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PALERMO
- Mafia: polizia sequestra tesoro boss Provenzano e Lo Piccolo
per un Valore complessivo di circa 150 milioni di euro
PALERMO
- Il tribunale di Palermo ha disposto il sequestro di numerosi
beni riconducibili ai boss Bernardo Provenzano e al boss
Salvatore Lo Piccolo, per un valore di circa 150 milioni di
euro. L'operazione, denominata "secret business", ha portato
al sequestro, tra l'altro, di una serie di lussuose ville a
San Vito Lo Capo, sito di mare del trapanese, e una cava di
materiale inerte in provincia di Palermo.
Le proprietà sequestrate dalla polizia, conducono ad
Andrea Impastato, 60 anni, originario di Cinisi, indicato come
affiliato alla cosca mafiosa del comune nel Palermitano.
In realtà, secondo gli inquirenti, Impastato sarebbe stato un
prestanome dei boss mafiosi Bernardo Provenzano e Salvatore Lo
Piccolo. Tra i beni individuati dagli agenti, della sezione
misure di prevenzione, oltre alle lussuose abitazioni estive,
una cava e complessi industriali, ci sono anche vari conti
correnti.
ANDREA
IMPASTATO VENNE ARRESTATO NEL 2002
Andrea Impastato, figlio di Giacomo detto u
sinnacheddu, esponente mafioso di spicco della famiglia di
Cinisi, venne arrestato il 2 ottobre 2002 ,per associazione
mafiosa, nell'inchiesta su Giuseppe Pino Lipari, il
tesoriere di Provenzano.
Grazie al materiale informatico, sequestrato a casa di
Lipari, risultò che Impastato era stato indicato da Provenzano
come uno dei principali referenti, attraverso il quale Lipari
avrebbe potuto ottenere appoggio nell'attività di
amministrazione e gestione dei beni. Le successive indagini
hanno portato a far emergere una serie di contatti, sia
personali che economici, di Impastato con numerosi personaggi
di spicco di Cosa nostra, come Bernardo Provenzano e Salvatore
Lo Piccolo.
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