PALERMO -
LA CASSAZIONE NON ACCOGLIE IL RICORSO DI CUFFARO, NELL'AMBITO
DEL PROCESSO SULLE "TALPE" ALLA DDA, CHE RIMANE A PALERMO
ROMA - La Cassazione ha ritenuto inammissibile il
ricorso presentato dal governatore della Sicilia, Salvatore
Cuffaro, per legittimo sospetto: questa la decisione della
settima sezione penale della Cassazione. Pertanto, il processo
alle talpe della Dda non sarà trasferito da Palermo e potrà
concludersi secondo i tempi previsti con l'ultima arringa
prevista per il 17 dicembre prossimo.
Oltre a essere stato dichiarato inammissibile, il ricorso del
governatore della Sicilia è stato anche gravato dalla condanna
di duemila euro che dovranno essere versate alla Cassa delle
ammende. Anche il sostituto procuratore generale della Suprema
corte Vittorio Meloni aveva chiesto ai consiglieri della VII
Sezione penale presieduti da Bruno Rossi di dichiarare
l'inammissibilità della richiesta di rimessione avanzata da
Cuffaro in quanto sarebbero stati tardivi gli atti di notifica
inoltrati alle altri parti processuali nel procedimento in
corso a Palermo.
Stamani l'avvocato Franco Coppi, patrocinante in Cassazione
del ricorso di Cuffaro, assieme all'avvocato Angelo Mormino,
aveva sottolineato che il collegio di difesa - in totale
disaccordo con il punto di vista del pg Meloni - aveva chiesto
al collegio della VII sezione della Cassazione di interpellare
le sezioni unite di piazza Cavour sulla questione della
tardività dei tempi di notifica. In alternativa Coppi e
Mormino avevano proposto anche il ricorso alla Consulta. Ma i
giudici della VII hanno rigettato il ricorso, il relativo
provvedimento sarà depositato entro 30 giorni.