarsi davanti alla loro porta in questa maniera, perché se citofonavamo non ci avrebbero aperti. Io avevo con me un coltello (forse un pelapatate ndr), Olindo un coltello e un martello».
E' emerso che i due hanno seguito i movimenti di Raffaella per giorni ed avevano accertato che la giovane Raffaella Castagna  arrivava ad Erba alle 19.40. In casa ad aspettarla c'era la madre Paola Galli.
Rosa Bazzi ha proseguito: «Indossavamo i guanti
per non lasciare impronte. Io avevo ai piedi delle pantofole di stoffa e un vestito vecchio, Olindo una maglietta e dei pantaloni. Roba che non ci serviva più e che potevamo buttare via. Siamo saliti fino al primo piano, poi abbiamo suonato al campanello».
Ad aprire al destino venne Raffaella Castagna,
convinta che a suonare alla sua porta fosse l'amica Valeria Cherubini, che abitava al secondo piano. Invece, appena apre, Olindo colpisce Raffaella Castagna al volto con il martelletto, poi la stessa Rosa Bazzi finisce l'opera cominciata dal marito infliggendo 12 coltellate alla vicina e, alla fine, le immerge un ultimo fendente nella gola.
La madre di Raffa, Paola Galli dall'altra stanza sentito i rumori interviene. Ma anche lei è vittima dei fendenti dei due coniugi assassini.
Le urla di Paola Galli hanno attirato l'attenzione
anche di Valeria Cherubini e del marito Mario Frigerio che si precipitano al piano inferiore. Ma anche Valeria non sfugge ai colpi di Olindo e Rosa che la sgozzano e poi passano a colpire Mario Frigerio. Ma stavolta la lama del netturbino finisce contro un osso del collo della vittima.
I due assassini credono di averlo ammazzato. Invece Frigerio è gravemente ferito: dopo due settimane di coma, riuscirà a dare i connotati dell'assalitore agli investigatori mettendoli sulla pista giusta.
Nel piano dei due omicidi c'era anche il proposito di far sparire i corpi e le tracce del massacro bruciando tutto l'appartamento.

Ma prima un altro macabro "particolare" doveva andare a posto.
E così Rosa Bazzi continua a narrare :
«Il bambino, che era seduto sul divano, continuava a piangere, sembrava un matto. E così la donna decide che anche Youssef deve morire. Così lo prende per i capelli, lo solleva e gli recide la gola. Poi trascinano i corpi straziati dalle coltellate, uno sopra l'altro. Prendono giornali, carta, materassi e con un accendino danno fuoco a tutto.

SI "COSTRUISCONO" L'ALIBI D'ARGILLA

Fatto tutto come in un film dell'orrore, pensano a costruirsi un alibi e a nascondere le armi per fare sparire ogni indizio che porterebbe a loro.
Così, gettano quei vestiti inzuppati di sangue, le scarpe e i guanti indossati per compiere la strage.
Rosa Bazzi ammette che i coltelli e il martello li hanno messi in una busta per la spesa, che poi in un secondo tempo verrà depositata in un cassonetto della spazzatura. Lei e il marito escono dal retro e salgono sulla macchina che avevano nascosto fuori dal cortile, per non fare capire che erano in casa. Olindo guida fino a Como e vanno a cenare da McDonald's e conservano lo scontrino da esibire quale eventuale prova della loro assenza dal luogo del delitto al momento del crimine.
Tornano a casa, in via Diaz, proprio mentre ci sono vigili del fuoco e carabinieri. Proprio mentre viene scoperto il pluriomicidio, il massacro.
Entrambi, Rosa e Olindo Romano, vengono ripresi dalle telecamere mentre scuotono la testa e dicono «Poveretti».
Però, nei giorni seguenti le cimici ambientali dei carabinieri registrano le loro parole: «Adesso si che possiamo dormire», «Si sta proprio bene», «Senti che silenzio».
Gli assassini erano ben contenti dello scempio compiuto, tanto che riuscivano a dormire sonni tranquilli: l'avvocato ha chiesto per i suoi assistiti una perizia psichiatrica, questa infatti è la prassi, ma questa è una brutta storia e il paravento dell'infermità mentale questa volta è minuscolo come un francobollo.
 

 

 

argomenti correlati

11 gennaio 2007
COMO - IL MOVENTE STA NEI CONTRASTI DI VICINATO
..................di più