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PALERMO - ALLE IMMINENTI ELEZIONI POLITICHE, GIANFRANCO MICCICHE' IN LISTA
E' SECONDO DIETRO BERLUSCONI
12 febbraio 2006

Il ministro per lo Sviluppo e la Coesione, Gianfranco Miccichè
PALERMO - Il coordinatore
regionale di Fi, Angelino Alfano, a margine della convention
elettorale organizzata a Palermo da Francesco Musotto, ha annunciato
che sarà Gianfranco Miccichè a guidare la lista nella Sicilia occidentale
alle prossime elezioni politiche, per questo sarà il numero uno subito dopo
Berlusconi. Ed ha ha aggiunto che se Miccichè dovesse essere candidato anche
fuori dalla Sicilia, guiderebbe comunque la lista siciliana
occidentale.
Riguardo alle candidature al Senato, dove sono candidati Renato Schifani
e il ministro Enrico La Loggia, Alfano precisa: "Avendo tanti
giocatori di talento schiereremo la nazionale". Alfano ammette che "è
possibile che qualcuno sia candidato fuori dalla Sicilia, ma non per
abbandonare questa terra ma per offrire una maggiore rappresentanza alla
Sicilia, consentendo ad altri colleghi di entrare in Parlamento". E ha
precisato tuttavia che "il meccanismo elettorale che abbiamo votato con
grande lealtà in Parlamento penalizza la Sicilia (dove alle ultime politiche
la Cdl conquistò 61 seggi su 61) in quanto con il maggioritario FI era
avvantaggiata nell'isola".
"Col proporzionale avremo come Cdl il 55-60 per cento e il 40 per
cento sarà appannaggio degli avversari, è chiaro che rispetto al 61 a 0
delle ultime politiche i conti non potranno tornare mai. Però è ovvio che
quello che perderemo in Sicilia guadagneremo altrove e poi comunque una
legge c'è, è diversa da quella di prima, l'importante è che vinca Forza
Italia e la Casa delle Libertà nel suo complesso". Lo ha detto il
ministro per lo Sviluppo e la Coesione, Gianfranco Miccichè, nel corso
della convention elettorale organizzata a Palermo da Francesco Musotto.
Il ministro Miccichè ha dichiarato che rispetto al grande consenso ottenuto
nel 2001 in Sicilia, Forza Italia riparte alla grande, con umiltà, con
grande voglia di fare e con la coscienza a posto per continuare a governare.
Il nostro programma - ha detto inoltre - è semplicissimo, lo abbiamo
presentato nel 2001, ci sono delle cose che abbiamo fatto, qualcosa potevamo
farla meglio e quindi stiamo cambiando. Dobbiamo andare avanti sulle cose
che abbiamo iniziato, sarebbe un peccato fermare la rivoluzione che abbiamo
avviato nel Paese.
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