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PALERMO -
Condannati 38 imputati, accusati di associazione mafiosa, con
400 anni di carcere; alcuni ritenuti i capi delle famiglie
mafiose di Palermo e uomini vicini a Provenzano
PALERMO
- Il giudice dell'udienza preliminare, Piergiorgio Morosini,
ha comminato condanne per oltre 400 anni di carcere a 38
imputati accusati di associazione mafiosa: alcuni di questi
sono considerati i capi delle famiglie mafiose di Palermo.
Tutti boss che erano vicini a Bernardo Provenzano.
Il processo è derivato dall'operazione "Gotha" del
giugno 2006, e si è svolto con il rito abbreviato. Fra i
condannati vi sono i capimafia Antonino Rotolo, a capo della
famiglia di Pagliarelli, e Franco Bonura, della famiglia
Uditore, ai quali sono stati inflitti, ad entrambi, 20 anni di
carcere. I sostituti procuratori che hanno sostenuto l'accusa
sono Michele Prestipino, Maurizio De Lucia e Roberta
Buzzolani.
Il Gup Morosini ha, inoltre, condannato a 15 anni di
reclusione il latitante Giovanni Nicchi, ritenuto un sicario
delle cosche. Solo due gli imputati assolti: Gerlando Alberti
e Filippo Annatelli, entrambi per non aver commesso il fatto.
Il giudice ha anche condannato gli imputati a risarcire le
associazioni che si sono costituite parte civile: Fai
(Federazione delle associazioni antiracket e antiusura
italiane); Associazione degli Industriali della provincia di
Palermo; Comitato Addiopizzo; Sos impresa Palermo; la "Spa
Marina di Villa Igea" e la federazione provinciale del
commercio, del turismo, dei servizi, delle professioni e delle
piccole e medie imprese di Palermo.
C'erano pure 14 commercianti cinesi, costituitisi parte
civile, che avevano ricevuto richieste estorsive da parte
delle cosche e che dovranno essere risarciti. Il gup ha pure
ordinato la confisca di beni del boss Antonino Rotolo, per un
valore di 50 milioni di euro.
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