SCAFATI
(SA) - Arrestato il latitante messinese Giuseppe Mule' , evaso
a settembre dai domiciliari
SCAFATI (SA) - Arrestato a Scafati, in provincia di
Salerno, il latitante messinese Giuseppe Mulè. L'operazione è
stata eseguita dai carabinieri del comando di Messina a
Scafati, dove hanno localizzato Mulè, il quale per sfuggire ai
militi si e' gettato dalla finestra di un appartamento al
secondo piano. Mulè è rimasto illeso ed è poi stato bloccato da
un maresciallo del reparto operativo di Messina. Arrestate per
favoreggiamento le tre persone che si trovavano con lui,
nell'appartamento in cui si è rifugiato dopo la sua fuga.
IL 10 SETTEMBRE SCORSO L'EVASIONE DI MULE'
Il boss messinese Giuseppe Mule', 50 anni, affetto da oltre un
decennio da Aids, si e' dato alla latitanza per non tornare in
carcere a scontare una condanna all'ergastolo.
Mule' era tornato in liberta' da circa un anno perche' il suo
stato di salute era stato giudicato incompatibile anche dal
Professor Aiuti con il regime carcerario. Ad agosto il
Tribunale di sorveglianza di Milano, l'ultimo carcere dov'era
stato detenuto - aveva deciso il suo ritorno agli arresti
ospedalieri, misura alla quale il boss del clan di Giostra non
aveva ottemperato tanto che il 3 settembre il beneficio e'
stato aggravato dalla Procura generale di Messina con la
decisione di riportarlo in carcere dove deve sontare l'
ergastolo che gli era stato inflitto per quattro omicidi e tre
agguati nella guerra di mafia, a cavallo tra gli anni '80 e
'90, nel maxiprocesso "Peloritana 2" il 6 luglio 2001 (il
processo d'appello non e' ancora stato celebrato).
Dalla primavera del '98, Mulè era fuggito dal reparto di
malatie infettive dell'ex ospedale Margherita di Messina dpo
una soffiata che lo aveva informato di un provvedimeto
cautelare perche' la polizia gli aveva trovato una pistola: il
boss convocava in ospedale le vittime de racket per pagargli
il pizzo. Dopo due settimane era stato catturato in un
casolare nel villaggio collinare di Molino, all'estrema
periferia sud della citta' dove lo nascondeva un incensurato.