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CASO
CALCESTRUZZI - IL CODACONS PROPONE AVVIO CLASS ACTION
CASO
CALCESTRUZZI
- Nel caso della Calcestruzzi SpA , interviene anche il
segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, il quale
richiede che i controlli alle strutture vengano estesi a tutte
le opere realizzate con materiali forniti dalla Calcestruzzi
spa e propone di avviare una class action per tutelare i
consumatori italiani. "Quando qualche tempo fa scoppiò lo
scandalo del cemento depotenziato, domandammo - afferma Tanasi
commentando il sequestro disposto dalla procura di
Caltanissetta - di estendere i controlli a tutte le opere
realizzate con quei materiali. Con nostra soddisfazione i
lavori stanno procedendo in questo senso ed il nostro plauso
va dunque all'operato del pm Nicolò Marino".
"La nostra preoccupazione invece - prosegue - rimane ed
è anzi crescente, poiché il fatto è di estrema gravità. Il
pericolo di crollo è in questo caso scongiurato, perché si
parla di una struttura non ancora in uso, ma rimandare a data
da destinarsi l'apertura di una struttura ospedaliera di
estrema importanza per il territorio e la provincia è un fatto
che graverà in primo luogo sui cittadini, che ancora una volta
pagano per errori non loro. Proprio per ovviare a queste
ingiustizie - aggiunge - ribadisco la volontà di avviare
un'azione collettiva per il risarcimento dei danni provocati
dall'utilizzo di materiali non idonei alla costruzione". "La
class action - conclude Tanasi - partirà dalla Sicilia, ma
interesserà tutti i consumatori d'Italia danneggiati
dall'operato della Calcestruzzi Spa".
SIGENCO, NESSUN PERICOLO DI CROLLO DELL'OSPEDALE
In merito al sequestro della Procura di Caltanissetta sul
cantiere relativo ai lavori di ristrutturazione dell'ospedale
Sant'Elia di Caltanissetta, interviene la società "Sigenco
spa", esecutrice dei lavori. "La fornitura di calcestruzzo -
si legge in una nota della società - fu a suo tempo eseguita
dalla Calcestruzzi spa, secondo contratto di fornitura
trasmesso all'ente appaltante e anche alla prefettura di
Caltanissetta. Dagli esiti delle prove di laboratorio sulle
forniture di calcestruzzo disposte direttamente dalla Sigenco
spa ed effettuate dalla società Geolab è emerso che circa un
30% delle coppie di cubetti di calcestruzzo non
corrispondevano alle caratteristiche di resistenza
contrattualmente previste".
"Si tratta - aggiungono dalla società esecutrice dei lavori
- di un difetto qualitativo del calcestruzzo che, a parere
dei tecnici della Sigenco spa, non può comportare pericoli
di crollo, salvo ulteriori verifiche che potranno essere
effettuate dal consulente tecnico nominato dall'autorità
giudiziaria. Pertanto, sulla scorta dei suddetti accertamenti
e delle inadempienze contrattuali riscontrate, la Sigenco ha a
suo tempo risolto per inadempimento il contratto di fornitura
con la Calcestruzzi spa, riservandosi di chiedere il
risarcimento dei danni alla suddetta ditta, in quanto il
prezzo corrisposto dalla Sigenco è riferito a un calcestruzzo
a resistenza Rck 30". Nella nota si sottolinea che "di detta
inadempienza contrattuale la Sigenco Spa ha prontamente
informato la commissione di collaudo, il collaudatore statico
e gli altri organi amministrativi preposti al controllo e che
pertanto la Sigenco spa nella odierna vicenda processuale,
deve legittimamente qualificarsi come parte lesa che con il
suo esposto ha dato il via alle indagini giudiziarie".
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