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PALERMO - Che spettacolo! Seduzione di sensi e anima
Dedicato a "Una cicciona all'agrodolce" di Anna Mauro e Dora Piraino, con musiche di Dino Pizzuto
di Aldo Reina
12 marzo 2006


Il Carrozzone al completo festeggia il successo di domenica

PALERMO -  Ho assistito ad un miracolo. Penserete che esageri. No, e vi racconto il perché.
Domenica ho assistito allo spettacolo “Una cicciona all’agrodolce”, mirabilmente recensito da Enza Garipoli e presentato da Simonetta Genova in questo ricco servizio, ebbene le emozioni che ho provato sono state così intense e variopinte che avrei voluto condividerle con il mondo intero; ma, considerando che il desiderio rimane confinato nella fantasia, datemi almeno licenza di confidarvele, così, con grida soffuse.

“” La sala è gremita, ci sono persone di tutte le età, anziani accoccolati nelle poltrone, giovani madri che seguono con una certa apprensione bambini ai primi passi, in libertà di prospettive verticali, uomini e donne non identificati, soli e in gruppo: il cicaleccio è babelico.
Noto Filippo, un ragazzo quindicenne palesemente annoiato. Intuisco che è stato costretto a seguire i genitori, è anche un po’ triste e rabbuiato: probabilmente pensa ai suoi amici e alla serata sprecata.
Il sipario è chiuso. Dall’interno del tendone rosso sembrano traspirare effluvi di tensione, il nervosismo è palpabile e la grande concitazione degli attori sembra espandersi per tutta la sala: la si avverte, eterea, in rarefatte apprensioni di ultima attesa.
Ho il privilegio di essere seduto in prima fila.
Accanto, alla mia destra, il Maestro Dino Pizzuto, autore delle musiche, quindi Dora Piraino, coautrice della commedia, e infine Enza Garipoli, in trasferta da Catania per assistere allo spettacolo, già in postura professionale, pronta a prendere nota mentale di ogni più piccola sfumatura, per recensire il musical nel suo giornale.
Sbircio Anna Mauro in postazione di regia, su, in galleria; tutto sommato è serena, smanetta le unghia come un mouse biologico consunto, la sua coperta di Linus, mentre con gli occhi sfavilla lampi di attenzione per accertarsi che tutto sia a posto. Davide Velardi, Antonio Sposito, Felice Di Caccamo e Fabio Sgroi le sono accanto in plancia, sono concentrati alla regolazione dei definitivi assetti tecnici; luci, fonica e occhi di bue sono pronti per dare lustro all’esibizione.
Le luci si abbassano, quindi, si spengono: la ribalta si ravviva.

La scena si apre sull’atrio di un liceo. Gli studenti confluiscono con la tipica animazione giovanile; s’irradiano le prime note e subito l’atmosfera si definisce in giochi cromatici di effetto luci, mentre una coppia di giovani ballerini disegna nell’aria la musica; s’afferma il pour pourri di melodie del “Prologo” che traccia il percorso musicale con un avvicendarsi di spunti registici di ampio respiro, decanta la tematica e introduce i primi personaggi…
Lo spettacolo comincia a dipanarsi, prende corpo, affascina, coinvolge, stupisce per le inattese emozioni che elargisce. Descriverlo in ogni sua fase sarebbe fuori luogo, da semplice spettatore si rischia di esercitare mero esercizio di retorica puntualizzarne la tempistica e lo sviluppo. Ma non posso esimermi dall’esprimere le mie sensazioni.

I contenuti: la commedia affronta le problematiche sociali afferenti al mondo della scuola e a tutto l’universo variegato di personalità in esso contenuto; gli Autori hanno il grande merito di rappresentarlo in modo aderente, tanto che i dialoghi, le differenze generazionali e di ruolo, le contrapposizioni, effetti e reazioni più che verosimili diventano reali ed ognuno può identificarsi in un personaggio, un gruppo, una condizione psicologica. I corposi problemi esistenziali dell’adolescenza sono espressi come onde spontanee di insicurezza, frustrazione, incertezza e sciabordii di dolcezza, tenerezza, ricerca dell’altro, necessità di scambio. La protagonista, Alexia, trova conforto e riesce ad affrancarsi dalla solitudine quando le amiche confessano i loro problemi. Solo allora si rende conto dei problemi comuni, di non essere un caso a sé stante, e si apre all’amicizia. Il finale trova rilievi di commozione nell’incontro dei due giovani, riesce a superare il rischio incombente di scivolare in banalità per un’accorta regia condita alternativamente di ironia e romanticismo.

Gli Attori: Ottimo il livello di recitazione in generale. Dagli studenti ai professori alternativi, ai cattedratici docenti di ruolo, ai bidelli, la sarabanda delle rappresentazioni si sviluppa con effetti scenici suggestivi e la regia riesce a mantenere una linea di continuità fra un quadro e l’altro. Alexia (Alexia Oddo), la cicciona protagonista, compone il personaggio con compenetrazione, il suo recitativo è fresco, rispondente al personaggio, facilita spunti di riflessione e divertimento (il monologo del suicidio con le caramelle per la tosse) destando commozione nell’epilogo. Assunta (Sonia Reina), la secchiona, esprime un talento straordinario per la capacità di apparire personaggio in ogni gestualità e linguaggio, in ogni cellula interpretativa, esilarante e briosa e, come se non bastasse, accattivante nell’interpretare la bellissima aria del “Walzer” (di chi sarà figlia?); Alessandra (Alessandra Raccuglia), la paninara, altro personaggio divertentissimo, ottimamente registrato, così come Cinzia (Simona Spallino), la sfitinzia. Insieme ad Assunta assemblano caratterizzazioni eterogenee, individualmente distinte per peculiarità di natura, ma assolutamente uniformi in bravura e resa teatrale. Lindsey (Aurora Furma), l’altra sfitinzia, dà il suo meglio nell’interpretazione della canzone “Siamo figli di operai”. Testo e musica di grande suggestione che la cantante ha saputo intonare con le giuste vibrazioni emotive. In questa scena da mettere in risalto anche il ruolo interpretativo della madre (Irene Ponte), che avanza nel proscenio a piccoli passi, con movenze dimesse e con un fascio di luce crepuscolare: richiama fortemente il “Metropolis” surreale di Fritz Lang.

La Scenografia: Un grande plauso al talento di Valentina Raccuglia. Con pochissimi mezzi è riuscita a realizzare una scenografia accurata, fulgida di colori, calda e d’impatto. Geniale nel concepire una specie di scatola magica che in pochissimi secondi, in apertura e chiusura, permette di cambiare radicalmente la scena, destando sorpresa fra gli spettatori. Unitamente a Simonetta Genova, inoltre, ha curato la realizzazione delle maschere delle leccornie, portate in scena agevolmente da attori bambini, che tanta presa hanno avuto sul pubblico. Tanti sacrifici ripagati dalla soddisfazione di essere stata determinante nella rappresentazione della commedia.

Musiche e Testi delle Canzoni: Bellissime le melodie, dal prologo alla ninna nanna e su, su, fino a “La vita è un soffio (che ti alza in volo)”. Dino Pizzuto si conferma musicista di grande sensibilità e ingegno. Con Anna Mauro, autrice dei testi delle canzoni, ha celebrato un matrimonio artistico perfetto e con prospettive artistiche sconfinate. I testi delle canzoni hanno un linguaggio semplice, metrica e significati poetici, hanno la forza di affrontare tematiche complesse con una spontaneità disarmante e una costante positiva nei messaggi.

I Cantanti: Alfredo (Alfredo Furma), il ragazzo timido, ha voce calda e ben intonata. In duetto con Alexia, nel finale, chiude la commedia con “La vita è un soffio”, le voci sono in comunione. Ironico e divertente in parole e musica lo stacco Rap ben evidenziato nel ritmo e nella tonalità da Sonia Saladino. Buona la contrapposizione melodica nella “Canzone dei Professori”, il coro studenti-professori-supplenti risulta solenne. Comicissima la performance del bidello chitarrista, evoca per espressione lo “Yuppi Du” di celentaniana memoria. “La canzone dei bidelli”, elaborata con un ottimo registro musicale in assonanza con la profondità del testo, è interpretata con notevole charme e con una coreografia appena accennata, per non inficiare l’originalità del contenuto. Spettacolare “E fra un gelato di qua”, incantevole canzone che veste con tessuto nobile in musica e testo la personalità della “Cicciona”. “If I Lose You”, pregevole tema musicale venato di malinconia, magistralmente “cantato” dal pianoforte del maestro Pizzuto.
Infine, “La vita è un soffio (che ti alza è in volo)” motivo che addensa tutto il significato della commedia. Qui è bene soffermarsi, perché ho ascoltato la voce di un angelo: Vittoria Pupella. Questa ragazza ha dei mezzi vocali straordinari, la sua “voce” ha un timbro vocale che entra nell’anima e una capacità interpretativa da brivido. Con le doti che la natura le ha riservato e un po’ di fortuna non le è precluso niente, merita tanti successi e una carriera artistica grandiosa. La sua voce è stato il tocco di classe che ha elevato la qualità artistica del “canto” ai massimi livelli.

La commedia musicale è finita, gli attori e i cantanti sono sul proscenio a ricevere i meritati applausi sulle note de “Non importa se…”.
Ecco il miracolo! Adesso è manifesto, si vede negli occhi commossi degli artisti e si ascolta nei loro respiri pieni di soddisfazione. Hanno lavorato per tanti mesi, hanno fatto gruppo e il loro “insieme” è pregno di momenti emozionanti, brillante nelle tante sfaccettature, impenetrabile come un diamante che neanche il tempo potrà scalfire.
Applaudo senza ritegno, completamente preso, tanto da disinteressarmi dell’entusiasmo del rimanente pubblico, il mio basta e avanza.
Poi, un luccichio cerebrale screzia l’immagine di Filippo: sarà ancora annoiato? mi domando. Sicché, senza abbassare l’ardore del battimani, giro lo sguardo verso la sua poltrona e con meraviglia riscontro l’altro miracolo!
E’ in piedi, Filippo, eccitato come non mai, si spella le mani, come rapito. Nel frattempo gli Artisti si congedano dal pubblico con il bis della bellissima canzone “Non importa se…” Filippo segue con attenzione, noto o immagino le sue labbra aprirsi timidamente al canto, bisbigliano appena il testo, ma dentro la voce vuole cantare a squarciagola, all’unisono per la gioia di emozioni inattese.
Che serata, che serata…

 

 

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Meteore

commedia in due atti di Anna Mauro
Regia di Anna Mauro e Sonia Reina
Musiche originali di Aldo Reina
Coreografie di Viviana Messina
Con
Maria Teresa Ricotta, Simonetta Genova, Gino Bonanno, Irene Ponte, Maurizio Tusa, Rosalia Barravecchia, Caterina Giardina, Salvo Rubino, Federica Cafiso, Rebecca Ciani, Sara Lucido, Carlo Vinci, Dario Farina, Anna Vinci, Ilenia Nuccio, Roberto Tusa, Giovanna Vinci, Francesca Fontana, Adriana Barravecchia, Alessia Fedele.


PALERMO - La commedia musicale
"Una cicciona all'agrodolce"
presentata dall'Associazione Culturale "Il Carrozzone"
Autori, Anna Mauro e Dora Piraino; musiche originali di  Bernardo Pizzuto

testi delle canzoni di
Anna Mauro

Personaggi e interpreti:

LE CINQUE COMPAGNE

La cicciona - Alexia Oddo

La secchiona - Sonia Reina

La sfitinzia - Simona Spallino (voce solista)

L'altra sfitinzia - Aurora Furma (voce solista)

La paninara - Alessandra Raccuglia

LE LECCORNIE

Rebecca Ciani

Federica Cafiso

Dario Farina

Francesco D'Angelo

Giulia Facciolà

GLI STUDENTI

La rap - Sonia Saladino (voce solista)

Ilenia - Ilenia Nuccio

Il ragazzo timido - Alfredo Furma (voce solista)

Il tamarro - Gabriele Impresario

Vincenzo Taormina

Federica Renda

Giovanna Vinci

Anna Vinci

Alessia Messina

Adriana Barravecchia

Francesca Fontana

Angelo Cimino

Elvira Li Vigni

Alice Di Caccamo

Federica Catalano

Paolo Lombardo

LA MAMMA

Irene Ponte (voce solista)

I BIDELLI

Marilia Chiovaro

Agostina Somma

Pinella Barone

Vittoria Pupella (voce solista)

Gianni Li Vigni (voce solista)

Rosalia Barravecchisa

Sergio Scaccianoce

I PROFESSORI CATTEDRATICI

Il Preside - Michele Molinelli

Il Vicepreside - Francesco Vinci

Il Professore di Religione - Filippo Minneci

La Professoressa di Matematica - Marisa Capone

La Professoressa di Storia e Filosofia - Silvana Sardina

Stello Pecoraro

Caterina Giardina

Giuseppe Cinà

Denny Rotolo

I PROFESSORI ALTERNATIVI

La Professoressa di Educazione Fisica - Alice Anselmo

La Professoressa di Diritto - Simonetta Genova

Il Professore di Educazione Fisica - Salvo Alessandra

Il Professore di Storia dell'Arte - Salvo Rubino



Coreografie: Paolo Lombardo

Scenografia: Valentina Raccuglia

Fonica: Felice Di Caccamo, Davide Velardi

Luci: Antonio Sposito

Costumi: Valentina Raccuglia, Simonetta Genova

Allestimento scenico: Marco Ferrazzi

Regia: Anna Mauro

Costo del biglietto: 8 euro

Prenotazioni ai numeri 333-6595585 / 338-7362605/091-6887188 con segreteria telefonica