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PALERMO -  La Sicilia, nel rapporto presentato da Legambiente a Palermo, è la terza regione nella graduatoria degli illeciti e la quarta per illegalità legate al ciclo dei rifiuti
20 ottobre 2006

PALERMO - Almeno 340 illeciti ambientali - pari al 7,1% del totale nazionale - e 149 abusi edilizi in due anni accertati nelle aree protette: sono alcuni dei numeri del rapporto sulla criminalità organizzata e le illegalità ambientali in Sicilia presentato da Legambiente nell'aula magna della Corte d'Appello di Palermo.
La Sicilia, nel rapporto stilato da Legambiente, è preceduta soltanto dalla Campania (3.173 infrazioni accertate, 2.735 denunce o arresti e 1.606 sequestri) e dalla Calabria (2.689 infrazioni, 1.717 persone denunciate o arrestate, 930 sequestri).

Nel 2005, la Sicilia si è collocata al quarto posto nella classifica nazionale delle illegalità ambientali legate al ciclo dei rifiuti. Nell'isola l'anno scorso sono state accertate 340 infrazioni, pari al 7.1% del totale nazionale. Sono 379 le persone denunciate o arrestate, mentre sono stati effettuati 127 sequestri. La classifica delle illegalità nel ciclo dei rifiuti vede al primo posto la Puglia, con 597 infrazioni (12.4% del totale nazionale), 857 persone denunciate o arrestate e 262 sequestri. Al secondo e al terzo posto ci sono la Campania e il Veneto.

Alla presentazione del dossier sono intervenuti rappresentanti del consiglio dell'ordine degli avvocati di Palermo, magistrati ed esponenti delle forze dell'ordine. "Recentissime inchieste - dice il pm della Dda, Maurizio De Lucia - dimostrano che le attività legate al cemento e alle cave, queste ultime gestite in gran parte dai mafiosi, rappresentano un canale di accesso privilegiato agli appalti da parte di Cosa nostra".

 

 

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