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NAPOLI -
CONTRADA RIMANE IN CARCERE, LO HA DECISO IL TRIBUNALE DI
SORVEGLIANZA DI NAPOLI, CHE HA RIGETTATO L'ISTANZA DELLA
DIFESA DELL'EX FUNZIONARIO DEL SISDE, PER GRAVI MOTIVI DI
SALUTE
Sconcertato l'avvocato Lipera; la moglie di Contrada ha detto:
"Non l' hanno visto che ormai è un cadavere? Ora aspetto solo
di portarlo al cimitero"
UNA SCONCERTANTE VICENDA GIUDIZIARIA, DOVE I PENTITI HANNO LA
PARTE PRINCIPALE
di Enza Garipoli
NAPOLI
- Bruno Contrada resta nel carcere militare di Santa Maria
Capua Vetere: il Tribunale di sorveglianza di Napoli ha
rigettato la richiesta di scarcerazione o di concessione degli
arresti domiciliari per motivi di salute all'ex funzionario
del Sisde. La decisione dei giudici di Napoli fa seguito
all'analoga valutazione del Tribunale di sorveglianza di Santa
Maria Capua Vetere che aveva rigettato l'istanza della difesa
di differimento della pena.
Il 2 gennaio scorso, dopo cinque giorni di degenza, Contrada
aveva lasciato il padiglione Palermo, il reparto per i degenti
detenuti, dell'ospedale Cardarelli di Napoli, rifiutando le
cure dei medici.
Ora i difensori di Bruno Contrada, la prossima
settimana presenteranno, come più volte annunciato, alla Corte
d'appello di Caltanissetta la richiesta di revisione del
processo, al termine del quale il loro assistito venne
condannato a 10 anni di reclusione per concorso in
associazione mafiosa.
UNA SCONCERTANTE VICENDA GIUDIZIARIA, DOVE I PENTITI HANNO
LA PARTE PRINCIPALE
Contrada, che ora ha 77 anni, venne condannato in primo
grado a 10 anni di reclusione nel lontano 5 aprile
1996.
Invece, VENNE ASSOLTO CON FORMULA PIENA, "perché il
fatto non sussiste", al processo di appello del 4
maggio del 2001. Infatti, i giudici non ritennero credibili
i pentiti che accusavano l'ex funzionario del Sisde
prevalentemente "de relato", e cioè solo per "sentito dire" e
mai direttamente. Così non venne ritenuta credibile la
collusione di Contrada con gli ambienti mafiosi.
Ma, siccome solamente la Matematica non è un'opinione, la tragedia
di Bruno Contrada prende corpo quel tragico 12 dicembre 2002,
quando proprio la Cassazione annullò quella sentenza
assolutoria e dispose un nuovo processo d'appello.
Il processo bis si concluse il 25 febbraio del 2006, che
confermò la prima condanna a 10 anni.
La Cassazione, il 10 maggio 2007, rigettò il ricorso
dei difensori di Contrada e la sentenza è così divenuta
definitiva. L'indomani Contrada si presentò al carcere
militare di Santa Maria Capua Vetere, dove è ancora detenuto.
Il "fine pena" è fissato per il 1 ottobre del 2014.
LA BATTAGLIA GIUDIZIARIA CONTINUA
Ora, l'avvocato Giuseppe Lipera, prima di decidere quale altra
iniziativa intraprendere, attenderà di leggere le motivazioni
dei giudici".
LA MOGLIE DI CONTRADA VA AVANTI CON LA FORZA DELLA
CONSAPEVOLEZZA DELL'INNOCENZA DEL SUO BRUNO
"Non l' hanno visto che ormai è un cadavere? Ora aspetto solo
di portarlo al cimitero, perchè è solo così, da morto, che
faranno uscire mio marito dal carcere". Sono le parole, rotte
dall' emozione, di Adriana Del Vecchio, la moglie di Bruno
Contrada.
"Non voglio fare la parte della Madonna addolorata - dice -
voglio essere dignitosa così come lo è mio marito, voglio
essere forte come so che lui mi vuole, ma voglio ripetere a
tutti una cosa: Bruno è un uomo giusto".
Ai politici e ai magistrati che in questi giorni hanno gestito la
vicenda giudiziaria del marito, la signora vuole lanciare un
appello: "Rivolgetevi a Dio, e chiedete a lui di illuminarvi
la mente. A questo punto non posso che rivolgermi al Signore,
perché tutto il resto è inutile".
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