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CATANIA - La sfida in TV tra Prodi e Berlusconi si farà, la notizia della rinuncia alla Conferenza stampa finale del premier è arrivata al leader dell'Unione mentre partecipava ad un incontro politico nel capoluogo etneo
8 marzo 2006

CATANIA - "La sfida tv? Io la voglio fare ma deve essere paritaria". E' quanto ha affermato il leader dell'Unione Romano Prodi a Catania, dove terrà una manifestazione al palazzetto dello sport con gli altri leader dell'Ulivo, Piero Fassino, Francesco Rutelli e Luciana Sbarbati. "Se arrivasse un messaggio adesso con la dichiarazione del premier che dice 'io non faccio la conferenza stampa dopo', dopo cinque minuti sono disponibile".

"Nonostante io sia tranquillo di vincere - aggiunge Prodi -, sono felicissimo di farlo il confronto in tv ma occorre che sia paritario. Il popolo italiano ha bisogno del confronto ma soltanto se è equo per rispetto della democrazia". Il leader dell'Unione ha poi aggiunto: "I giuristi dicono che sarà il nuovo capo dello Stato a conferire il mandato al presidente del Consiglio incaricato di formare il governo".

Prodi quindi ha pronosticato un esito positivo per le elezioni nell'Isola: "Il centrosinistra alle prossime regionali in Sicilia punta alla vittoria con buone carte, abbiamo il successo in... Borsellino", ha detto il leader dell'Unione a margine della manifestazione elettorale, usando il gioco di parole con il candidato governatore del centrosinistra, Rita Borsellino.

E l'euro? "Sono abituato a rimediare ai guai altrui...", ha rispoto Prodi, sostenendo che adesso "occorre lavorare per rimettere il dentifricio nel tubetto". "E' più di quattro anni - ha aggiunto Prodi - che l'euro è entrato in vigore, è il momento di smetterla di attribuirgli colpe che non ha". Secondo il Professore "occorre controllare gli abusi e le speculazioni che ci sono stati e favorire la concorrenza".

Prodi ha anche ribadito la sua posizione sul ponte sullo Stretto. "Non ho nulla contro, ma non lo considero una priorità, né mia né del mio governo. Occorre prima ragionare su strade, viadotti e altre infrastrutture". "Il tunnel sotto la Manica - ha aggiunto - ha fatto già fallire tre società. Occorre prima valutare il rapporto costo e benefici".

Il leader dell'Unione considera poi "innaturale l'alleanza tra Lega Nord e Movimento per l'autonomia" legata a "questo nuovo sistema elettorale". "E' - ha aggiunto - un'intesa senza logica, e non me l'aspettavo, perché ci vuole una grande arte politica: che la mano destra non sappia cosa fa la sinistra". "Per questo - ha concluso il professore - non mi meraviglierei se non ci fosse un risultato positivo da parte dell'elettorato".

Infine Prodi ha affermato che "la modifica della legge elettorale è una delle priorità del nostro governo insieme al rilancio dell'economia; non sarà facile perché va
trovato un accordo tra le due coalizioni".

Prima di arrivare a Catania, il leader dell'Unione ha fatto tappa a Caltagirone, nella città natale del fondatore del Partito popolare. Prodi spiega così il senso della sua visita: "Sono a Caltagirone per rendere omaggio alla città di don Sturzo e alla sua memoria, che è un insegnamento politico ed etico.

 

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BERLUSCONI RINUNCIA ALLA CONFERENZA STAMPA FINALE
ROMA - Colpo di scena: il duello tv Berlusconi-Prodi si fa, forse già lunedì. O comunque l'ipotesi che si tenga sembra molto più vicina di quanto non lo sia mai stata nell'ultimo mese, dopo che Silvio Berlusconi, con uno dei suoi tipici coup de theatre, annuncia a 'Porta a Porta' che rinuncerà alla vituperata conferenza stampa di fine mandato sgombrando il campo dal più ingombrante ostacolo sulla strada del duello. "Rinuncio alla conferenza stampa finale da presidente del Consiglio - fa sapere il premier - e voglio vedere se Prodi continua a scappare".

Pochi secondi e la notizia arriva a Catania, accolta da un'ovazione alla kermesse dell'Ulivo che vede sul palco i maggiori leader del futuro partito democratico: Prodi, Fassino, Rutelli. "Era ora! - esclama il candidato premier dell'Unione - Ora ci metteremo d'accordo, non sarà difficile". "Siamo così forti, ma così forti - esulta Prodi - che il premier ha rinunciato alla conferenza stampa, e quindi abbiamo vinto noi".

"E' la dimostrazione che avevamo assolutamente ragione", rivendica anche il segretario dei Ds Piero Fassino, e un po' tutto il centrosinistra si dice soddisfatto di una scelta giusta anche se forse "tardiva". "Berlusconi - commenta Francesco Rutelli - ha dovuto rinunciare alla sua pretesa e prepotenza, è un passo avanti per la chiarezza e la trasparenza della sfida democratica. Vinceremo". "E' stato un bel gesto", osserva il presidente Ds Massimo D'Alema.

Lodi a Berlusconi anche da tutta la Cdl, a partire dal leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini che parla di un "atto di intelligenza" del premier. Ora - si ragiona dal centrodestra - Prodi non ha più scuse e dovrà per forza affrontare il faccia a faccia.

"Se Prodi scappa ancora - è il commento emblematico del ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi - si deve candidare alla 'presidenza del coniglio'...".

Il premier sottolinea che la decisione l'ha presa da solo, contro la volontà dei suoi collaboratori, ma qualcosa su una sua possibile scelta in questo senso era già trapelata. Ad anticiparla il responsabile propaganda degli azzurri, il senatore Lucio Malan, che in un'intervista radiofonica si lascia sfuggire che non è da escludere che il premier possa accettare di rinunciare alla conferenza finale. Passano pochi minuti e sul cellulare del parlamentare di Forza Italia arriva un sms: "Bonaiuti ti cerca". Qualche istante e le agenzie battono una nota dell'ufficio stampa azzurro: "Il senatore Malan si è evidentemente confuso: la conferenza stampa si terrà regolarmente".

Fatto sta che alla fine quella "opinione personale" espressa da Malan si concretizza.

L'annuncio di Berlusconi arriva dopo una giornata di duri botta e risposta tra Unione e Cdl. All'ufficio di presidenza della Commissione di Vigilanza Rai, in tarda mattinata, la maggioranza attacca la lettera di ieri del presidente Gentiloni a Claudio Petruccioli. "Evidentemente - accusa il centrodestra - il presidente ha parlato a titolo personale visto che non è titolato a entrare nel merito dei programmi stabiliti dal regolamento perché questo è compito della Rai". E questa posizione viene formalizzata attraverso un voto sulla questione chiesto dal leghista Davide Caparini. In commissione, però, per la maggioranza ci sono solo Caparini, l'azzurro Giorgio Lainati e Pierfrancesco Gamba di An. Non appare un caso che all'appello manchino i centristi dell'Udc, certamente poco interessati all'argomento 'duello tv' e, anzi, forse un po' perplessi sul fatto che, dopo tutto il battage sulle 'tre punte', a dire l'ultima siano Berlusconi e Prodi. Fatto sta che la Cdl al momento del voto va sotto, visto che l'Unione schiera Enzo Carra (Dl), Giuseppe Giulietti (Ds), Gerardo Labellarte (Rnp), Antonello Falomi (il Cantiere), Giampaolo D'Andrea (Dl).

"Oggi è stato stabilito - puntualizza al termine della riunione Gentiloni - che non ci può essere una sfida tv con la 'sedia vuota' e la Rai dovrà attenersi a questo". Il centrodestra ipotizza qualche contromossa. Una diffida al Cda Rai ad adempiere al regolamento e, magari successivamente, un esposto all'Authority per le Comunicazioni. Ipotesi superate dagli eventi. Berlusconi in serata taglia la testa al toro e accetta la prima e più importante condizione posta da Prodi per il faccia a faccia: la rinuncia alla conferenza stampa. "Già lunedì? Vedremo...", dice il portavoce di Prodi Silvio Sircana, soddisfatto di aver vinto una scommessa fatta la sera prima con Bruno Vespa. A questo punto, il 'duello tv', concede Sircana, "nulla osta che si svolga in Rai".