COMO - Alla Procura di Como avrebbero affermato che i coniugi
Romano, Olindo e Rosa Bazzi, hanno confessato i loro delitti, ma hanno
contestato l'aggravante della premeditazione, sulla quale entrambi i
coniugi assassini avrebbero addotto versioni contraddittorie.
Attualmente non ci sarebbero altri indagati.
LA STRAGE DOVUTA AI FREQUENTI LITIGI TRA VICINI
Gli inquirenti hanno appurato che il movente per la strage sta nei
continui contrasti tra la famiglia di Raffaella Castagna e i coniugi
Romano. Forse la causa scatenante è stata proprio la denuncia di Raffaella
Castagna. Infatti, la prima udienza della causa relativa alla denuncia, il
13 dicembre scorso si sarebbe dovuta tenere davanti al Giudice di Pace.
Raffaella Castagna, uccisa con il suo bimbo, la madre e un'amica due
giorni prima, pretendeva un sostanzioso risarcimento. Secondo gli
inquirenti il ruolo dei coniugi è stato "della stessa intensità sia sul
piano ideativo sia su quello esecutivo". E' stato escluso che obiettivo
dei coniugi fosse anche il marito di Raffaella Castagna, Azouz Marzouk,
che si trovava in Tunisia in quei giorni. Le armi usate per il delitto
sono state distrutte. Sono state probabilmente poste in un cassonetto e
sono poi finite nell'inceneritore cittadino.
INCHIODATI DA UNA MACCHIA DI SANGUE
Ad inchiodare alle loro colpe gli assassini, è stata una piccola
macchia di sangue dell'unico scampato della strage di Erba, Mario
Frigerio, e trovata dai Ris sull'auto dei due indagati. I coniugi Romano
non hanno potuto controbattere a tale precisa contestazione, una prova che
è stata decisiva e che ha portato i due ad ammettere di avere partecipato
entrambi al massacro. Domani stesso, per gli ulteriori approfondimenti del
caso, Olindo Romano e Rosa Bazzi saranno nuovamente interrogati alla
presenza del loro difensore avv. Pietro Troiano.
Tre su quattro, sono gli omicidi per i quali la Procura di Como
contesta la premeditazione ai due indagati. Si tratta degli omicidi di
Raffaella Castagna, di suo figlio Youssef e della madre della donna, Paola
Galli, mentre la premeditazione non è contestata per l'omicidio della
vicina di casa, Valeria Cherubini, e per il tentato omicidio del marito
Mario Frigerio, unico superstite. I coniugi Romano sono inoltre accusati
di incendio e tentata distruzione di cadaveri mediante incendio.