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Due nomi eccellenti dell'Ateneo
palermitano: Salvatore Tudisca, preside della Facoltà di Agraria e Antonio
Bacarella, ordinario di Economia agro-alimentare della stessa Facoltà.
Entrambi indagati a Firenze per associazione a
delinquere e abuso d'ufficio.
L'accusa: aver pilotato concorsi per l'assegnazione
di incarichi di insegnamento universitario.
Il magistrato fiorentino - Francesco Pappalardo -
ha pure chiesto l'interdizione temporanea dal servizio con sospensione
degli incarichi.
L'inchiesta parte dal caso di un concorso a un
posto di ricercatore di Economia agraria vinto nell'ottobre del 2002 da
Nicola Marinelli, figlio del rettore dell'Ateneo fiorentino, che all'epoca
non aveva ancora conseguito il dottorato di ricerca e aveva all'attivo
solo due pubblicazioni, ma si estende anche ad altri concorsi e a un
intero "sistema".
Ad essere coinvolti nel terremoto clientelare,
oltre ai due notabili palermitani - Tudisca nella Commissione del concorso
fiorentino era addirittura il presidente - anche docenti della stessa area
di altri Atenei italiani.
Questi i nomi degli illustri prof che fanno
compagnia ai due palermitani: Mario Prestamburgo, presidente della Società
italiana di Economia agraria (Sidea) e segretario alle Politiche agricole
nel Governo Dini, che insegna a Trieste; Marta Cosmina e Gianluigi
Gallenti, anch'essi docenti a Trieste, e Vasco Boatto dell'Università di
Padova.
L'incarico di dipanare l'ingarbugliata matassa che
ha squassato gli ambienti accademici nazionali - in un primo tempo
appannaggio della Procura del capoluogo toscano - ora è passato a Trieste.
A deciderlo il Gip Anna Sacco, che si e' dichiarata
incompetente territorialmente e ha rinviato gli atti a Pappalardo,
disponendone il trasferimento alla Procura del capoluogo friulano.
L'indagine, condotta in prima battuta dalla Guardia
di Finanza, è partita dall'esposto di un docente di Economia agraria
dell'Università della California - Quirino Paris, settant'anni - che due
anni fa aveva denunciato in Italia, nello specifico settore, l'esistenza
di un "gruppo di potere" in grado di monopolizzare - pilotando i concorsi
- il reclutamento di docenti e ricercatori, allo scopo di assegnare i
posti a parenti e amici.
I siluri del docente californiano - approdati ai
tavoli di varie Procure tra cui quella di Milano - Pm Grazia Pradella -
parlano di "colonizzazione" della disciplina e dell'attivita' di ricerca
attraverso Commissioni di concorso compiacenti; di "santini", e cioè di
bigliettini distribuiti con le "indicazioni" di voto per addestrare
selezioni e risultati; di candidati scoraggiati fino al ritiro dalle
prove, magari con consigli "benevoli" a non rovinarsi la carriera con
ricorsi e prove di forza, per favorire i prescelti.
E vanno oltre, spifferando anche, papale papale, di
stroncature pilotate di carriere a persone poco gradite al gruppo, come
quella che nel 2003 portò alla mancata conferma dell'incarico di
professore straordinario all'Università della Calabria di uno dei migliori
e più titolati economisti agrari d'Europa.
Gli accusati - i due docenti palermitani e tutti
gli altri - in un primo tempo si sono avvalsi della facoltà di non
rispondere; ora cercano di rintuzzare le pesanti contestazioni a colpi di
memorie difensive e dichiarazioni di sconcerto: "E' impossibile pilotare i
concorsi".
Ma mostrare di vivere nel mondo delle favole,
qualche volta serve a poco.
Perché, a voler fare degli esempi (pubblicati anche
sull'Espresso del 19 dicembre scorso) di come funziona il sistema ora
sotto accusa e per il quale sono scattate perquisizioni in mezza Italia, e
tanto per restare nell'ambito dei due docenti palermitani inquisiti, Anna
Maria Di Trapani - ricercatrice alla Facoltà di Agraria dell'Università di
Palermo - è la moglie di Salvatore Tudisca; e pure ricercatori nella
stessa Facoltà sono la figlia di Antonio Bacarella, Simona, e suo nipote
Luca Altamore.
Ma le parentele non si fermano all'ambito della
docenza: Rosalia Bacarella, qualche anno fa all'Università di Palermo
vincitrice di concorso a un posto di coordinatore EP per le Biblioteche
nell'area di Agraria e attualmente in servizio all'Ufficio di
Coordinamento Area delle Biblioteche della Facoltà, è sorella di Antonio
Bacarella.
Ma se questa è la realtà (incontestabile), le
deduzioni spettano solo ai giudici: è loro il compito di distinguere
regolarità di procedure da ipotesi di reato.
E a proposito di concorsi pilotati e di regolarità
di procedure, sarebbe il caso che la Magistratura facesse finalmente
chiarezza anche sui concorsi destinati al personale tecnico
amministrativo, sia su quelli "esterni", sia su quelli riservati a chi è
già in servizio e finalizzati agli avanzamenti di carriera e
all'assegnazione di posti dirigenziali. |

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