GENOVA -
TRAGEDIA ALLA THYSSENKRUPP, MORTO IL SESTO OPERAIO
Rosario Rodinò non ce l'ha fatta, aveva 26 anni ed rimasto
gravemente ustionato nella tragedia dell'acciaieria
ThyssenKrupp di Torino. Era stato ricoverato nel reparto
grandi ustionati dell'ospedale Villa Scassi di Genova
GENOVA
- Rosario Rodinò non ce l'ha fatta, aveva 26 anni ed rimasto
gravemente ustionato nella tragedia dell'acciaieria
ThyssenKrupp di Torino. Era stato ricoverato nel reparto
grandi ustionati dell'ospedale Villa Scassi di Genova.
La tragedia alla fonderia è stata causata da un incendio
avvenuto nella notte fra il 5 e il 6 dicembre scorso nello
stabilimento torinese della multinazionale. La morte di Rodinò si aggiunge tristemente alla lista di
altri suoi cinque colleghi: ricordiamo Antonio
Schiavone, 36 anni, Roberto Scola (23), Angelo
Laurino (43), Bruno Santino (26) e Rocco Marzo
(54), che è morto domenica 15 dicembre scorso.
I funerali di Rocco Marzo, sono stati celebrati dal cardinale Severino
Poletto questa mattina. Si trova ancora ricoverato in gravissime condizioni un
settimo operaio, il ventiseienne Giuseppe Demasi. Dopo avere accertate le cause dell'incendio, la procura di
Torino sta cercando di definire le responsabilità. Fino ad ora
gli indagati sono tre, ma in base a quanto sta emergendo, il
quadro potrebbe essere modificato. I magistrati contano di
chiudere le indagini entro la fine di gennaio.
Secondo quanto si è appreso, Rodinò, 26 anni compiuti il 30
ottobre scorso, è morto stamani alle 8.45. L'uomo era stato
trasferito da Torino all'ospedale genovese in elicottero nel
primo pomeriggio del 6 dicembre col 90% del corpo coperto da
ustioni soprattutto di terzo grado.
Nel frattempo, il giovane operaio era stato mantenuto in coma
farmacologico e in respirazione assistita e la sua situazione
era andata progressivamente peggiorando. "E' stata una
rincorsa continua per correggere i parametri del metabolismo,
finché non é stato più possibile", ha detto oggi il direttore
sanitario dell'ospedale genovese Mauro Pierri. Le ustioni
erano "di una tale gravità che il paziente non era in assoluto
operabile", ha spiegato ancora Pierri. Dopo la dichiarazione
del decesso, Rodinò è stato sottoposto ad un
elettrocardiogramma continuo per la conferma della morte: una
prassi seguita nel periodo di osservazione previsto per legge.