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NAPOLI - Ai
domiciliari, finalmente, ieri Bruno Contrada ha raggiunto
l'abitazione della sorella Anna a Varcaturo, dove sconterà il
residuo di pena, visibilmente prostrato da detto ai
giornalisti che ora: "Non è il momento di parlare"
VARCATURO (NA) - Il Tribunale di sorveglianza di Napoli
ha concesso gli arresti domiciliari a Bruno Contrada per gravi
motivi di salute.
L'ex funzionario del Sisde, condannato a 10 anni di reclusione
per concorso esterno in associazione mafiosa, ieri pomeriggio
ha lasciato il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere in
provincia di Caserta.
Sotto la scorta dei carabinieri ha raggiunto la dimora della
sorella Anna a Varcaturo, nel Napoletano, è qui continuerà a
scontare la sua pena detentiva agli arresti domiciliari.
Alle domande dei giornalisti, che l'attendevano a destinazione
ha risposto, visibilmente provato, che lo farà: "Al momento
opportuno, non è il momento di parlare. Sono un poco stanco ma
contento di essere a casa di mia sorella Anna".
"Sono contento di essere qui, ma voglio tornare a Palermo da
mia moglie e dai miei figli". La sorella ha detto di aver
trovato il fratello Bruno "molto debilitato, molto magro. Gli
abbiamo chiesto se desiderava qualcosa da bere o da mangiare
ma lui si è semplicemente seduto sul divano e si è circondato
di parenti e nipotini".
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