 |
|
ROMA - VACCINO PER IL CANCRO ALL'UTERO: ITALIA IN RITARDO
di Enza Garipoli
21 dicembre 2006
ROMA - Sono 33.500 le donne che ogni anno vengono colpite da cancro
al collo dell'utero, mentre i decessi arrivano addirittura a 3.500 donne
italiane e a 15.000 morti nel mondo: considerando soltanto i dati
ufficiali.
Ma contro il cancro all'utero, oggi esiste una medicina efficace,
il Gardasil*, che è il primo vaccino scudo contro il cancro al collo
dell'utero.
Si tratta di un vaccino quadrivalente contro i tipi 6, 11, 16 e 18
del Papillomavirus umano (Hpv), responsabili del 75% dei casi di carcinoma
alla cervice uterina e della stragrande maggioranza di altre lesioni
intime. Il siero può essere somministrato in due momenti (9-15 anni
o 16-26), e in studi clinici condotti su oltre 25mila donne in 33 Paesi di
cinque continenti, si è dimostrato in grado di prevenire il 100% dei
tumori al collo dell'utero, delle lesioni cervicali e vulvari
pre-cancerose e dei condilomi genitali. Si è inoltre rilevata una
protezione incrociata anche contro le infezioni da Hpv 31 e 45, oltre a
un'efficacia su un periodo di tempo pari almeno a cinque anni, che secondo
le stime potrà pero essere esteso a 20.
Commercializzato in Europa da Sanofi Pasteur MSD e da Merck Co.
negli altri mercati, il farmaco è già stato registrato in 49 nazioni, di
cui 13 europee, che l'hanno autorizzato con procedura accelerata.
In Italia, però, il suo arrivo non è previsto prima della prossima
primavera, a causa di ritardi nell'iter registrativo segnalati durante
un recente meeting internazionale.
Tali ritardi hanno sollevato proteste e polemiche. «La situazione
ci preoccupa molto», spiega in una nota Maria Rita Munizzi, presidente del
Moige – Movimento Italiano Genitori, «e mette a rischio la salute di
un’intera generazione di donne. Visto che il virus si contrae spesso nella
prima adolescenza, anche in assenza di rapporti sessuali completi,
l’ideale sarebbe effettuare il vaccino già verso gli 11 anni; questo
ritardo tutto italiano nell’introduzione del vaccino sta privando le
preadolescenti di oggi, e dunque un’intera generazione di giovani donne
domani, di una grande opportunità di proteggersi».
|
|
argomenti
correlati: Salute
www.prevenzionetumoridonna.info e il numero verde del Moige 800.931515.
|
|