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ROMA - Non si sono fatte attendere le risentite reazioni nella Cdl all'editoriale apparso sul Corriere della Sera
8 marzo 2006

ROMA - Non si sono fatte attendere le risentite reazioni nella Cdl all'editoriale apparso sul Corriere della Sera, in cui si invitano gli elettori del centrodestra a preferire Fini o Casini a Berlusconi. I primi a reagire sono i diretti interessati. Il vicepremier Fini bolla l'editoriale come "uno smaccato tentativo si seminare zizzania nel centrodestra". E avverte: "Non abbocchiamo all'amo, memori dell'antico 'timeo Danaos et dona ferentes'". Stizzita anche la reazione di Casini: "Spero che gli italiani non seguano il Corriere della Sera anche questa volta, cosi' come fecero per i referendum sulla fecondazione assistita". E sottolinea che "il fatto che un giornale indipendente inviti a votare per uno dei due schieramenti e' inconsueto, anche se non e' la prima volta".

Immediate reazioni anche da Forza Italia: il Corriere della Sera conferma "il progressivo distacco dagli elettori moderati" e sancisce "il venir meno dell'indipendenza" del quotidiano di via Solferino, sentenzia il coordinatore nazionale Sandro Bondi. "Paolo Mieli - fa eco il vice coordinatore, Fabrizio Cicchitto - fa una doppia dichiarazione di voto, una a favore del centrosinistra e l'altra, per cio' che riguarda il centrodestra, contro Berlusconi. E' la prima volta che il Corsera fa una scelta di campo".

Ironico il ministro Buttiglione: "L'editoriale di Mieli mi e' piaciuto molto, mi ricorda quello con cui il 'Corriere' invitava gli italiani a votare si in modo massiccio e compatto al referendum sulla procreazione assistita...e poi s'e' visto com'e' andata...". Il ministro Pisanu osserva che "il Corriere della Sera si e' schierato apertamente a favore di una parte politica, in concomitanza con l'avvio pratico della campagna elettorale. Ma - sottolinea - e' un giornale libero e rispondera' ai suoi lettori delle sue scelte...".

Piu' duro Giovanardi: "Dopo un crescendo di titoli maliziosi, disinformazione partigiana e omissione di notizie finalmente il Corriere della Sera si e' ufficialmente affiancato all'Unita' per tirare l'acqua al mulino del centrosinistra".

Per Roberto Calderoli "quello di Mieli e' per tempi, modi e fallosita' un intervento a gamba tesa sul popolo".

Un editoriale che e' invece piaciuto al presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga in quanto "moralmente onesto, giornalisticamente corretto e politicamente coraggioso", sullo stile della stampa americana.

Ovviamente soddisfatto il centrosinistra. ''Va bene''. Cosi' Romano Prodi, da Caltagirone, risponde ai cronisti che gli parlano dell'editoriale di Paolo Mieli sul 'Corriere della sera' e del fatto che ha prodotto un po' di 'maretta' nel mondo politico e in particolare nel centrodestra. E' contento? ''Contento'', risponde il leader dell'Unione. Ma di cosa, dell'editoriale o della maretta? ''Va bene l'editoriale - dice Prodi - e va ancora meglio la maretta.

"La dichiarazione pubblica del direttore del Corriere della Sera - dice il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio - e' un segno di trasparenza e insieme un serio campanello di allarme per il centrodestra: per arrivare al punto da determinare una presa di posizione cosi' netta significa che il malgoverno della Cdl ha superato ogni limite". Per il leader della Margherita Rutelli si tratta di una "presa di posizione trasparente e convincente" e non "di una investitura, ma di un investimento verso una governabilita', una stabilita' che cerchi di escludere il rischio di un pareggio, di un blocco".

Il segretario dei Ds, Piero Fassino, esprime "solidarietą al direttore del Corriere della sera, attaccato brutalmente dalla destra". "Non passa giorno -aggiunge Fassino- che Berlusconi e la destra non attacchino chi esprime opinioni diverse e non gradite: un giorno la Confindustria, l'altro i magistrati e l'altro ancora i sondaggisti. E' il segno dell'affanno e della disperazione di chi sente avvicinarsi la sconfitta elettorale: ma in democrazia le opinioni altrui si rispettano anche quando non piacciono".

Infine Bertinotti: "Plaudo al grande gesto di trasparenza democratica che ha fatto il direttore del Corsera: indicando la sua posizione politica ha fornito garanzie per tutti, anche per la parte avversa non mistificando la realtą. Mieli ha dato una grande lezione di deontologia professionale".


 

 

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