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CATANIA - SI DIMETTONO PER PROTESTA
11 MAGISTRATI ANTIMAFIA
30 ottobre 2006

CATANIA - Non hanno a disposizione auto, benzina e
autisti... e nemmeno i materiali di cartoleria più elementari per potere
proseguire con efficacia e dignità il loro importante lavoro in prima linea
contro la mafia. E così, 11 magistrati della Direzione distrettuale
antimafia di Catania, oggi hanno rimesso il loro mandato al procuratore capo
del Tribunale Mario Busacca. E, "per protesta contro questa situazione e per
problemi di sicurezza" già da tempo non firmano lo "schema di accordo
di protezione" inviato dal ministero dell'Interno.
Il ministero della Giustizia è insolvibile, almeno a Catania, tanto
che i meccanici non riparano più le vetture blindate di servizio, perché
hanno ancora crediti per oltre 35 mila euro. Lo stesso carburante, per
recarsi al Palazzo di Giustizia, viene pagato dagli stessi magistrati del
distretto giudiziario di Catania, che comprende anche le Procure di
Siracusa, Ragusa, Modica e Caltagirone.
Gli 11 pm della Dda di Catania, nel documento inviato al procuratore capo e
al ministero della Giustizia, scrivono:
"Preso atto delle continue e perduranti gravissime disfunzioni
riscontrate, la carenza di personale tecnico e le condizioni fatiscenti ed
obsolete delle autovetture blindate utilizzate non consentono di
adeguatamente salvaguardare la nostra incolumità, né, tanto meno, di
garantire un corretto svolgimento dei compiti istituzionali"
I magistrati antimafia di Catania sottolineano che "a tale
deficitaria condizione si è da ultimo aggiunta una avvilente indisponibilità
di risorse finanziarie che non consentono, ormai da mesi, di approvvigionare
le vetture di carburante, nemmeno per garantire la nostra presenza in
udienza. Alla luce di tale insostenibile situazione, non abbiamo
sottoscritto lo schema di accordo per la protezione ancora una volta
trasmesso dal ministro dell'Interno il 18 agosto scorso.
"I componenti della Direzione distrettuale antimafia ritengono di non dover
ulteriormente subire la mortificazione di non potere adempiere di fatto ai
propri compiti istituzionali come legge prescrive e coscienza impone,
rassegnando, pertanto, il nostro mandato".
In calce la firma dei sostituti Francesco Puleio, Ignazio Fonzo, Fabio
Scavone, Giovannella Scaminaci, Agata Santonocito, Francesco Testa, Iole
Boscarino, Alessandro Centonze, Federico Falzone, Pasquale Pacifico, Andrea
Ursino.
MA IL PROCURATORE CAPO BUSACCA NON ACCETTA LE DIMISSIONI:
«Comprendo le
motivazioni dei miei magistrati antimafia - ha detto Mario Busacca - ma
accettare le loro dimissioni sarebbe una sconfitta dello Stato e per questo
non le potrò accettare. Certo dovrò limitare l' invio dei nostri pm
antimafia fuori da Catania per problemi di bilancio ma soprattutto di
sicurezza».
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