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ROMA - MORTO PIERGIORGIO WELBY , DA STANOTTE NON SOFFRE PIU' - La notizia è stata diffusa alle ore 7.28 da Marco Pannella attraverso Radio Radicale
di Enza Garipoli
21 dicembre 2006

 

ROMA - Stamani, alle 7.28, Marco Pannella ha dato la notizia da Radio Radicale della morte di Piergiorgio Welby:
"Questa notte, esattamente 10 mesi dopo Luca Coscioni, ha potuto raggiungere il lido nel quale ha perso finalmente una tortura indicibile, l'ha lasciata ed ha raggiunto quindi quello che ha desiderato, per cui ha lottato come una estrema possibilità di vita...è morto stanotte Piergiorgio Welby. Credo che saremo in tanti a restare perennemente grati a Piergiorgio come a Luca per quanto avranno saputo concepire e realizzare, per quello a cui hanno saputo dar corpo. Quello che è stato e sarà, per tutti noi amanti la vita, la libertà, responsabilità, per tutti noi... tanta parte di coloro che vivono su questo nostro territorio... resteranno come fonte di forza di amore, di amore di speranza. Stamani alle 11,15, in luogo da definire, l'Associazione Coscioni terrà una conferenza stampa per informare sulla morte raggiunta serenamente, concepita e voluta serenamente, da Piergiorgio Welby".

DOLORE UMANO E FRATERNO
Al dolore, umano e fraterno, per la sua scomparsa, si unisce il sollievo per la cessazione delle sue atroci sofferenze terrene.
Piergiorgio Welby ha lasciato il suo letto di dolore da cui, pur immobilizzato, ha combattuto con dignità e tenacia la sua  e la nostra battaglia.
Ha cozzato di brutto contro leggi assurde e fuori tempo, contro la burocrazia, contro il destino e l'ipocrisia: alla fine solo Dio, anzi i suoi Angeli terreni, hanno avuto pietà di lui.
Ma tutte le sue sofferenze non sono state inutili: Welby ha aperto un capitolo importante anche per tutti coloro che hanno diritto a non soffrire quando ormai non c'è piu' la forza di sopportare i dolori atroci che certe malattie allo stato terminale causano agli esseri umani.

NOI SIAMO CONTRO "L'ALLEGRA EUTANASIA"
Noi per primi siamo contro la prassi, purtroppo praticata spesso e allegramente in tutti gli ospedali e in tante famiglie italiane, di soppressione indistinta dei "fastidiosi" malati terminali, che così muoiono tra atroci sofferenze e soffocati a causa di crisi respiratorie , o altro, causate da somministrazioni eccessive quanto letali di farmaci che ricevuti in overdose risultano sicuramente mortali.
La maggior parte delle volte, è pur vero, si tratta di casi di pietà cristiana, ma i malati terminali, così trattati,  spesso muoiono lo stesso soffrendo in maniera inaudita.

OCCORRE UNA BUONA LEGGE OLTRE LA POLITICA

Invece, se ci fosse una buona legge, attraverso la quale si monitorassero le effettive sofferenze dei soggetti che chiedono l'eutanasia, per questi esseri umani che non riescono a sopportare il loro soffrire, la morte dovrebbe avvenire attraverso farmaci in grado di evitare qualsiasi sofferenza al momento del trapasso.

WELBY ha aperto un importante dibattito, che DEVE andare oltre la politica: in certi casi le ideologie e le pur giuste argomentazioni della Chiesa cattolica devono fare umilmente un passo indietro e cedere alla UMANA PIETA'.
Purtroppo "l'allegra eutanasia" viene praticata costantemente, e tra atroci sofferenze degli inermi malati terminali, che continuano a morire senza alcuna salvaguardia.
Per Welby non lo si è fatto semplicemente perché era divenuto un "caso" eclatante, ma anche i figli di nessuno, che anche adesso stanno soffrendo senza difese sul loro duro letto di dolore, attendono LA LORO GIUSTIZIA e reclamano il loro DIRITTO A MORIRE CON SERENITA'  SENZA SOFFRIRE.

 

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19 dicembre 2006
 

 Per la Procura di Roma: WELBY HA DIRITTO DI STACCARE LA SPINA
 "Lo stabilisce la Costituzione"  ma secondo il Consiglio di Sanità le cure non sarebbero accanimento

Per Welby
il ricorso dei Pm reclama il "Suo diritto a non curarsi"

ROMA
- La Costituzione riconosce la libertà del paziente di rifiutare le cure e quindi il medico ha la facoltà, ma non il diritto, di curare. La procura di Roma motiva così l'ordinanza che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Piergiorgio Welby per chiedere l'interruzione delle cure. Intanto, secondo, una prima bozza del parere del Consiglio Superiore di Sanità, le cure applicate all'uomo non sarebbero accanimento terapeutico. Mentre il ministro Livia Turco vuole andare a trovare Welby "per capire se le cure che riceve sono adeguate".

LA PROCURA NON E' D'ACCORDO  e pertanto ha chiesto al Tribunale civile di affermare l'esistenza del diritto del malato ad interrompere il trattamento terapeutico non voluto.

 I pm (in quattro pagine, a firma del procuratore Giovanni Ferrara e dei sostituti Salvatore Vitello e Francesca Loy)  parlano di "palese contraddizione" nell' ordinanza del giudice del tribunale civile di Roma, Angela Salvio.

Gli articoli 32 e 13 della Costituzione, sottolineano i magistrati, indicano "l'esistenza di un vero e proprio diritto a non curarsi, ossia di un'assoluta libertà del paziente di rifiutare le cure mediche, lasciando che la malattia faccia il suo corso. Il medico, dunque, ha la potestà o la facoltà di curare e non il diritto di curare". Per questo, aggiungono i Pm, non si tratta "di agevolare un diritto a morire, bensì di una scelta cosciente tesa ad evitare ulteriori ed inutili sofferenze al paziente irrimediabilmente malato".

CONSIGLIO DI SANITA'
 
La bozza di parere sarà esaminata domani ma da quel che si apprende il Consiglio sembra orientato a dire che le cure a Piergiorgio Welby non sarebbero un accanimento terapeutico. Il parere era stato richiesto dal ministro della salute Livia Turco e gli esperti sono riusciti nello sforzo di elaborare un documento unico. Qualsiasi sarà il documento approvato (il voto è previsto per la mattinata), il parere non si trasformerà automaticamente e immediatamente in nessun atto pratico. Gli esperti infatti forniranno la loro posizione tecnico-scientifica al ministro Turco, TUTTAVIA sarà sempre lei a decidere se tenerne conto o no, con gli strumenti a sua disposizione.