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MESSINA - Grave la donna ferita: è stato il
fratello che confessato d'averlo fatto per "una questione d'onore" poiché la
sorella aveva avuto un figlio al di fuori del matrimonio
24 marzo 2006
MESSINA - Grave la donna
ferita: è stato il fratello che confessato d'averlo fatto per "una questione
d'onore" poiché la sorella aveva avuto un figlio al di fuori del matrimonio.
Questo "campione d'arretratezza e
brutalità" si chiama Giovanni, e ha confessato di avere sparato "per una
questione d'onore" contro la sorella Bruna Morabito, quando si è costituito
ai carabinieri. All'origine del gesto vi sarebbe il fatto che Bruna Morabito
ha avuto un figlio senza essere sposata. La donna, 32 anni, separata dal
marito, da quasi tre anni convive con un dipendente civile del ministero
dell'Interno dal quale il 12 marzo scorso fa ha avuto un figlio. Le sue
condizioni sono gravissime.
Brunetta Morabito, 32 anni e madre da 10 giorni, è stata ferita a colpi di
pistola dal fratello 24enne Giovanni; entrambi sono nipoti del capo
'ndrangheta "Tiradritto". Il mancato assassino, ma questa era la sua
intenzione "uccidere", si è costituito ai carabinieri di Reggio Calabria
confessando di aver sparato alla sorella Bruna per tre volte. Bruna Morabito
è originaria di Africo (Reggio Calabria), ed è in gravi condizioni al
Policlinico dove la stanno operando al cervello.
Giovanni Morabito, detto "Ringo", ha diversi precedenti penali. Il giovane,
che abita ad Africo, dice di avere sparato alla sorella per una "questione
d'onore". La donna lavora come praticante legale presso l'avvocatura dello
Stato; è madre da dieci giorni di un bimbo che si chiama Francesco Maria.
Separata da tre anni, convive con un impiegato civile della Questura di
Messina. E' la figlia di Rocco Morabito, fratello del boss e già noto alle
forze dell'ordine. Giuseppe Morabito, considerato uno dei capi della
'ndrangheta in Calabria, è attualmente detenuto.
Bruna Morabito, è stata colpita in via Tommaso Cannizzaro con tre colpi di
pistola di piccolo calibro, e un proiettile l'ha ferita alla testa. Sul
luogo dell'agguato non sono stati trovati bossoli. L'agguato è avvenuto
nell'atrio di un edificio, davanti a un marciapiede di fronte a un negozio
di abbigliamento e a un edificio che ospita diversi studi professionali. I
negozi, quando la donna è stata colpita, erano chiusi ma la zona, che si
trova, tra l'Università, il Tribunale e con molti negozi era molto
trafficata. Giovanni Morabito si trova nella caserma dei carabinieri di
Reggio Calabria dove viene interrogato dal sostituto procuratore di Messina
che si occupa dell'inchiesta.
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