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ENNA – LA POLIZIA ARRESTA 74 IMPRENDITORI
CON L'ACCUSA DI AVERE FORMATO UN "CARTELLO" PER GLI APPALTI
28 marzo 2006
ENNA – Sono ben 74 le
persone arrestate oggi dalla polizia, tra titolari di imprese individuali e
rappresentanti di società. Secondo le accuse, costoro avrebbero manovrato il
campo degli appalti per conto della pubblica amministrazione, realizzando
accordi per aggiudicarsi a turno gli appalti che venivano banditi nella
provincia di Enna negli ultimi anni.
La imponente operazione ha impegnato 400 uomini della Questura di Enna, dei
commissariati di Piazza Armerina, Leonforte e Nicosia, delle Squadre Mobili
di Palermo, Catania, Caltanissetta, Messina, Ragusa, Siracusa e Milano, dei
Reparti Prevenzione Crimine di Catania e Palermo; coadiuvati da 100 mezzi e
due aeromobili del reparto volo della Polizia di Stato.
Le intense indagini hanno portato alla scoperta di un cartello
nel settore degli appalti pubblici nella Provincia di Enna, riuscendo ad
aggiudicarsi moltissime gare con ribassi minimi, alcuni addirittura prossimi
allo zero, come uno che fu dello 0,0010%. Il 'cartello', sostiene l' accusa,
inoltre agiva per escludere le imprese 'pulite' che non volevano sottostare
all' accordo.
Il meccanismo, secondo la polizia, era sempre lo stesso: le società
complici partecipavano in massa alle gare di appalto presentando offerte con
una soglia di ribasso talmente anomalo da fare escludere quasi tutte le
altre imprese concorrenti.
Il commissariato di Piazza
Armerina ha compiuto esami approfonditi su un centinaio di gare di appalto
bandite ed espletate tra il 2000 ed il 2003 dalla pubblica amministrazione a
Enna e nella sua provincia, indagando 109 persone, 74 delle quali sono gli
imprenditori destinatari del provvedimento restrittivo. Le indagini della
polizia di Enna, coordinate dal sostituto procuratore Marco Sabella, si sono
avvalse della collaborazione della Direzione Anticrimine Centrale e in
particolare dagli uomini del Servizio Centrale della Polizia
Scientifica-Sezione Indagini Grafiche. Questi ultimi hanno verificato che
molti documenti presentati da ditte diverse erano stati scritti dalla stessa
persona, individuando il collegamento tra alcuni degli indagati.
Il provvedimento del Gip di Enna, Francesca Cercone, nell'ambito dell'
operazione denominata "Cemento armato", e' stato eseguito in 11 comuni
dell'Ennese, in particolare a Leonforte, Nissoria, Assoro, Agira, Villarosa,
Nicosia, Enna, Pietraperzia, Regalbuto, Gagliano Castelferrato ed Aidone.
Gli arrestati, 48 in tutto, sono stati condotti nelle case circodariali di
Enna, Piazza Armerina, Caltanissetta, Caltagirone e Catania. Agli altri
indagati sono stati concessi gli arresti domiciliari.
Tra gli arrestati nell'ambito dell'operazione "Cemento armato" c'è anche
Alfonso Panini, 55 anni, di Nissoria: è il presidente della prima
associazione antiracket sorta negli anni '90 in provincia, con sede a
Leonforte. A lui il Gip ha concesso gli arresti domiciliari.
Gli arrestati sono: Antonio Barbera, di 36 anni, di Leonforte; Salvatore
Barbera, di 34, di Leonforte; Gioacchino Billotta, di 62, di Leonforte;
Gaetano Calabrese, di 31, di Nissoria; Rosario Calabrese, di 55, di Nissoria;
Giuseppe Cangeri, di 48, di Leonforte; Santo Cangeri, di 55, di Leonforte;
Francesco Castiglione, di 46, di Leonforte; Filippo Caviglia, di 41, di
Leonforte; Giuseppe Conte, di 38, di Leonforte; Vincenzo Cremona, di 43, di
Nissoria; Giuseppe D' Agostino, di 50, di Leonforte; Antonino D' Anna, di
69; Nicola D' Anna, di 38, di Leonforte; Francesco Dottore, di 44, di
Leonforte; Giuseppe Ficarra, di 62, di Agira; Salvatore Fioria, di 44, di
Leonforte; Michele Fiscella, di 31 di, Nicosia; Giuseppe Gagliano, di 68, di
Leonforte; Salvatore Gagliano Salvatore,di 40, di Leonforte; Gaetano
Grimaldi, di 34, di Leonforte; Francesco L' Episcopo, di 57, di Nissoria;
Francesco La Rocca Francesco, di 64, di Leonforte; Salvatore La Rocca, di
34, di Leonforte; Nunzio Laisa, di 57, di Leonforte; Giacomo Laneri, di 63,
di Leonforte; Salvatore Bartolomeo Manno, di 45, di Nissoria; Domenico
Maria, di 35, di Leonforte; Carmelo Marino, di 61, di Leonforte; Giuseppe
Messina, di 54 , di Villarosa; Angelo Miceli, di 68, di Leonforte; Salvatore
Miceli, di 38, di Leonforte; Rosario Mugavero, di 56, di Leonforte; Antonino
Muratore, di 58, di Leonforte; Francesco Muratore, di 53, di Nissoria;
Giovanni Muratore, di 59, Leonforte; Salvatore Muratore, di 43, di Leonforte;
Salvatore Novembre, di 46, di Leonforte; Mario Panvini, di 31, di Nissoria;
Piero Panvini, di 29, di Leonforte; Signorello Pedalino, di 52, di Leonforte;
Cataldo Proietto, di 36, di Gagliano Castelferrato; Giordano Proietto, di
38, di Gagliano Castelferrato; Giuseppe Proietto, di 69, di Gagliano
Castelferrato; Salvatore Salvatore, di 53, di Leonforte; Salvatore Scaminaci
Russo, di 57, di Nissoria; Giuseppe Screpis, di 38, di Assoro; Angelo
Varveri, di 39, di Leonforte.
Il provvedimento restrittivo è stato notificato dalla polizia anche a altri
26 indagati ai quali il Gip ha concesso gli arresti domiciliari. Sono
Michele Bongiovanni, di 38 anni, di Pietraperzia; Salvatore Cantella, di 51,
di Villarosa; Salvatore. Carambia, di 46, di Regalbuto; Giovanni Climenti,
di 53, di Villarosa; Tommaso Caviglia, di 76, di Leonforte; Gaetano Cosenza,
di 46, di Enna; Salvatore D' Anna, di 51, di Leonforte; Salvatore Di Marco,
di 59, di Assoro; Giovanni Di Pasqua, di 36, di Leonforte; Stefano Fasciana,
di 44, di Regalbuto; Biagio Fazzi, di 57, di Enna; Paolo Fazzi, di 61, di
Enna; Gaetano Ficarra, di 51, di Agira; Francesco Gagliano, di 35, di
Leonforte; Mario Giangreco, di 36, di Leonforte; Antonino Giunta, di 33, di
Nissoria; Angelo La Biunda, di 58, di Assoro; Angelo Manno, di 46, di Agira;
Filippo Messina, di 28, di Villarosa; Filippo Messina, di 48, di
Pietraperzia; Giuseppe Messina, di 66, di Aidone; Alfonso Panvini, di 55, di
Nissoria; Gaetano Pedalino, di 57, di Leonforte; Pasquale Principato Trosso
Pasquale, di 53, di Leonforte; Giuseppe Rubino, di 62, di Leonforte;
Salvatore Varveri, di 69, di Leonforte.
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